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Non
solo
grandi
nomi,
ma
anche
grandi
numeri
hanno
caratterizzato
come
sempre
il
World
economic
forum,
il
Forum
economico
mondiale
che
ogni
anno
riunisce
nella
stazione
sciistica
di
Davos
(Svizzera)
alcuni
tra
i
personaggi
più
ricchi
e
potenti
del
mondo.
Il
Forum
di
Davos
si
è
confrontato
anche
quest'anno
con
il
contemporaneo
contro
vertice
di
Porto
Alegre. |

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Giunto
alla
33°
edizione,
il
World
Economic
Forum
(Wef)
è
definito
dai
suoi
padri
il
"principale
luogo
di
incontro
tra
leader
del
mondo
degli
affari
e
del
mondo
politico,
tra
responsabili
di
organizzazioni
internazionali,
esponenti
del
mondo
accademico,
rappresentanti
delle
ong
e
dei
mass
media".
Dal
1971,
quando
fu
fondato
dal
professore
svizzero
Klaus
Scwab,
il
Forum
vuole
essere
un
luogo
di
incontro
volto
a
favorire
il
dialogo
su
grandi
temi
di
attualità.
Al
Wef
di
questa
edizione,
in
programma
dal
23
gennaio
al
28
gennaio
2008,
hanno
partecipato
oltre
2150
persone
provenienti
da
99
Paesi.
Di
questi,
il
25%
proveniva
da
Paesi
in
via
di
sviluppo,
il
60%
era
costituito
da
uomini
di
affari,
il
12%
da
donne
e
l'11%
da
giovani.
Le
altr
principali
categoria
hanno
incluso:
239
politici
tra
cui
29
capi
di
Stato
o
governo
e
81
ministri,
270
giornalisti,
71
responsabili
di
ong,
14
leader
sindacali
e
172
accademici.
Tra
le
celebrità
intervenute
a
Davos
sono
spiccati
i
nomi
del
Segretario
di
Stato
americano
Colin
Powell
e
del
presidente
brasiliano
Lula.
Lula
sarà
certamente
un
messaggero
delle
richieste
no-global,
ma
prenderà
la
parola
come
uno
dei
"Grandi
della
Terra"
con
il
compito
di
conciliare
governabilità
con
sviluppo
sostenibile.
A
Davos
i
grandi
della
Terra
hanno
tracciato
una
ricca
panoramica
sulla
situazione
economica
del
pianeta.
I
dati
emersi
non
sono
stati
purtroppo
confortanti.
Lo
sviluppo
economico
negli
Stati
Uniti
nel
2002
non
ha
rispecchiato
le
previsioni
e
la
maggior
parte
degli
analisti
ritengono
che
l'economia
a
stelle
e
strisce
recupererà
lentamente
a
partire
dal
2003.
Anche
in
Europa
la
crescita
economica
è
stata
molto
lenta
ed
in
Giappone
è
ancora
in
atto
una
fase
di
recessione.
In
questo
quadro
di
generale
rallentamento
economico
una
guerra
in
Iraq
potrebbe
avere
ripercussioni
negative
significative
su
un'economia
globale
già
fragile.
Irene
Khan,
segretaria
generale
di
Amnesty
International
ha
fatto
presente
la
sua
preoccupazione
per
la
situazione
umanitaria
irachena
al
Segretario
di
Stato
Colin
Powell
e,
in
occasione
del
suo
intervento
gli
ha
chiesto
"quanto
pesa
la
minaccia
posta
dall'Iraq
rispetto
a
quella
che
un'azione
militare
americana
rappresenta
per
i
diritti
umani".
"Sacrificare
i
diritti
umani
delle
persone
in
nome
di
considerazioni
geopolitiche
è
inaccettabile",
ha
concluso
Irene
Khan.
La
lotta
al
terrorismo
è
divenuta
il
centro
della
politica
globale,
trasformando
la
natura
dei
rapporti
internazionali.
La
proliferazione
delle
armi
di
distruzione
di
massa
possono
potenzialmente
trasformare
i
conflitti
locali
in
guerre
globali.
Guerre
come
quelle
in
atto
in
Africa
ed
in
America
latina
continuano
ad
avere
gravi
ripercussioni
economiche
ma
le
recenti
risoluzioni
dei
conflitti
in
Sierra
Leone,
Angola
e
Sri
Lanka
indicano
che
i
risultati
positivi
sono
possibili.
Malgrado
un
calo
relativo
del
numero
di
persone
che
vivono
nella
povertà
estrema,
dal
29%
nel
1990
al
23%
di
1999,
i
livelli
di
povertà
assoluti
rimangono
stabili,
con
quasi
1,2
miliardi
di
persone
che
vivono
con
meno
di
un
dollaro
al
giorno.
Il
reddito
medio
dei
20
Paesi
più
ricchi
è
37
volte
maggiore
di
quello
dei
20
Paesi
più
poveri.
La
Tobin
Tax
"va
bene"
ma
"sarà
difficile
applicarla
perchè
richiede
un
accordo
internazionale".
Il
finanziere
internazionale
George
Soros
conferma
la
sua
opinione
favorevole
alla
tassa
voluta
dai
no
global
ma
vede
seri
problemi
nella
sua
introduzione.
Alla
povertà
bisogna
aggiungere
altre
gravi
emergenze,
quali
le
carestie
e
le
malattie.
L'Africa
rimane
l'epicentro
dell'Aids,
con
28
milioni
di
persone
infettate
dal
virus
dell'
HIV.
Oltre
alla
banca
mondiale
i
meccanismi
di
finanziamento,
quale
il
Fondo
monetario
internazionale,
combatteranno
l'AIDS,
la
tubercolosi
e
la
malaria,
aumentando
l'accesso
alle
medicine
attualmente
troppo
costose.
Per
la
prima
volta
nella
storia
del
Forum,
le
autorità
del
cantone
Grigioni
hanno
autorizzato
una
manifestazione
di
protesta
contro
la
riunione
dei
grandi
del
pianeta
a
Davos.
Migliaia
di
manifestati,
provenienti
da
tutta
la
Svizzera
e
dai
Paesi
confinanti,
sono
arrivati
il
25
gennaio
nella
cittadina
svizzera
ma
già
la
sera
sono
avvenuti
i
primi
scontri
con
la
polizia.
Stando
alle
autorità
di
Berna,
ammontano
a
mezzo
milioni
di
franchi
i
danni
provocati
dai
manifestanti
no-global.
Nei
dintorni
della
stazione
di
Berna,
ha
dichiarato
Bernhard
Muller,
capo
della
sezione
assicurazione
immobili
del
cantone
di
Berna,
sono
rimasti
danneggiati
una
ventina
di
immobili.
Si
tratta
soprattutto
di
vetrine
infrante.
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