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WORLD ECONOMIC FORUM DI DAVOS (23/01 - 28/01/2003)

 

Non solo grandi nomi, ma anche grandi numeri hanno caratterizzato come sempre il World economic forum, il Forum economico mondiale che ogni anno riunisce nella stazione sciistica di Davos (Svizzera) alcuni tra i personaggi più ricchi e potenti del mondo. Il Forum di Davos si è confrontato anche quest'anno con il contemporaneo contro vertice di  Porto Alegre

Giunto alla 33° edizione, il World Economic Forum (Wef) è definito dai suoi padri il "principale luogo di incontro tra leader del mondo degli affari e del mondo politico, tra responsabili di organizzazioni internazionali, esponenti del mondo accademico, rappresentanti delle ong e dei mass media". Dal 1971, quando fu fondato dal professore svizzero Klaus Scwab, il Forum vuole essere un luogo di incontro volto a favorire il dialogo su grandi temi di attualità.

Al Wef di questa edizione, in programma dal 23 gennaio al 28 gennaio 2008, hanno partecipato oltre 2150 persone provenienti da 99 Paesi. Di questi, il 25% proveniva da Paesi in via di sviluppo, il 60% era costituito da uomini di affari, il 12% da donne e l'11% da giovani. Le altr principali categoria hanno incluso: 239 politici tra cui 29 capi di Stato o governo e 81 ministri, 270 giornalisti, 71 responsabili di ong, 14 leader sindacali e 172 accademici. Tra le celebrità intervenute a Davos sono spiccati i nomi del Segretario di Stato americano Colin Powell e del presidente brasiliano Lula. Lula sarà certamente un messaggero delle richieste no-global, ma prenderà la parola come uno dei "Grandi della Terra" con il compito di conciliare governabilità con sviluppo sostenibile.

A Davos i grandi della Terra hanno tracciato una ricca panoramica sulla situazione economica del pianeta. I dati emersi non sono stati purtroppo confortanti. Lo sviluppo economico negli Stati Uniti nel 2002 non ha rispecchiato le previsioni e la maggior parte degli analisti ritengono che l'economia a stelle e strisce recupererà lentamente a partire dal 2003. Anche in Europa la crescita economica è stata molto lenta ed in Giappone è ancora in atto una fase di recessione.

In questo quadro di generale rallentamento economico una guerra in Iraq potrebbe avere ripercussioni negative significative su un'economia globale già fragile. Irene Khan, segretaria generale di Amnesty International ha fatto presente la sua preoccupazione per la situazione umanitaria irachena al Segretario di Stato Colin Powell e, in occasione del suo intervento gli ha chiesto "quanto pesa la minaccia posta dall'Iraq rispetto a quella che un'azione militare americana rappresenta per i diritti umani". "Sacrificare i diritti umani delle persone in nome di considerazioni geopolitiche è inaccettabile", ha concluso Irene Khan. 

La lotta al terrorismo è divenuta il centro della politica globale, trasformando la natura dei rapporti internazionali.  La proliferazione delle armi di distruzione di massa possono potenzialmente trasformare i conflitti locali in guerre globali. Guerre come quelle in atto in Africa ed in America latina continuano ad avere gravi ripercussioni economiche ma le recenti risoluzioni  dei conflitti in Sierra Leone, Angola e Sri Lanka indicano che i risultati positivi sono possibili.  Malgrado un calo relativo del numero di persone che vivono nella povertà estrema, dal 29% nel 1990 al 23% di 1999, i livelli di povertà assoluti rimangono stabili, con quasi 1,2 miliardi di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno. Il reddito medio dei 20 Paesi più ricchi è 37 volte maggiore di quello dei 20 Paesi più poveri. 

La Tobin Tax "va bene" ma "sarà difficile applicarla perchè richiede un accordo internazionale". Il finanziere internazionale George Soros conferma la sua opinione favorevole alla tassa voluta dai no global ma vede seri problemi nella sua introduzione. 

Alla povertà bisogna aggiungere altre gravi emergenze, quali le carestie e le malattie. L'Africa rimane l'epicentro dell'Aids, con 28 milioni di persone infettate dal virus dell' HIV. Oltre alla banca mondiale i meccanismi di finanziamento, quale il Fondo monetario internazionale, combatteranno l'AIDS, la tubercolosi e la malaria, aumentando l'accesso alle medicine attualmente troppo costose.

Per la prima volta nella storia del Forum, le autorità del cantone Grigioni hanno autorizzato una manifestazione di protesta contro la riunione dei grandi del pianeta a Davos. Migliaia di manifestati, provenienti da tutta la Svizzera e dai Paesi confinanti, sono arrivati il 25 gennaio nella cittadina svizzera ma già la sera sono avvenuti i primi scontri con la polizia. Stando alle autorità di Berna, ammontano a mezzo milioni di franchi i danni provocati dai manifestanti no-global. Nei dintorni della stazione di Berna, ha dichiarato Bernhard Muller, capo della sezione assicurazione immobili del cantone di Berna, sono rimasti danneggiati una ventina di immobili. Si tratta soprattutto di vetrine infrante.

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