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FESTA DELLA SANTA FAMIGLIA DI NAZARETH (26/12/2004)

 

UN’ESPERIENZA AFFETTIVA PRIVATA E UN CONTESTO DOVE PREVALGONO I  DIRITTI INDIVIDUALI. SONO QUESTE LE DERIVE DELLA FAMIGLIA NELLA  SOCIETÀ CONTEMPORANEA RECENTEMENTE SOTTOLINEATE DAL PAPA

- Intervista con Luisa Santolini – 

Si celebra oggi la festa della Santa Famiglia di Nazareth. Il Papa ha sottolineato, durante l’Angelus, come sia necessario difendere l’istituto familiare. In occasione di questa festa, la conferenza episcopale spagnola ha indetto la “Giornata della Famiglia e della Vita 2004”. Ma qual è la situazione della famiglia nella società contemporanea? Risponde la presidente dell’Assemblea del Forum delle Associazioni familiari, Luisa Santolini intervistata da Amedeo Lomonaco: 

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R. – La situazione presenta luci ed ombre: bisogna distinguere la famiglia nel mondo occidentale da quella nel resto del mondo. La situazione, da un certo punto di vista, è peggiore nel mondo occidentale. Il resto del mondo, infatti, non mette in discussione la validità e l’importanza della famiglia. 

Luisa Santolini

D. – Rivolgendosi di recente ai partecipanti dell’Assemblea del Forum delle Associazioni familiari il Papa ha sottolineato come gli attacchi al matrimonio e alla famiglia siano ogni giorno più forti e radicali.  

R. – Dodici anni fa, quando è stato avviato il Forum, non si mettevano in discussione l’identità e la verità della famiglia. Adesso, invece, si comincia a parlare di famiglia in tutti gli ambienti svuotando però il significato di matrimonio. Quindi gli attacchi alla famiglia sono più subdoli e non ci si rende conto che si sta percorrendo un pendio scivoloso, molto pericoloso. 

D. – La famiglia – ha anche detto il Papa – spesso è ridotta ad un’esperienza affettiva privata. Cosa vuol dire questo? 

R. – La famiglia è diventata per se stessa e per le istituzioni un fatto privato e quindi non viene riconosciuta come un soggetto che ha dei diritti e dei doveri. Dovrebbe essere un soggetto presente nella scena pubblica. La famiglia, invece, si riduce ad un rapporto tra due persone che decidono autonomamente se mantenere in piedi il patto coniugale, se abortire e se concepire in maniera artificiale. Tutto è così relegato alle decisioni dell’individuo che diventa norma per se stesso. Quindi, la famiglia viene svuotata del suo vero significato ed il matrimonio non ha più un valore sociale. 

D. – In questo contesto si deve anche rimarcare che i diritti individuali e quelli del nucleo familiare spesso si confondono danneggiando proprio la famiglia… 

R. – Finora l’errore è quello di difendere i diritti dei singoli: si sono fatte politiche per gli anziani, per l’infanzia, per i disabili e per le casalinghe. Queste sono tutte categorie che riguardano certamente la famiglia, ma sono state viste a prescindere dalla famiglia. Sarebbe diverso pensare ad un anziano in famiglia, ad un bambino che ha diritto ad una famiglia o ad un disabile che comunque grava sulla famiglia. I diritti individuali dovrebbero essere coniugati in un’ottica familiare ma questo non succede. 

D. – Oggi, in Spagna, è stata indetta dalla Conferenza episcopale locale la Giornata della famiglia e della vita 2004. Come vede la situazione della famiglia in questo Paese? 

R.- Purtroppo la Spagna è colpita da un’ondata laicista. Tutto questo è già successo in Russia negli anni del regime comunista. Lo scardinamento della famiglia ha creato degli enormi problemi alla società russa. Mi auguro che tutti gli uomini di buona volontà e non solo i cattolici, si uniscano per far capire al governo di Madrid come questa non sia la strada da percorrere per diventare progressisti. 

D. – Cosa possono fare le famiglie per ‘salvare’ la famiglia? 

R. – Le famiglie devono avere ‘voce’ e rendersi conto che ‘salveranno’ le famiglie dei loro figli. Devono rendersi conto, in particolare, di essere la ‘spina dorsale’ della società; devono pretendere equità e giustizia ed organizzarsi nel territorio per creare associazioni che parlino di famiglia alle famiglie e con le famiglie.

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Per la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco (8/12/2004)

 

 

 

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