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FAME E MISERIA NEL NORD E NEL CENTRO AMERICA

La fame nel Nord-Centro America - Le persone sottonutrite (1998-2000)

I Paesi colpiti in modo drammatico dalla piaga della fame sono: Belize, Haiti, Costa Rica, Jamaica e Panama.

L'America Centrale nelle fauci del gigante

di Mariela Pérez Valenzuela, giornalista del Granma (Cuba)

A differenza dell'opposizione di alcuni governi latino americani alle pretese statunitensi di appropriarsi delle economie nazionali mediante un'Area di Libero Commercio delle Americhe e nonostante le massicce proteste popolari, gli Stati Uniti sono riusciti ad imporre un Trattato di Libero Commercio - TLC - con vari paesi del Centro America.

Il TLC accrescerà la miseria e l'esclusione del Centro America. Tre nuovi incontri con negoziati "bollenti" sono avvenuti l'anno scorso e gli USA e quattro dei cinque paesi coinvolti nel TLC (Honduras, Guatemala, Nicaragua e El Salvador) hanno concluso le loro analisi sul nuovo meccanismo economico.

Costa Rica solamente si è ritirata momentaneamente all'ultima ora dalla tavola del dialogo, data l'impossibilità di giungere ad accordi sui negoziati, stando ai portavoce ufficiali. Le promesse dei governanti del Centro America, fatte alle loro popolazioni, cioè che con l'entrata in vigore del TLC migliorerà il panorama economico e sociale depresso dei loro territori, non sono riuscite a fermare migliaia di persone che reclamano senso comune, coscienti che è in gioco il futuro della regione e che con questo accordo si incrementerà la povertà, facendo sparire milioni di posti di lavoro.

Siamo obbligati a protestare davanti al culmine di un trattato commerciale che danneggerà la piccola e la media impresa, i nostri micro imprenditori e tutti i nazionali, ha affermato René Gutiérrez, membro della seconda nazione più povera dell'America Latina e dei Caraibi, il Nicaragua, con una popolazione di poco più di cinque milioni di abitanti, il cui 60% è concentrato nelle campagne. Centinaia di manifestanti si sono riuniti alla metà di dicembre davanti alla Casa Presidenziale per chiedere al presidente Enrique Bolaños di non consegnare il paese alle multinazionali.

L'esperienza di quello che significa un accordo commerciale con queste caratteristiche con gli Stati Uniti, i popoli della regione la conoscono bene... basta dare un'occhiata al Messico di oggi che da esportatore è divenuto un importatore di prodotti dopo la firma del Trattato di Libero Commercio con l'America del Nord - gli USA e il Canada.

Anche se nella maggioranza dei paesi del Centro America l'agricoltura è il settore più importante economicamente ed esistono le condizioni per produrre alimenti sufficienti, la fame colpisce circa 8 milioni di perone, soprattutto in Nicaragua, Honduras e Guatemala, dicono gli esperti.

Circa il 42% della popolazione di questi paesi dipende dall'agricoltura per la sua sussistenza ed esiste il timore che l'ingresso massiccio dei prodotti provenienti dagli Stati Uniti, liberi dal pagamento della dogana, rovineranno i coltivatori locali.

Le possibilità che il TLC distrugga queste realtà locali esiste, poichè nel documento finale si è accordato che la metà delle attuali esportazioni agricole degli USA nella regione sarà libero dalle imposte nel momento stesso della firma dell'accordo. In questo gruppo ci sono la carne, il cotone, il grano, la soia, la frutta, la verdura e il mais, gli alimenti processati e i latticini. Gli Stati Uniti invece elimineranno la maggioranza delle tariffe solamente in uno spazio di 15 anni.

Questo significa che considerando i sussidi milionari che il governo degli USA assegna alla sua agricoltura, i coltivatori del Centro America potranno assai difficilmente competere e in poco tempo il mercato regionale verrà inondato dai prodotti statunitensi. Come nell'agricoltura, gli Stati Uniti hanno imposto nel TLC una lista con tessuti e servizi, con chiari benefici per la loro economia. Si tratta di un accordo che i firmatari del Centro America saranno obbligati ad adottare con un ambito legale che darà maggiori possibilità agli imprenditori nordamericani.

Tutte queste regole riducono la capacità degli Stati di applicare le politiche nazionali a convenienza propria e consegnano la podestà alle multinazionali per discutere davanti alla giustizia le decisioni degli stati stessi. Il primo passo dopo gli incontri sarà la firma dell'accordo da parte dei presidenti nel mese di aprile e questo accordo lo si dovrà presentare anche ai parlamenti nazionali.

Anche se le conversazioni si sono concluse con regole molto convenienti per Washington, i popoli insistono nelle loro rivendicazioni. Per il nicaraguense Gutiérrez nonostante gli accordi ufficiali sul TLC, i movimenti sociali continueranno a lottare per far sì che i popoli non continuino a soffrire la fame e la miseria per colpa delle politiche neo liberiste.


mercoledì 4 febbraio 2004.

 

 

 

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