Globalizzazione
e
Società
della
Conoscenza
I
processi
di
globalizzazione
in
cui
siamo
immersi
incidono
in
modo
determinante
sulla
produzione,
sull’occupazione,
sui
mercati
finanziari
ed
economici,
ma
anche
sulla
comunicazione
del
sapere
e
sull’acquisizione
delle
conoscenze
e
quindi
sulle
offerte
formative
della
società.
Le
tecnologie
consentono
che
ci
sia
una
rete
sempre
più
fitta
e
sempre
più
articolata
tra
individui
e
gruppi,
che
vi
sia
un
flusso
ininterrotto
di
informazioni
in
tempo
reale
e
nel
sistema
di
relazioni.
L’interattività
intrinseca
alle
nuove
tecnologie
della
comunicazione,
consente
una
fruizione
variabile,
personalizzata
e
specifica;
infatti,
anche
se
vengono
diffusi
messaggi
identici
per
milioni
di
persone,
è
possibile
al
singolo
di
adattarla
alle
sue
esigenze
e
di
trasformarla
in
conoscenza.
Ed
è
anche
possibile
costituire
gruppi
che
mettono
in
comune
le
conoscenze
e
i
saperi.
Fino
agli
anni
cinquanta,
l’elaborazione
e
la
comunicazione
del
sapere
coinvolgeva
una
minoranza
di
esperti,
i
contenuti
erano
definiti
soprattutto
da
contesti
istituzionali
ed
accademici.
Le
nuove
tecnologie
possono
consentire
la
comunicazione
delle
conoscenze
a
tutti
gli
individui.
La
multimedialità,
la
realtà
virtuale,
le
reti
telematiche,
i
satelliti
digitali,
Internet,
modificano
i
processi
di
comunicazione
del
sapere
ma
anche
i
modi
con
cui
si
acquisiscono.
Questi
cambiamenti
inducono
il
passaggio
da
una
società
dell’informazione
ad
una
società
cognitiva.
E’
una
rivoluzione
basata
sull’informazione,
che
consente
all’intelligenza
di
acquisire
nuove
capacità
e
pone
nuovi
interrogativi
agli
individui,
alle
istituzioni
formative,
al
mondo
produttivo
e
al
mondo
politico.
E’
importante,
quindi
in
rapporto
all’analisi
delle
nuove
opportunità
di
istruzione
e
formazione",
sviluppare
prioritariamente
una
riflessione,
sia
pure
sintetica,
sulle
caratteristiche
più
generali
delle
trasformazioni
che
le
tecnologie
stanno
inducendo
o
possono
indurre
nei
processi
e
nei
rapporti
di
comunicazione
e
sulle
relative
implicazioni
nei
modelli
di
istruzione
e
formazione.
La
società
della
conoscenza
Le
attuali
tecnologie
di
comunicazione
cambiano
i
rapporti
con
il
tempo
e
lo
spazio.
Grazie
alle
reti
telematiche,
le
persone
possono
scambiarsi
ogni
genere
di
messaggi,
sia
individualmente
che
in
gruppi,
partecipare
a
conferenze
elettroniche,
avere
accesso
alle
informazioni
pubbliche
contenute
nei
computer
che
fanno
parte
della
rete,
costruire
insieme
mondi
virtuali.
La
multimedialità,
utilizzata
nelle
reti
telematiche
implica
lo
sviluppo
di
una
gamma
di
nuovi
servizi:
posta
elettronica,
video
interattivo,
forum
di
discussione
in
modo
diacronico,
chat
sincroniche
etc.
Il
progresso
tecnologico
ci
consente
di
dialogare
con
lo
schermo,
di
trasmettergli
i
nostri
bisogni,
i
nostri
desideri
e
anche
i
prodotti
della
nostra
creatività.
Su
Internet
milioni
di
persone
colloquiano
telematicamente,
in
modo
multiculturale,
si
scambiano
consigli
su
argomenti
più
disparati,
confidano
i
loro
problemi.
Nascono
nuove
forme
di
espressione
dei
sentimenti,
di
amore
e
di
amicizia.
Si
acquistano
i
prodotti,
si
ricevono
informazioni,
si
frequentano
corsi
di
formazione,
si
socializza
con
gruppi
di
culture
diverse
etc.
Internet
sta
facendo
emergere
un
nuovo
continente,
ha
unito
in
maniera
interattiva,
sincronica
e
diacronica,
utenti
dei
vari
paesi
del
mondo
ed
induce
grandi
cambiamenti
in
termini
di
dematerializzazione
nel
mondo
della
produzione
e
della
conoscenza:
dematerializzazione
creata
dal
passaggio
da
un
universo
di
esperienze
pratiche
ad
un
universo
di
astrazioni
simboliche.
Il
processo
cognitivo
si
fonda
sulla
cultura
tecnologica
intesa
sia
come
complesso
di
strumenti
di
mediazione
sia
come
ampliamento
della
mente
stessa.
Per
la
prima
volta
nella
storia
del
mondo,
in
modo
concreto,
senza
far
volare
le
ali
della
fantasia,
la
mente
e
il
corpo
si
liberano
dalle
limitazioni
della
compresenza
nello
spazio
e
nel
tempo.
Con
Internet
teoricamente
tutti
gli
individui
possono
usufruire
di
una
informazione
a
basso
costo
e
in
maniera
assolutamente
libera,
tutti
possono
memorizzare,
reperire
e
comunicare
informazioni
senza
limiti
di
distanza,
tempo
e
volume.
In
questo
periodo
storico
si
potrebbe
realmente
concretizzare
il
"villaggio
globale"
descritto
da
McLuhan
regolato
da
una
ideologia
liberale
della
mondializzazione
dove
tutti
gli
individui
possono
accedere
alle
informazioni
rese
disponibili
dalle
reti
di
telecomunicazioni.
In
questo
contesto
è
interessante
notare
che,
di
fatto,
la
creazione
di
una
rete
planetaria
come
Internet
ha
messo
in
evidenza
le
disparità
fra
cittadini
e
fra
popoli,
e
di
fatto
queste
disparità
piuttosto
che
venire
riassorbite,
crescono.
Più
in
generale
i
paesi
del
Sud
hanno
possibilità
molto
ridotte
di
trarre
benefici
da
questa
rete
mondiale
rispetto
ai
paesi
industrializzati.
"Le
autostrade
dell’informazione"
e
la
multimedialità
pongono
quindi
diversi
interrogativi,
sulle
scelte
politiche
e
culturali
da
compiere,
ai
governi,
agli
operatori
economici,
ai
sistemi
educativi
e
formativi
e
ad
ogni
singolo
utente.
Non
si
può
ragionare
soltanto
in
termini
di
impatto
delle
"autostrade
elettroniche",
ma
principalmente
di
progetto:
per
quali
fini
sviluppare
le
reti
digitali
di
comunicazione?
Non
per
robotizzare
l’umanità,
ma
per
creare
un
nuovo
spazio
del
sapere,
per
sviluppare
nuove
potenzialità
umane
e
per
ideare
un
nuovo
modo
di
essere
società.
Lo
sviluppo
di
nuovi
strumenti
di
comunicazione,
le
tecnologie
intellettuali
non
occupano
una
posizione
qualsiasi
nella
mutazione
antropologica
contemporanea,
ma
ne
sono
il
fulcro.
Esse
creano
nuove
necessità
culturali
e
nuovi
bisogni
formativi
e
contemporaneamente
offrono
nuovi
mezzi
e
nuove
soluzioni.
