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ISTRUZIONE, FORMAZIONE E GLOBALIZZAZIONE

 - PRIMA PARTE - 

 

Globalizzazione e società della conoscenza

La società della conoscenza

Globalizzazione e Società della Conoscenza

link ad altro sito I processi di globalizzazione in cui siamo immersi incidono in modo determinante sulla produzione, sull’occupazione, sui mercati finanziari ed economici, ma anche sulla comunicazione del sapere e sull’acquisizione delle conoscenze e quindi sulle offerte formative della società.

Le tecnologie consentono che ci sia una rete sempre più fitta e sempre più articolata tra individui e gruppi, che vi sia un flusso ininterrotto di informazioni in tempo reale e nel sistema di relazioni. L’interattività intrinseca alle nuove tecnologie della comunicazione, consente una fruizione variabile, personalizzata e specifica; infatti, anche se vengono diffusi messaggi identici per milioni di persone, è possibile al singolo di adattarla alle sue esigenze e di trasformarla in conoscenza.

Ed è anche possibile costituire gruppi che mettono in comune le conoscenze e i saperi. Fino agli anni cinquanta, l’elaborazione e la comunicazione del sapere coinvolgeva una minoranza di esperti, i contenuti erano definiti soprattutto da contesti istituzionali ed accademici. Le nuove tecnologie possono consentire la comunicazione delle conoscenze a tutti gli individui. La multimedialità, la realtà virtuale, le reti telematiche, i satelliti digitali, Internet, modificano i processi di comunicazione del sapere ma anche i modi con cui si acquisiscono. Questi cambiamenti inducono il passaggio da una società dell’informazione ad una società cognitiva. E’ una rivoluzione basata sull’informazione, che consente all’intelligenza di acquisire nuove capacità e pone nuovi interrogativi agli individui, alle istituzioni formative, al mondo produttivo e al mondo politico.

E’ importante, quindi in rapporto all’analisi delle nuove opportunità di istruzione e formazione", sviluppare prioritariamente una riflessione, sia pure sintetica, sulle caratteristiche più generali delle trasformazioni che le tecnologie stanno inducendo o possono indurre nei processi e nei rapporti di comunicazione e sulle relative implicazioni nei modelli di istruzione e formazione.

 

La società della conoscenza

Le attuali tecnologie di comunicazione cambiano i rapporti con il tempo e lo spazio. Grazie alle reti telematiche, le persone possono scambiarsi ogni genere di messaggi, sia individualmente che in gruppi, partecipare a conferenze elettroniche, avere accesso alle informazioni pubbliche contenute nei computer che fanno parte della rete, costruire insieme mondi virtuali. La multimedialità, utilizzata nelle reti telematiche implica lo sviluppo di una gamma di nuovi servizi: posta elettronica, video interattivo, forum di discussione in modo diacronico, chat sincroniche etc.

Il progresso tecnologico ci consente di dialogare con lo schermo, di trasmettergli i nostri bisogni, i nostri desideri e anche i prodotti della nostra creatività.

Su Internet milioni di persone colloquiano telematicamente, in modo multiculturale, si scambiano consigli su argomenti più disparati, confidano i loro problemi. Nascono nuove forme di espressione dei sentimenti, di amore e di amicizia. Si acquistano i prodotti, si ricevono informazioni, si frequentano corsi di formazione, si socializza con gruppi di culture diverse etc.

Internet sta facendo emergere un nuovo continente, ha unito in maniera interattiva, sincronica e diacronica, utenti dei vari paesi del mondo ed induce grandi cambiamenti in termini di dematerializzazione nel mondo della produzione e della conoscenza: dematerializzazione creata dal passaggio da un universo di esperienze pratiche ad un universo di astrazioni simboliche. Il processo cognitivo si fonda sulla cultura tecnologica intesa sia come complesso di strumenti di mediazione sia come ampliamento della mente stessa.

Per la prima volta nella storia del mondo, in modo concreto, senza far volare le ali della fantasia, la mente e il corpo si liberano dalle limitazioni della compresenza nello spazio e nel tempo.

Con Internet teoricamente tutti gli individui possono usufruire di una informazione a basso costo e in maniera assolutamente libera, tutti possono memorizzare, reperire e comunicare informazioni senza limiti di distanza, tempo e volume. In questo periodo storico si potrebbe realmente concretizzare il "villaggio globale" descritto da McLuhan regolato da una ideologia liberale della mondializzazione dove tutti gli individui possono accedere alle informazioni rese disponibili dalle reti di telecomunicazioni. In questo contesto è interessante notare che, di fatto, la creazione di una rete planetaria come Internet ha messo in evidenza le disparità fra cittadini e fra popoli, e di fatto queste disparità piuttosto che venire riassorbite, crescono. Più in generale i paesi del Sud hanno possibilità molto ridotte di trarre benefici da questa rete mondiale rispetto ai paesi industrializzati.

"Le autostrade dell’informazione" e la multimedialità pongono quindi diversi interrogativi, sulle scelte politiche e culturali da compiere, ai governi, agli operatori economici, ai sistemi educativi e formativi e ad ogni singolo utente. Non si può ragionare soltanto in termini di impatto delle "autostrade elettroniche", ma principalmente di progetto: per quali fini sviluppare le reti digitali di comunicazione? Non per robotizzare l’umanità, ma per creare un nuovo spazio del sapere, per sviluppare nuove potenzialità umane e per ideare un nuovo modo di essere società. Lo sviluppo di nuovi strumenti di comunicazione, le tecnologie intellettuali non occupano una posizione qualsiasi nella mutazione antropologica contemporanea, ma ne sono il fulcro. Esse creano nuove necessità culturali e nuovi bisogni formativi e contemporaneamente offrono nuovi mezzi e nuove soluzioni.

 

 

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