|
Fonte,
Radio Vaticana, 12 ottobre 2007
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
La
vita è "mutua donazione": così il cardinale
Lozano Barragán intervenendo stamani al Convegno
"Fertilità: visione cattolica"
“Fertilità:
visione cattolica”: è il tema del Convegno apertosi
oggi a Roma all’Istituto Dermopatico dell’Immacolata
(IDI) con lo scopo di favorire un confronto
multidisciplinare. All’incontro hanno partecipato, tra
gli altri, il presidente del Pontificio Consiglio per la
Pastorale della Salute, cardinale Javier Lozano Barragán,
e il professore di bioetica e di teologia morale presso
l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, padre Gonzalo
Miranda. C’era per noi Amedeo Lomonaco:
Il cardinale Barragán ha definito la vita, da un punto di
vista biologico, come “un movimento organico
complementare" che procede per intricate relazioni in
base a delle finalità. Sotto un profilo filosofico, ha
spiegato il porporato, la vita è la "capacità
primordiale di essere e attuare".
Nell’interpretazione teologica - ha poi aggiunto - la
vita è un “movimento dalla morte” attraverso una
realtà storica: la morte di Cristo diventa risurrezione,
la vita diventa “mutua donazione”. Il cardinale
Lozano Barragán:
"Dalla scienza si arriva alla dignità massima che
significa propriamente la distinzione che è la vita nella
relazione di amore la mutua donazione. E allora, la dignità
massima è l’amore".
L’incidenza dell’infertilità, secondo dati
dell’Organizzazione mondiale della Sanità, riguarda
circa il 20 per cento della popolazione nei Paesi avanzati
ed è destinata ad aumentare. Diventa quindi necessario
accompagnare e sostenere soprattutto quelle coppie colpite
da problemi di infertilità e sterilità. E’ quanto
sottolinea padre Gonzalo Miranda:
"Vanno innanzitutto accompagnate umanamente, e
direi anche cristianamente, perché molte volte si sentono
sole. Alcune coppie credono che l’unica opportunità sia
quella di andare alla fecondazione in vitro. Bisognerebbe
poi aiutare queste coppie affinché si capisca qual è il
problema della loro infertilità; in molti casi si fa
pochissima diagnosi!".
Di fronte al ricorso alla procreazione medicalmente
assistita l'istruzione Donum Vitae della Congregazione per
la Dottrina della Fede parla di tre criteri fondamentali.
Ce li illustra padre Gonzalo Miranda:
"Il primo criterio è che bisogna sempre
rispettare la vita umana; il secondo è che bisogna fare
in modo che le tecniche aiutino affinché un atto sponsale
possa dare il suo frutto naturale e dunque che invece non
venga prodotto il bambino come se fosse un prodotto di
laboratorio; il terzo è che vengano rispettati i criteri
di identità dell’individuo. Secondo questi tre criteri,
possiamo dire che ci sono degli interventi tecnici che
possono aiutare una coppia, che realizza il suo atto
sessuale in modo normale, ad avere il figlio desiderato.
Si tratta di un aiuto alla natura. Noi cattolici
escludiamo per queste ragioni le tecniche che, oltre a non
rispettare il criterio del rispetto della vita, si pongono
anche come una sostituzione e non un complemento
dell’atto sponsale".
Tra i vari dati, si è sottolineato infine che negli
ultimi anni si è registrato un incremento della sterilità
maschile: le cause principali sono le mutate condizioni di
vita, l’inquinamento e il fumo. Tra gli imputati c’è
anche lo stress.
|