LE
CITTA'
DEL
MONDO
CONTRO
LA
POVERTA'
AL
FORUM
GLOBALE
ORGANIZZATO
IN
COLLABORAZIONE
CON
IL
PROGRAMMA
DELLE
NAZIONI
UNITE
PER
LO
SVILUPPO
ROMA
(30
marzo).
=
I
leader
delle
città,
da
Katmandu
a
Lima,
si
daranno
appuntamento
da
domani
a
Roma
per
una
tre
giorni
dedicata
alla
promozione
del
parternariato
e
alla
mobilitazione
delle
risorse
per
migliorare
le
condizioni
di
vita
dei
poveri.
All’incontro,
realizzato
in
collaborazione
con
il
Programma
delle
Nazioni
Unite
per
lo
Sviluppo,
numerosi
saranno
i
temi
in
agenda;
in
primo
piano
l’analisi
delle
soluzioni
concrete
da
adottare
o
già
adottate
dai
Municipi
in
favore
dei
poveri,
ma
anche
il
ruolo
delle
autorità
locali
nel
raggiungimento
degli
Mdf,
gli
Obiettivi
di
Sviluppo
del
Millennio,
obiettivi
realistici
imperniati
su
miglioramenti
nei
settori
dell’istruzione,
della
sanità
delle
donne
e
dei
bambini,
sull’uguaglianza
dei
generi,
ma
anche
sul
controllo
delle
malattie
e
delle
fonti
di
energia
rinnovabile.
Finalità
principale
dell’assise:
dimezzare
la
povertà
nel
mondo
entro
il
2015.
Un
fine
importante,
che
affonda
le
radici
negli
obiettivi
approvati
da
tutte
le
Nazioni
presenti
al
vertice
delle
Nazioni
Unite
del
2000,
ma
che
si
inserisce
in
un
contesto
complesso
e
diversificato.
Attualmente,
infatti,
il
50
per
cento
della
popolazione
del
pianeta
vive
nelle
città,
con
l’85
per
cento
della
crescita
della
popolazione
mondiale
registrata
nelle
aree
urbane,
quasi
interamente
in
Africa,
America
Latina
ed
Asia.
Nella
maggior
parte
dei
casi,
inoltre,
i
poveri
non
hanno
accesso
all’assistenza
sanitaria,
all’istruzione,
vivono
in
ambienti
degradati.
Ed
il
futuro
per
loro
non
è
certo
roseo:
milioni
di
persone,
infatti,
si
apprestano
ad
affrontare
un’esistenza
di
miseria,
se
le
autorità
locali
non
interverranno
con
strategie
in
grado
di
attuare
politiche
urbane
sostenibili.
L’incontro
di
Roma
avrà
come
obiettivo
proprio
la
traduzione
degli
obiettivi
in
strategie
concrete
di
sviluppo
municipale
che
non
perdano
mai
di
vista
le
esigenze
dei
poveri.
Ma
il
Forum
rappresenta
anche
una
piattaforma
a
disposizione
delle
autorità
locali
per
facilitare
gli
scambi
e
sfruttare
l’esperienza
di
altri
governi
locali
nella
lotta
alla
povertà.
Al
Palazzo
dei
Congressi
della
capitale
italiana
saranno
presenti
delegati
di
oltre
700
diverse
realtà.
(S.S.)
CHIUSO
A
ROMA
IL
IV
FORUM
MONDIALE
DELLE
CITTÀ
CONTRO
LA
POVERTÀ
-
Servizio
di
Roberta
Gisotti
-
**********
“Facciamo
appello
a
tutte
le
città
di
ogni
continente
per
unirsi
in
questo
movimento
di
solidarietà
e
progresso,
includendo
gli
obiettivi
di
sviluppo
del
millennio
nella
lista
delle
loro
priorità”.
Con
questa
dichiarazione
di
Roma
si
è
chiuso
stamani
il
Forum.
Hanno
lavorato
intensamente
per
3
giorni
qui,
nel
Palazzo
dei
Congressi,
soprattutto
a
livello
di
rapporti
personali,
i
sindaci
e
gli
assessori
di
151
città,
unite
nell’Alleanza
mondiale
contro
la
povertà.
Hanno
portato
con
sé
2
mila
chili
di
documenti
ed
hanno
dialogato
con
rappresentanti
di
governi,
agenzie
delle
Nazioni
Unite,
istituzioni
finanziarie,
enti
privati
e
non
governativi
e
giornalisti.
Oltre
600
le
presenze
di
82
diversi
Paesi.
Ricordiamo
l’obiettivo
principale
del
millennio,
sottoscritto
da
tutti
gli
Stati
nel
vertice
dell’Onu,
nel
settembre
del
2000:
dimezzare
entro
il
2015
i
poveri
in
tutto
il
mondo.
Ma
sono
passati
quasi
quattro
anni
e
gli
affamati
restano
oltre
840
milioni.
Sì,
perché
parliamo
di
una
povertà
che
nega
persino
il
diritto
al
cibo.
E
stamani,
nella
Conferenza
stampa
di
chiusura
hanno
parlato
i
sindaci
di
Niamei
nel
Niger,
di
Caracas
nel
Venezuela,
di
Kaffa
in
Tunisia.
Si
sono
fatti
portavoce
dell’impegno,
sottoscritto
nella
dichiarazione,
di
mobilitare
tutti
i
settori
della
società,
dagli
individui
ai
governi,
per
fare
tutto
quanto
è
possibile
per
offrire
a
tutti
i
cittadini
del
mondo
una
vita
dignitosa,
sia
nella
propria
realtà
locale
che
altrove.
Ma
per
fare
tutto
questo,
si
legge
nella
dichiarazione
di
Roma,
i
Paesi
industrializzati
aumentino
i
loro
aiuti
allo
sviluppo,
portandoli
allo
0,7
per
cento
del
prodotto
interno
lordo;
cancellino
il
debito
estero
dei
Paesi
in
via
di
sviluppo;
aprano
i
loro
mercati
e
pongano
fine
ai
sussidi
all’agricoltura;
prevengano
i
conflitti,
causa
di
enorme
sofferenza
e
migrazioni,
e
rinforzino
la
cooperazione
multilaterale.
Da
parte
loro
le
città
dell’Alleanza
mobiliteranno
in
tal
senso
risorse
pubbliche
e
private
con
progetti
concreti
a
livello
locale,
per
aiutare
i
più
poveri,
assicurare
la
scuola
a
tutti
i
bambini,
diminuire
la
mortalità
infantile
e
materna
ed
assistere
i
malati
di
Aids.
Dal
Palazzo
dei
Congressi,
Roberta
Gisotti,
Radio
Vaticana.
**********
LE
CITTA’
DEL
MONDO
CONTRO
LA
POVERTA’.
CONCLUSO
IERI
A
ROMA
IL
IV
FORUM
-
Intervista
con
Walter
Veltroni,
Rosario
Diaza
e
Serki
Kalilou
-
ROMA
(3
aprile).
=
Dopo
tre
giorni
di
dibattiti
serrati,
scambi
di
esperienze
e
promesse
di
impegni
futuri
si
è
chiuso
ieri
a
Roma
il
IV
Forum
dell’Alleanza
mondiale
delle
città
contro
la
povertà,
ospitato
nel
Palazzo
dei
Congressi,
che
ha
visto
riuniti
sindaci
e
delegati
comunali
di
151
città
di
82
Paesi
di
tutti
i
Continenti,
in
dialogo
con
rappresentanti
di
governi,
istituzioni
pubbliche,
enti
privati,
organismi
non
governativi,
agenzie
dell’Onu.
Il
servizio
di
Roberta
Gisotti:
**********
Appuntamento
fra
due
anni
nel
2006
a
Valencia,
in
Spagna,
per
aggiornare
quanto
è
stato
fatto
per
raggiungere
gli
obiettivi
del
Millennio,
sottoscritti
da
tutti
gli
Stati
delle
Nazioni
Unite,
nel
Vertice
mondiale
del
2000.
Primo
obiettivo
dimezzare
la
povertà
nel
mondo
entro
il
2015.
Ma
i
governi
centrali
a
dire
il
vero
hanno
fatto
finora
poco
o
niente,
e
si
spera
facciano
di
più
le
amministrazioni
comunali
e
gli
enti
locali.
Per
questo
i
sindaci
alleati,
hanno
firmato
una
nuova
carta,
la
Dichiarazione
di
Roma,
per
passare
dalle
parole
ai
fatti.
Walter
Veltroni,
Sindaco
della
città,
ospite
del
Forum:
“L’idea
è
quella
di
fare
anche
dei
progetti
concreti
non
solamente
battersi,
come
ci
battiamo,
perché
il
mondo
rivolga
risorse,
attenzione
e
strategie
di
pace
e
di
lotta
per
combattere
malattie
in
quelle
parti
dell’universo
nelle
quali,
purtroppo,
c’è
tanta
povertà
e
tanta
disperazione,
ma
anche
fare
cose
concrete:
fare
scuole,
progetti
di
sviluppo
per
l’agricoltura,
ecc.
Sono
cose
che
per
delle
comunità
ricche
costano
poco,
mentre
per
delle
comunità
povere
possono
cambiare
la
vita”.
Una
cooperazione
dunque
concreta,
che
conosca
le
realtà
locali
e
risponda
ai
bisogni
reali
delle
popolazioni.
Rosario
Diaz,
Sindaco
di
Caracas,
nel
Venezuela
ESTE
TIPO
DE
EVENTO
…
“Penso
che
questo
sia
un
avvenimento
molto
importante
perché
ci
permette
di
avere
contatti
con
città
che
hanno
gravi
problemi
di
povertà,
città
che
appartengono
non
soltanto
al
Sud
del
pianeta,
ma
anche
alle
aree
industrializzate.
Grazie
a
questo
interscambio
abbiamo
la
possibilità
di
attuare
progetti
di
collaborazione
tecnica
per
mettere
in
moto
meccanismi
capaci
di
favorire
lo
sviluppo
e
il
miglioramento
delle
condizioni
di
vita
degli
abitanti
delle
nostre
città.
Il
grande
problema
di
Caracas
è
quello
dei
bambini
di
strada,
un
fenomeno
veramente
grave
che
può
avere
serie
ripercussioni
sulla
sicurezza,
perché
questi
bambini
spesso
diventano
dei
delinquenti.
E’
un
fenomeno
che
nasce
dall’abbandono
da
parte
dei
genitori
che
non
sono
in
grado
di
assumersi
la
responsabilità
della
crescita
dei
loro
figli.
Poi
c’è
il
problema
della
fame
di
cui
soffre
tantissima
gente,
soprattutto
donne,
bambini
e
anziani”.
Particolare
attenzione
in
questo
Forum
alle
città
africane,
in
crescente
espansione,
con
gravissimi
problemi
di
povertà
e
degrado
urbano.
Serki
Kalilou,
Sindaco
di
Niamey,
nel
Niger:
NOUS
AVONS
UNE
SERIE
DE
…
“Abbiamo
diversi
piani
di
collaborazione
con
numerosi
Paesi
europei.
Attualmente
sono
qui
con
vari
progetti
per
lo
sviluppo
dei
trasporti.
Bisogna
riconoscere
che
questo
forum
ci
ha
permesso
di
capire
bene
e
di
essere
meglio
sensibilizzati
sugli
obiettivi
del
millennio,
ma
oltre
a
tutto
ciò
ci
siamo
resi
conto
che
tutti
i
Paesi
africani
presenti
hanno
a
disposizione
la
possibilità
di
realizzare,
ed
in
maniera
corretta,
gli
obiettivi
del
millennio.
Si
tratta
di
mettere
in
opera
programmi
e
strategie
per
l’eliminazione
della
povertà
che
praticamente
tutti
i
Paesi
africani
presenti
hanno
già
avviato.
E’
una
possibilità
che
viene
offerta
alle
città
perché
queste
possano
lavorare
proficuamente
al
raggiungimento
degli
obiettivi
del
millennio
entro
il
2015.
**********
SERVIZI
DELLA
RADIO
VATICANA