Ricerca personalizzata

Pagina iniziale
Preferiti

Contatti

Forum

GLOBALIZZAZIONE
Cos'è Storia 
cerca nel sito

Giovanni Paolo II e la globalizzazione

IL FENOMENO DELLA GLOBALIZZAZIONE

Forme globali
Teorie
Domande & risposte
Vertici & proteste
Articoli
Bibliografia
Glossario
Links

 

www.dittatori.it

 

 

Viaggi nel mondo

 

Segnala questo sito ai tuoi amici!
clicca qui
 

 


G20 DI OTTAWA: PIU' SOLDI AI PAESI POVERI (17/11 - 19/11/2001)

Ottawa - Gran Consulto a Ottawa sul terrorismo finanziario e sulla crisi dell'economia dopo il crollo delle Torri gemelle. Una cena di lavoro tra i ministri e i governatori dei venti paesi più importanti del mondo si conclude con una decisione e una polemica. La decisione, in realtà, è una sorta di scambio: più soldi ai paesi poveri - e, da subito, 10 miliardi di dollari alla Turchia, strategica nello scacchiere di guerra - per ottenere un serio impegno a scovare e bloccare il flusso di denaro di Osama Bin Laden. 

La polemica riguarda Usa, Canada e Francia che non condividono gli ultimi, pessimistici dati del Fondo monetario sugli effetti del conflitto per l'economia. La cena di lavoro segna l'inizio di un week-end di riunioni tutte dedicate all'economia e al terrorismo: in una città blindata per l'arrivo di 20 mila manifestanti no-global, giungerà oggi anche il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, per una colazione di lavoro privata con i responsabili del Fmi e della Banca mondiale. La bozza di lavoro su cui si sono confrontati ministri e governatori durante la loro cena parla espressamente della necessità di fornire risorse significative in favore dei paesi meno forti per evitare che i sistemi finanziari siano usati per scopi terroristici.

L'idea è che proprio il g20 diventi lo snodo per far affluire questi denari in aree ben identificate. Il cancelliere Gordon Brown, chiede di istituire un fondo per lo sviluppo da 50 miliardi di dollari. Il presidente della Banca mondiale James Wolfensohn ricorda che vanno aiutati i paesi che devono ospitare un gran numero di rifugiati o la cui attività turistica è stata duramente danneggiata dagli attacchi terroristici dell'11 settembre. Ai Grandi, e i particolare a Usa, Giappone e Europa, Wolfenshon, rammenta il loro impegno a far girare il motore della crescita. Forse è anche da qui che parte la vivace polemica ingaggiata da Usa e Canada contro il Fmi per le sue stime pessimistiche.

Ci sarà una inversione di tendenza, assicura il canadese Paul Martin. Ma certo un rallentamento americano tanto marcato (dal 2,2% previsto a settembre a quota 0,7% l'anno prossimo), con il Giappone che crolla da uno striminzito 0,2% a meno 1,03% e L'Unione Europea che si dimezza (da 2,2 a 1,4%) non fa ben sperare. Non è vero, l'economia dell'Ue è solida, ribatte il francese Fabius. In questo contesto, c'è anche l'Italia: crescita 2002 non più del 2,3% come ipotizzato dal governo ma solo dell'1,2%. Toccherà a Tremonti spiegare in che modo il paese riuscirà a rispettare il piano di stabilità concordato con le autorità europee. Nella bozza di documento discussa dai ministri c'è scritto solo che preoccupa la natura sincronica del rallentamento, mai verificatasi prima d'ora. 

Intanto la città fa i conti con le prime proteste dei no-global: ieri un piccolo gruppo ha attaccato un fast-food Mc Donald's, rompendo vetri e finestre. Le giubbe rosse, la polizia federale, sono dovunque e nessuna violenza sarà tollerata.

 

Elena Polidori, La Repubblica, 17 novembre 2001

 

Fazio: guardare al futuro con più ottimismo


Teniamo pure conto delle stime del Fondo monetario internazionale (Fmi), ma senza farci prendere dal pessimismo. E’ questo il messaggio che da Ottawa, dove è in corso la riunione del G20, lancia Antonio Fazio. Il governatore della Banca d’Italia continua a far professione d'ottimismo sul futuro delle economie europee e di quella italiana.
Così dopo Usa, Francia e Canada è adesso la volta dell’Italia nel contestare, sia pure con la dovuta moderazione, le stime al ribasso degli analisti del Fmi. Analisti che lo stesso Fazio ha definito “ragazzotti”.


Il Fmi stima nel 2002 una crescita italiana all' 1,2% (contro il 2,0% della precedente stima di ottobre). Il governo italiano ha invece indicato un 2,3% nel programma di stabilità appena inviato a Bruxelles. I dati del Pil del terzo trimestre segnano in Italia un +1,9% e al Tesoro ritengono il 2% di crescita annuo sia a portata di mano e con il quale si esce dal 2001. "L' anno scorso il fondo monetario ci ha portato delle previsioni dalle quali si deduceva uno sviluppo intorno al 4% per vari anni nell' economia mondiale. 

A suo tempo reagii e dissi che ci sarebbe stato un punto di svolta negativo: C'era una crisi petrolifera già aperta anche se non della gravità degli anni 70. Queste cose si sono verificate. Voglio vedere i dati domani. Adesso dobbiamo evitare di cadere nell' errore contrario", osserva Fazio, secondo cui "si comprende un po' meglio la situazione dell' economia mondiale partendo dalla situazione dei singoli paesi. Mentre mi pare che queste previsioni di carattere generale facciano il contrario, cioè danno un andamento dell' economia mondiale dal quale fanno discendere l' andamento dei singoli paesi. Domani faremo il contrario".


Per il governatore la liberazione di Kabul e il rapido evolversi della guerra in Afghanistan hanno già segnato una svolta che i mercati stanno mostrando di recepire. Ora, se la guerra terminerà presto e la lotta al terrorismo islamico segnerà delle vittorie, la situazione potrebbe rapidamente evolversi al meglio. Concorda con lui il ministro dell’Economia: "Dipende da quanto finisce la guerra" - afferma Tremonti rispondendo ai giornalisti che gli chiedono se il Fondo Monetario non sia troppo pessimista - "Prima finisce la guerra e prima si rimbalza". E aggiunge: "Non ho ancora visto il modello econometrico che ha previsto l' 11 settembre". A Ottawa si è anche parlato della situazione in Afghanistan e della ricostruzione post bellica. Al riguardo è stata confermata per il 26 e il 27 novembre prossimi a Islamabad una conferenza internazionale.


La Repubblica, 19 Novembre 2001

 

 

 

© www.villaggiomondiale.it - Webmaster: Amedeo Lomonaco