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FORUM DELL'ALLEANZA MONDIALE (31/03/2004 - 2/04/2004)

 

 

LE CITTA' DEL MONDO CONTRO LA POVERTA' AL FORUM GLOBALE ORGANIZZATO IN COLLABORAZIONE CON IL PROGRAMMA DELLE NAZIONI UNITE PER LO SVILUPPO

 

ROMA (30 marzo). = I leader delle città, da Katmandu a Lima, si daranno appuntamento da domani a Roma per una tre giorni dedicata alla promozione del parternariato e alla mobilitazione delle risorse per migliorare le condizioni di vita dei poveri. All’incontro, realizzato in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, numerosi saranno i temi in agenda; in primo piano l’analisi delle soluzioni concrete da adottare o già adottate dai Municipi in favore dei poveri, ma anche il ruolo delle autorità locali nel raggiungimento degli Mdf, gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, obiettivi realistici imperniati su miglioramenti nei settori dell’istruzione, della sanità delle donne e dei bambini, sull’uguaglianza dei generi, ma anche sul controllo delle malattie e delle fonti di energia rinnovabile. Finalità principale dell’assise: dimezzare la povertà nel mondo entro il 2015. Un fine importante, che affonda le radici negli obiettivi approvati da tutte le Nazioni presenti al vertice delle Nazioni Unite del 2000, ma che si inserisce in un contesto complesso e diversificato. Attualmente, infatti, il 50 per cento della popolazione del pianeta vive nelle città, con l’85 per cento della crescita della popolazione mondiale registrata nelle aree urbane, quasi interamente in Africa, America Latina ed Asia. Nella maggior parte dei casi, inoltre, i poveri non hanno accesso all’assistenza sanitaria, all’istruzione, vivono in ambienti degradati. Ed il futuro per loro non è certo roseo: milioni di persone, infatti, si apprestano ad affrontare un’esistenza di miseria, se le autorità locali non interverranno con strategie in grado di attuare politiche urbane sostenibili. L’incontro di Roma avrà come obiettivo proprio la traduzione degli obiettivi in strategie concrete di sviluppo municipale che non perdano mai di vista le esigenze dei poveri. Ma il Forum rappresenta anche una piattaforma a disposizione delle autorità locali per facilitare gli scambi e sfruttare l’esperienza di altri governi locali nella lotta alla povertà. Al Palazzo dei Congressi della capitale italiana saranno presenti delegati di oltre 700 diverse realtà. (S.S.) 

CHIUSO A ROMA IL IV FORUM MONDIALE DELLE CITTÀ CONTRO LA POVERTÀ

- Servizio di Roberta Gisotti -

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“Facciamo appello a tutte le città di ogni continente per unirsi in questo movimento di solidarietà e progresso, includendo gli obiettivi di sviluppo del millennio nella lista delle loro priorità”. Con questa dichiarazione di Roma si è chiuso stamani il Forum. Hanno lavorato intensamente per 3 giorni qui, nel Palazzo dei Congressi, soprattutto a livello di rapporti personali, i sindaci e gli assessori di 151 città, unite nell’Alleanza mondiale contro la povertà. Hanno portato con sé 2 mila chili di documenti ed hanno dialogato con rappresentanti di governi, agenzie delle Nazioni Unite, istituzioni finanziarie, enti privati e non governativi e giornalisti. Oltre 600 le presenze di 82 diversi Paesi. Ricordiamo l’obiettivo principale del millennio, sottoscritto da tutti gli Stati nel vertice dell’Onu, nel settembre del 2000: dimezzare entro il 2015 i poveri in tutto il mondo. Ma sono passati quasi quattro anni e gli affamati restano oltre 840 milioni. Sì, perché parliamo di una povertà che nega persino il diritto al cibo.  

E stamani, nella Conferenza stampa di chiusura hanno parlato i sindaci di Niamei nel Niger, di Caracas nel Venezuela, di Kaffa in Tunisia. Si sono fatti portavoce dell’impegno, sottoscritto nella dichiarazione, di mobilitare tutti i settori della società, dagli individui ai governi, per fare tutto quanto è possibile per offrire a tutti i cittadini del mondo una vita dignitosa, sia nella propria realtà locale che altrove. Ma per fare tutto questo, si legge nella dichiarazione di Roma, i Paesi industrializzati aumentino i loro aiuti allo sviluppo, portandoli allo 0,7 per cento del prodotto interno lordo; cancellino il debito estero dei Paesi in via di sviluppo; aprano i loro mercati e pongano fine ai sussidi all’agricoltura; prevengano i conflitti, causa di enorme sofferenza e migrazioni, e rinforzino la cooperazione multilaterale. Da parte loro le città dell’Alleanza mobiliteranno in tal senso risorse pubbliche e private con progetti concreti a livello locale, per aiutare i più poveri, assicurare la scuola a tutti i bambini, diminuire la mortalità infantile e materna ed assistere i malati di Aids.  

Dal Palazzo dei Congressi, Roberta Gisotti, Radio Vaticana.

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LE CITTA’ DEL MONDO CONTRO LA POVERTA’. CONCLUSO IERI A ROMA IL IV FORUM

- Intervista con Walter Veltroni, Rosario Diaza e Serki Kalilou - 

ROMA (3 aprile). = Dopo tre giorni di dibattiti serrati, scambi di esperienze e promesse di impegni futuri si è chiuso ieri a Roma il IV Forum dell’Alleanza mondiale delle città contro la povertà, ospitato nel Palazzo dei Congressi, che ha visto riuniti sindaci e delegati comunali di 151 città di 82 Paesi di tutti i Continenti, in dialogo con rappresentanti di governi, istituzioni pubbliche, enti privati, organismi non governativi, agenzie dell’Onu. Il servizio di Roberta Gisotti:  

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Appuntamento fra due anni nel 2006 a Valencia, in Spagna, per aggiornare  quanto è stato fatto per raggiungere gli obiettivi del Millennio, sottoscritti da tutti gli Stati delle Nazioni Unite, nel Vertice mondiale del 2000. Primo obiettivo dimezzare la povertà nel mondo entro il 2015.  Ma i governi centrali a dire il vero hanno fatto finora poco o niente, e si spera facciano di più le amministrazioni comunali e gli enti locali. Per questo i sindaci alleati, hanno firmato una nuova carta, la Dichiarazione di Roma, per passare dalle parole ai fatti. Walter Veltroni, Sindaco della città, ospite del Forum:

“L’idea è quella di fare anche dei progetti concreti non solamente battersi, come ci battiamo, perché il mondo rivolga risorse, attenzione e strategie di pace e di lotta per combattere malattie in quelle parti dell’universo nelle quali, purtroppo, c’è tanta povertà e tanta disperazione, ma anche fare cose concrete: fare scuole, progetti di sviluppo per l’agricoltura, ecc. Sono cose che per delle comunità ricche costano poco, mentre per delle comunità povere possono cambiare la vita”. 

Una cooperazione dunque concreta, che conosca le realtà locali e risponda ai bisogni reali delle popolazioni. Rosario Diaz, Sindaco di Caracas, nel Venezuela 

ESTE TIPO DE EVENTO …

“Penso che questo sia un avvenimento molto importante perché ci permette di avere contatti con città che hanno gravi problemi di povertà, città che appartengono non soltanto al Sud del pianeta, ma anche alle aree industrializzate. Grazie a questo interscambio abbiamo la possibilità di attuare progetti di  collaborazione tecnica per mettere in moto meccanismi capaci di favorire lo sviluppo e il miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti delle nostre città. Il grande problema di Caracas è quello dei bambini di strada, un fenomeno veramente grave che può avere serie ripercussioni sulla sicurezza, perché questi bambini spesso diventano dei delinquenti. E’ un fenomeno che nasce dall’abbandono da parte dei genitori che non sono in grado di assumersi la responsabilità della crescita dei loro figli. Poi c’è il problema della fame di cui soffre tantissima gente, soprattutto donne, bambini e anziani”. 

Particolare attenzione in questo Forum alle città africane, in crescente espansione, con gravissimi problemi di povertà e degrado urbano. Serki Kalilou, Sindaco di Niamey, nel Niger: 

NOUS AVONS UNE SERIE DE …

“Abbiamo diversi piani di collaborazione con numerosi Paesi europei. Attualmente sono qui con vari progetti per lo sviluppo dei trasporti. Bisogna riconoscere che questo forum ci ha permesso di capire bene e di essere meglio sensibilizzati sugli obiettivi del millennio, ma oltre a tutto ciò ci siamo resi conto che tutti i Paesi africani presenti hanno a disposizione la possibilità di realizzare, ed in maniera corretta, gli obiettivi del millennio. Si tratta di mettere in opera programmi e strategie per l’eliminazione della povertà che praticamente tutti i Paesi africani presenti hanno già avviato. E’ una possibilità che viene offerta alle città perché queste possano lavorare proficuamente al raggiungimento degli obiettivi del millennio entro il 2015.

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SERVIZI DELLA RADIO VATICANA

 

 

 

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