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ISTRUZIONE, FORMAZIONE E GLOBALIZZAZIONE

 - SECONDA PARTE - 

Mutamenti nei processi di istruzione e formazione

Nuove tecnologie per insegnare e apprendere

Mutamenti nei processi di istruzione e formazione

In questo contesto sta mutando la concezione stessa di istruzione e formazione: un cambiamento di atteggiamento che richiede una modifica delle politiche educative e formative istituzionali.

Sta crescendo la consapevolezza dell’entrata in crisi del circolo virtuoso innovazione-sviluppo-crescita-occupazione, e quindi dell’esigenza di preparare gli individui ad inserirsi costruttivamente in un modello di società dinamico ed in continua evoluzione e in un mercato del lavoro estremamente flessibile che richiede professioni nuove, professioni emergenti e l’attualizzazione delle professioni tradizionali. La formazione deve raggiungere una utenza di massa diversificata anche rispetto all’età. Non è più possibile acquisire una professionalità valida per tutto l’arco della vita. Ciò comporta lo sviluppo di capacità per inserirsi in un processo di apprendimento continuo, spesso realizzato in situazioni di autoapprendimento, rivolto non solo a sviluppare competenze settoriali specifiche, ma anche capacità cognitive superiori (attitudini al ragionamento, alla risoluzione dei problemi e alla pianificazione delle azioni) ed abilità sociali (autonomia, capacità di comunicazione e di collaborazione). Nel nuovo contesto le competenze di base che gli individui devono maturare riguardano soprattutto le capacità di gestire l’informazione, di trasformarla in competenza e di mobilitarla per l’azione del nuovo contesto economico condizionato dalla tecnologia. Queste abilità sono le competenze richieste ai lavoratori in seguito all’impatto delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione sulla natura del lavoro. Sono competenze della società della conoscenza, che condizioneranno sempre più i fattori produttivi.

La conoscenza è sempre di più una risorsa strategica, tanto nella vita di un singolo individuo, quanto nell’evoluzione di una impresa. La qualità della conoscenza, trasformata in competenza, applicata dall’inizio alla fine di un processo produttivo determina la differenza di qualità nel prodotto e l’imposizione di questo in un mercato globale. E’ necessario, quindi, sviluppare politiche pubbliche di intervento affinché si forniscano gli strumenti legislativi e risorse adeguate a dare risposta al fatto che l’uomo di oggi ha la necessità di apprendere molto più che nel passato.

La realtà delle situazioni in divenire impone l’esigenza di un uomo che sappia fondere capacità professionale e personalità sociale in modo da agire abilmente nella complessità. I sistemi formativi ed educativi devono interrogarsi sulla direzione da intraprendere per assicurare all’uomo di "imparare ad imparare". "Le agenzie formative devono diventare i laboratori di "intelligenza collettiva" (Levy 1996). Questa è la strada che conduce alla società della conoscenza, in cui le conoscenze, il saper fare e le competenze di ogni uomo, sono riconosciute come la fonte di tutte le altre ricchezze. Il mezzo che lo permette è l’uso "intelligente" delle nuove tecnologie dell’informazione e dell’educazione. L’uso socialmente più utile sarebbe quello di consentire ai gruppi umani di filtrare i flussi di informazione, di navigare nello "spazio del sapere" (Levy 1996) e di pensare insieme per promuovere un processo di crescita culturale.

In questo scenario, dunque, una cosa è certa: l’accesso all’informazione è sempre più facile e l’informazione è sempre più diffusa. Ma l’informazione è qualcosa di passivo, di esterno a noi; perché essa possa diventare conoscenza la si deve interiorizzare.

"La forza degli individui risiede nella loro capacità di apprendere, cioè di dominare l’informazione, di assimilarla, di trasformarla in conoscenza e di utilizzarla in modo rapido ed efficace" (Henry 1996).

L’analisi della realtà, evidenzia il fatto che di fronte alla pressione della domanda, è in atto una fase di moltiplicazione delle iniziative di formazione, spesso separate da quelle delle strutture istituzionali, motivate dall’esigenza di rispondere rapidamente a domande specifiche di flessibilità dell’offerta e della rapidità del trasferimento di conoscenze e competenze. Oggi, la quantità di informazioni disponibili fuori dalle strutture "scolastiche ed universitarie" fa si che l’apprendimento di conoscenze e di competenze possa avvenire in maniera significativa anche fuori dalle strutture educative o formative tradizionali. Ognuno può apprendere da coloro che alimentano le reti di informazioni. Il processo, amplificato dalle tecnologie telematiche tende a costituire all’interno della società dell’informazione una società pedagogica. Bisogna conoscere i pericoli che gli ambienti ricchi di informazioni, possono recare agli utenti se non dispongono di una base adeguata di conoscenze precedenti e di una strategia cognitiva. In non pochi casi le politiche pubbliche nel settore dello sviluppo di applicazione delle tecnologie dell’informazione nei processi di insegnamento e apprendimento sono caratterizzate da un notevole aumento degli investimenti per acquisti di computers, facilitazioni di collegamenti con Internet, applicazioni sulle tariffe. Questi investimenti non sono però accompagnati da provvedimenti di modifica dell’organizzazione e delle strutture stesse delle scuole e delle università. L’approccio pragmatico di distribuzione selvaggia di tecnologie non modifica l’esistente. Ancora oggi il tasso di innovazioni nei sistemi scolastici e formativi è veramente scarso. I sistemi di istruzione e formazione hanno ancora i limiti che nascono dall’insegnamento da uno (docente) a molti (gruppi di studenti in classe), dalla rigidità dei percorsi, dalla difficoltà di competere con le agenzie di formazione permanente.

E tuttavia in quasi tutti i paesi del mondo i sistemi educativi e formativi stanno progettando modelli di insegnamento e apprendimento capaci di adattarsi alla nuove domande e di liberarsi della rigidità strutturale e pedagogica e indossare le vesti della flessibilità per rispondere adeguatamente ai nuovi bisogni formativi della società della conoscenza. Si è sviluppata in questi anni la consapevolezza che, come l’organizzazione segmentata e rigida della produzione industriale classica si è evoluta verso nuovi modelli flessibili, grazie all’utilizzazione delle nuove tecnologie, così anche le istituzioni devono evolversi verso un sistema aperto e flessibile

Si assiste lentamente al passaggio da strutture formative rigide, scuole ed università, suddivise in classi con materie e orari scolastici definiti da organismi governativi esterni, verso strutture flessibili usufruibili sia faccia a faccia sia a distanza.

Il complessivo settore della formazione dovrebbe, dunque, evolvere nei prodotti, nel processo, nelle strutture: flessibilità e adattabilità nell’offerta di prodotti, crescita dell’autonomia dello studente e modificazione della funzione del docente nel processo di insegnamento-apprendimento, evoluzione verso strutture usufruibili sia faccia a faccia sia a distanza" .

.Questa tendenza, a livello dell’Unione Europea è resa evidente anche dai risultati dei programmi di ricerca e sviluppo attuati nel settore delle tecnologie per l’educazione e la formazione .Dalle loro analisi emergono in particolare le seguenti tendenze:

l’accesso per tutti i cittadini agli strumenti e alle tecnologie dell’apprendimento è in crescita

Nelle università europee si estende l’uso del World Wide Web

Stanno emergendo due paradigmi per l’apprendimento faccia a faccia e a distanza

stanno entrando nel mercato del sapere operatori commerciali globali

Diventano sempre più importanti i diritti di proprietà intellettuale,le questioni di copyright e standardizzazione.

I metodi tradizionali di apprendimento cominciano dunque ad essere messi in discussione dalle opportunità che nascono con il nuovo sviluppo tecnologico.

Nuove Tecnologie per Insegnare e Apprendere

L’evoluzione delle nuove tecnologie nell’industria dell’informazione presenta due principali tendenze. La prima contribuisce a migliorare la potenzialità della comunicazione telematica verso una comunicazione più naturale, più visibile ed intuitiva, la seconda dà la possibilità all’utilizzatore di navigare in tempo reale in una grande base di dati multimediali. Il rinnovamento dei contenuti diviene più rapido e si crea uno spirito di gruppo tra studenti e docenti distribuiti in diverse aree geografiche.

La telematica mette fine all’emissione a senso unico del sapere ed ha aperto una nuova linea di comunicazione che permette allo studente di accedere ad un contenuto di un sapere dinamico che egli stesso può arricchire e rendere disponibile agli altri. Si attuano, anche a distanza, nuovi rapporti di comunicazioni bidirezionali tra studenti e professori, anche se non si può sostituire l'elemento emozionale legato alla varietà dei rapporti interpersonali fra esseri umani, si introduce con l'interattività, grazie alla video conferenza, al forum di discussione e alle chat, un aspetto essenziale del rapporto insegnamento-apprendimento di tipo tradizionale anche a distanza. Le superstrade della comunicazione, le reti telematiche ed informatiche, i satelliti digitali permettono l'assistenza tutoriale e didattica, consentono di utilizzare satelliti e reti, come una strada, per veicolare direttamente dall'università e dalla scuola alla scrivania dell'utente lezioni, prodotti multimediali, banche dati, sistemi di autovalutazione, svolgimento degli esami e bacheche elettroniche. La televisione interattiva, amplia enormemente il campo delle varie soluzioni didattiche, portando fino a casa dell'utente non solo l'informazione, ma anche i "saperi" e le "conoscenze strutturate" e favorendo, all'interno di spazi virtuali dinamici, l'apprendimento collaborativo. La ricchezza offerta da questi sistemi di comunicazione permette di avere modificazioni significative del contesto temporale e spaziale dell'ambiente formativo. Rispetto al tempo si possono avere due modelli quello detto sincronico e quello diacronico.

Il modello "sincronico" rivoluziona il concetto tradizionale di insegnamento a distanza, e permette agli utenti di seguire da casa o dal posto di lavoro, in diretta le lezioni che vengono svolte quotidianamente nelle sedi dove viene erogata la formazione e di interagire in tempo reale con il docente e con gli altri studenti.

L’interazione quindi si può sviluppare quasi come in una classe reale di insegnamento tradizionale, dove l’insegnante insegna, pone domande agli studenti, gli studenti rispondono, interagiscono con i docenti e tra loro stessi; si sviluppano così, apprendimenti collaborativi che permettono di collegare automaticamente il materiale d’apprendimento ai processi di apprendimento e di attivare un processo di comunicazione interpersonale che consente anche di esprimere sentimenti, di stimolare gli altri, di rendere possibile i contatti sociali.

Nelle classi "virtuali", è possibile non solo riprodurre attività di insegnamento-apprendimento come avviene nelle classi reali, ma è possibile aumentare notevolmente la quantità di informazione, attivare molteplicità di interazioni fra soggetti di livelli culturali diversi con esperienze, cultura e di ambienti formativi di differenti paesi del mondo.

Il modello "diacronico", è caratterizzato da una grande flessibilità; gli utenti possono registrare le lezioni ed acquisire i relativi prodotti multimediali, i testi e i software didattici, per utilizzarli con autonomia e libertà, in maniera individualizzata stabilendo il tempo e il ritmo di progressione del proprio apprendimento.

Rispetto allo spazio , bisogna prendere atto che ormai non sono più le aule scolastiche o universitarie gli unici luoghi dove si può usufruire dall'insegnamento, ma chiunque in qualunque posto se ha le attrezzature tecnologiche e i materiali adeguati. può costruirsi uno spazio per attuare il suo processo di formazione e di auto-apprendimento. Le distanze fisiche ormai vengono annullate, si avvicinano realmente persone e culture, si apre la strada ad un sistema globale di comunicazione che cambia il nostro modo di vivere, il nostro modo di apprendere e di pensare e permette di attivare una concreta linea di innovazione e di potenziamento del sistema di istruzione superiore e di formazione.

I mezzi appena descritti trasformano i contesti educativi ,portano il sapere e la formazione a domicilio ed integrano, quelli che Gilbert Paquette, definisce cantieri formativi che sono i diversi tipi di agenzie educative diffuse in una città: scuole, università, istituti di formazione professionale mediateche, musei, centri culturali, Cyber Cafè, Internet Cafè, etc., .Queste agenzie sono nodi della rete del sapere diffuso nella città, cioè in locale, ma anche nodi di accesso a un sapere globalizzato cioè mondiale.

 

 

 

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