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ANCHE L'EUROPA COLPITA DAL FLAGELLO DELLA FAME

La mappa della fame in Europa - Le proporzioni delle persone sottonutrite (1998-2000)

 

Dei 9 milioni e mezzo di persone che soffrono di malnutrizione nei Paesi europei in transizione, sei su dieci vivono in quattro Paesi: Azerbaijian, Armenia, Georgia e Moldavia.

il dramma della fame e della povertà non riguarda solo i Paesi poveri: anche le nazioni ricche hanno al loro interno sacche di popolazione che soffrono per insufficienza alimentare e di stenti. 

In sei anni, dal 1995 al 2001, nonostante la percentuale della popolazione minacciata dalla povertà in Europa sia leggermente diminuita, passando dal 17% al 15%, il numero delle persone a rischio restano sempre al disopra di 55 milioni. 

Minori e giovani sono i più vulnerabili: un bambino su cinque è a rischio di povertà ed uno su dieci vive in una famiglia senza reddito. L'Italia, insieme alla Spagna, con il 19%, supera la media europea. 

La causa di questa situazione, che accomuna all'Italia anche Spagna e Portogallo, è da ricercare, secondo la Commissione Europea, soprattutto nel precoce abbandono scolastico che non consente ai giovani di avere le qualifiche necessarie per fare fronte alla rapida trasformazione della società globale.

La crescita economica è uno dei più importanti fattori per lo sradicamento della povertà, ma non è l’unico. La sua efficacia dipende, infatti, da come i benefici della crescita vengono redistribuiti e i governi devono lavorare per creare una più equa distribuzione dei benefici. 

La riduzione della povertà dipende anche dalle opportunità di lavoro create nelle aree più povere, ma ultimamente la crescita economica appare insufficiente per questa finalità.  

La soluzione a questo stato di cose dipende, in primo luogo, dalla volontà dei governi di avviare politiche concrete eque volte ad affrontare questa problematica. Libertà dalla corruzione, trasparenza nelle pubbliche procedure e responsabilità a livello politico sono le cure più efficaci affinché possa essere assicurata una più giusta distribuzione della ricchezza soprattutto nei Paesi poveri: tutto questo può essere veramente d’aiuto per combattere la piaga della povertà. 

A tutto ciò si devono unire gli sforzi della società civile, per creare anche tra le popolazioni più povere, una coscienza politica tale da rendere “tutti” responsabili del proprio destino.

 

 

 

 

 

 

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