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Giovanni Paolo II e la globalizzazione

IL FENOMENO DELLA GLOBALIZZAZIONE

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LA GLOBALIZZAZIONE VA FERMATA (DI MARIO BADUINO)

 

intervista di Mario Baduino a Goldsmith, 18 luglio 2001
                  

Ha senso, professor Goldsmith, dire no al fenomeno in quanto tale, rifiutarlo in blocco?

«Si deve. Il commercio internazionale è aumentato dal 1950 ad oggi di 18 volte. Se fossero state vere le promesse, vivremo in paradiso. Invece la povertà cresce come mai prima d'ora»

I vostri avversari dicono che non è vero. Che, anzi, nell'Est è diminuita.

«E allora che cosa rappresentano le foreste tagliate, l'estrema miseria delle popolazioni, i colossali debiti esteri? In India c'è sempre fame e carestia. 

La risposta è che non si può immaginare di  nutrire il mondo a questo modo, trasformando le popolazioni in importatori ed esportatori di cibo, costringendo i Paesi poveri a comprare progetti per infrastrutture dagli effetti disastrosi, come per esempio le dighe»

Su questo anche le organizzazioni «ufficiali» hanno detto basta. Si è riconosciuto che i grandi sbarramenti fluviali sono dannosi.                 

«E' tardi. Le faccio ancora l'esempio dell'India, dove 54 milioni di contadini sono stati cacciati dalle loro terre, per finire negli slums delle metropoli. 

Taiwan, la Cina, la Corea e lo stesso Giappone hanno perso più della metà del loro suolo fertile, l'acqua scarseggerà spaventosamente nei prossimi anni, si arriverà a due terzi della popolazione mondiale in     stato di carenza: dovrà essere importata, come accade per il cibo. 

Si vuole creare un paradiso per le multinazionali, rimuovendo le regole che proteggono i poveri e le comunità  locali. Il G8 lo fa sistematicamente». 

Niente dialogo, quindi? «Guardi, la globalizzazione è un fenomeno temporaneo, che non può durare. Pensi alle crisi finanziarie che costellano questi nostri anni. La gente se ne sta accorgendo, il movimento è sempre più forte, anche se abbiamo tutti contro. 

La politica di Bush porta verso l'estinzione dell'umanità: ma in tal caso non ci sarà più economia, non ci sarà più nulla. Credo che le cose stiano cambiando. Bisogna preparare il collasso di questo sistema, che arriverà comunque»

Come pensa di convincere la gente a dire addio alla modernità, e vivere in comunità di tipo tradizionale, autosufficienti, povere e austere? Non c'è in esse una cifra totalitaria?

«Totalitario è il Wto, l'Organizzazione mondiale sul commercio, che impone a tutti le sue leggi».

Quale spazio di libertà prevede nella «società stabili» da lei prefigurate?

«Io credo nei doveri verso la famiglia e la comunità, nell'idea di religione e di tradizione. Orribile è la società individualistica, atomizzata, di massa. Non c'è libertà ma solo Coca Cola, organismi geneticamente modificati e Mc Donald's»

E crede nella distinzione tra destra e sinistra?

«Abbiamo visto che i governi dell'una e dell'altra parte non fanno nulla per la gente. Temo sia da questo punto di vista una differenza irrilevante»

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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