di Mariela
Pérez Valenzuela, giornalista del Granma (Cuba)
A
differenza dell'opposizione di alcuni governi latino
americani alle pretese statunitensi di appropriarsi
delle economie nazionali mediante un'Area di Libero
Commercio delle Americhe e nonostante le massicce
proteste popolari, gli Stati Uniti sono riusciti ad
imporre un Trattato di Libero Commercio - TLC - con vari
paesi del Centro America.
Il TLC
accrescerà la miseria e l'esclusione del Centro
America. Tre nuovi incontri con negoziati
"bollenti" sono avvenuti l'anno scorso e gli
USA e quattro dei cinque paesi coinvolti nel TLC
(Honduras, Guatemala, Nicaragua e El Salvador) hanno
concluso le loro analisi sul nuovo meccanismo economico.
Costa Rica
solamente si è ritirata momentaneamente all'ultima ora
dalla tavola del dialogo, data l'impossibilità di
giungere ad accordi sui negoziati, stando ai portavoce
ufficiali. Le promesse dei governanti del Centro
America, fatte alle loro popolazioni, cioè che con
l'entrata in vigore del TLC migliorerà il panorama
economico e sociale depresso dei loro territori, non
sono riuscite a fermare migliaia di persone che
reclamano senso comune, coscienti che è in gioco il
futuro della regione e che con questo accordo si
incrementerà la povertà, facendo sparire milioni di
posti di lavoro.
Siamo
obbligati a protestare davanti al culmine di un trattato
commerciale che danneggerà la piccola e la media
impresa, i nostri micro imprenditori e tutti i
nazionali, ha affermato René Gutiérrez, membro della
seconda nazione più povera dell'America Latina e dei
Caraibi, il Nicaragua, con una popolazione di poco più
di cinque milioni di abitanti, il cui 60% è concentrato
nelle campagne. Centinaia di manifestanti si sono
riuniti alla metà di dicembre davanti alla Casa
Presidenziale per chiedere al presidente Enrique Bolaños
di non consegnare il paese alle multinazionali.
L'esperienza
di quello che significa un accordo commerciale con
queste caratteristiche con gli Stati Uniti, i popoli
della regione la conoscono bene... basta dare
un'occhiata al Messico di oggi che da esportatore è
divenuto un importatore di prodotti dopo la firma del
Trattato di Libero Commercio con l'America del Nord -
gli USA e il Canada.
Anche se
nella maggioranza dei paesi del Centro America
l'agricoltura è il settore più importante
economicamente ed esistono le condizioni per produrre
alimenti sufficienti, la fame colpisce circa 8 milioni
di perone, soprattutto in Nicaragua, Honduras e
Guatemala, dicono gli esperti.
Circa il
42% della popolazione di questi paesi dipende
dall'agricoltura per la sua sussistenza ed esiste il
timore che l'ingresso massiccio dei prodotti provenienti
dagli Stati Uniti, liberi dal pagamento della dogana,
rovineranno i coltivatori locali.
Le
possibilità che il TLC distrugga queste realtà locali
esiste, poichè nel documento finale si è accordato che
la metà delle attuali esportazioni agricole degli USA
nella regione sarà libero dalle imposte nel momento
stesso della firma dell'accordo. In questo gruppo ci
sono la carne, il cotone, il grano, la soia, la frutta,
la verdura e il mais, gli alimenti processati e i
latticini. Gli Stati Uniti invece elimineranno la
maggioranza delle tariffe solamente in uno spazio di 15
anni.
Questo
significa che considerando i sussidi milionari che il
governo degli USA assegna alla sua agricoltura, i
coltivatori del Centro America potranno assai
difficilmente competere e in poco tempo il mercato
regionale verrà inondato dai prodotti statunitensi.
Come nell'agricoltura, gli Stati Uniti hanno imposto nel
TLC una lista con tessuti e servizi, con chiari benefici
per la loro economia. Si tratta di un accordo che i
firmatari del Centro America saranno obbligati ad
adottare con un ambito legale che darà maggiori
possibilità agli imprenditori nordamericani.
Tutte
queste regole riducono la capacità degli Stati di
applicare le politiche nazionali a convenienza propria e
consegnano la podestà alle multinazionali per discutere
davanti alla giustizia le decisioni degli stati stessi.
Il primo passo dopo gli incontri sarà la firma
dell'accordo da parte dei presidenti nel mese di aprile
e questo accordo lo si dovrà presentare anche ai
parlamenti nazionali.
Anche
se le conversazioni si sono concluse con regole molto
convenienti per Washington, i popoli insistono nelle
loro rivendicazioni. Per il nicaraguense Gutiérrez
nonostante gli accordi ufficiali sul TLC, i movimenti
sociali continueranno a lottare per far sì che i popoli
non continuino a soffrire la fame e la miseria per colpa
delle politiche neo liberiste.