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IL DRAMMA DELLA FAME IN AFRICA

La mappa della fame in Africa - Le proporzioni delle persone sottonutrite (1998-2000)


LE CIFRE DELLA FAME IN AFRICA (
marzo 2003)

"In tutto il continente rischiano la morte per fame 38 milioni di persone" (World Food Program, www.wfp.org).

Africa Orientale e corno d'Africa. Eritrea
In Eritrea la mancanza di cibo potrebbe essere la peggiore da quando è divenuta uno Stato indipendente, nel 1993. L'emergenza riguarda almeno 1,5 milioni di persone, su una popolazione totale di 3,3 milioni. In particolare, la siccità rende critiche le condizioni delle regioni a Nord e Sud del Mar Rosso e dell'Anseba. Con un raccolto di cereali di 74.000 tonnellate (quattro volte meno di quanto era riuscita in genere a produrre nell'ultimo decennio) l'Eritrea dispone solo del 15% delle risorse alimentari necessarie. Alla comunità internazionale richiede 350,000 tonnellate di cereali per assistere le 900.000 persone più direttamente colpite dall'emergenza.
Va sottolineato che la guerra con l'Etiopia ha reso inutilizzabili in Eritrea 12.000 ettari di terreno prima coltivabile, ha costretto a fuggire oltre un milione di persone delle regioni produttrici di grano Gash Barka e Debub (disseminate oggi di mine inesplose) e vede oggi in condizioni di estrema indigenza le popolazioni eritree che ritornano dopo essersi rifugiate in Sudan.

Etiopia
Sono già stimati in 11,3 milioni le persone che hanno bisogno di aiuti alimentari nel paese colpito dalla recente guerra e dalla siccità; una stima che il WFP calcola potrebbe aumentare a 14,3, un quinto della popolazione totale. La crisi sta accelerando i fenomeni di inurbamento, con allevatori e contadini che si vedono costretti a camminare anche dieci chilometri per poter accedere all'acqua e sempre più numerosi decidono quindi di emigrare nei centri urbani. L'emergenza richiede un contributo esterno per almeno 1,44 milioni di tonnellate di cereali, alimenti vari e oli vegetali.

Sudan
Due decenni di conflitti armati hanno fatto salire a quasi 3 milioni di persone la popolazione che deve purtroppo ricorrere agli aiuti alimentari per poter sopravvivere. Inoltre la siccità si è ripetuta per tre anni consecutivi nelle regioni del Mar Rosso, Darfur e Kordofan

Somalia
La Somalia ha vissuto dieci anni di conflitti interni e di condizioni climatiche avverse, con periodi di siccità seguiti da inondazioni. Ne risulta oggi una capacità di produzione alimentare fortemente compromessa che va dalla mancanza di sementi al diffondersi di epidemie che decimano le colture, alla difficoltà di riattivare scambi inter-regionali. Si stimano in 750.000 le persone colpite dall'emergenza alimentare, 120.000 nella sola Mogadiscio, la capitale, 514.000 nella regione centro-meridionale, 50.000 nella regione nord-orientale e 67.000 nella regione nord-occidentale. L'area di Bakool al sud è quella più gravemente colpita, con metà della popolazione minacciata dalla malnutrizione.

Uganda
Il WFP stima in centinaia di migliaia (forse un milione) le persone colpite dalla crisi alimentare in Uganda soprattutto a causa dei combattimenti che imperversano nel nord del paese e colpiscono anche i campi dei rifugiati. I combattimenti di agosto hanno significato la distruzione o l'abbandono di molti raccolti e l'impossibilità di seminare a settembre. Particolarmente colpite sono le regioni di Adjumani, Gulu, Kitgum e Pader.

Africa Occidentale
791.000 persone nella regione soffrono l'emergenza alimentare, per la maggior parte rifugiati a causa dei conflitti che investono Guinea, Liberia, Sierra Leone e, dopo l'ammutinamento militare del 19 settembre, anche la Costa d'Avorio. Si stima che solo da quest'ultimo paese 120.000 siano scappate alla volta di Burkina Faso, Ghana, Guinea Conakry e Liberia.

Sahel Occidentale
In cinque paesi, mezzo milione di persone sta lottando con la siccità. Si tratta di ampie regioni di Mauritania, Senegal, Gambia, Capo Verde e Mali. Mauritania e Gambia hanno dichiarato lo scorso anno lo stato di disastro e fatto appello agli aiuti internazionali. In Mauritania dove si stima che 420.000 (su una popolazione di 2,7 milioni) siano colpite dall'emergenza alimentare. Ciò significa anche una sensibile diminuzione dei capi di bestiame, uccisi a decine di migliaia per far fronte alla crisi. Anche il governo di Capo Verde, per la prima volta in vent'anni, dopo un raccolto inferiore di un quarto a quello degli anni precedenti, ha fatto appello alla comunità internazionale per far fronte alle esigenze alimentari.

Repubblica democratica del Congo (RDC)
L'emergenza alimentare riguarda quasi un milione e mezzo di persone, con 342.000 persone in condizioni critiche. È una delle eredità delle recenti guerre civili e con i paesi limitrofi, senza che gli accordi siglati con Ruanda e Uganda, e quelli in corso fra le fazioni all'interno del paese (che dovrebbero facilitare la consegna delle armi alla missione ONU MONUC) abbiano ancora generato un efficace cambio di clima.

Africa Australe. Angola
Per la prima volta, dopo tre decenni di guerra civile, ci sono più cittadini dell'Angola che ritornano di quanti lascino il paese. È l'effetto dell'accordo di pace firmato un anno fa. L'attuale situazione comporta, però, gravi rischi di malnutrizione e morte per fame per quasi due milioni di persone. In alcuni casi le associazioni umanitarie hanno potuto finalmente raggiungere gruppi che si erano dovuti nascondere nel territorio per evitare gli aspri conflitti, in particolare degli ultimi quattro anni.

Lesotho
Il Lesotho è stato colpito soprattutto da un eccesso di acqua, con nubifragi e tornado che hanno compromesso i raccolti di cereali, 60% in meno degli anni precedenti. L'emergenza riguarda 650,000 persone. Fu decretato lo stato di carestia nelle aree di Qacha's Nek, Quthing e Mohale's Hoek.

Malawi
Sono 3,3 milioni le persone compite quest'anno dall'emergenza alimentare. Anche se il paese ha cercato di far fronte al deficit di cereali con una maggiore produzione di tuberi e radici, il WFP calcola almeno 277.000 tonnellate di cereali e 208.000 tonnellate di alimenti generici per arginare la crisi. P.e., il prezzo del mais è aumentato del 500%. In questo quadro precario si inserisce il dilagare dell'infezione HIV/AIDS che colpisce oggi il 19,5% della popolazione.

Mozambico
Nei mesi scorsi un terzo delle regioni del paese ha prodotto meno cibo rispetto alle medie annuali e quelle centro-meridionali del paese vedono 590.000 persone in condizioni di emergenza alimentare. Il paese è stato vittima di una combinazione di periodi di siccità seguiti da inondazioni devastanti.

Swaziland
Condizioni climatiche particolarmente incerte e siccità nella stagione della fioritura hanno severamente ridotto i raccolti nelle aree di Middleveld, Lowveld e nell'altopiano Lubombo. In un paese che registra un livello di disoccupazione del 40% e di infezioni da HIV/AIDS del 25% della popolazione, almeno 270.000 persone si trovano in emergenza alimentare.

Zambia
È stimato dal WFP in 174.383 tonnellate il fabbisogno di alimenti necessario a far fronte alla crisi acuta che interessa 2,9 milioni di persone in Zambia, dove la siccità ha colpito la cintura di coltura tradizionale del mais, le condizioni impongono oggi ai contadini viaggi spesso di dieci chilometri a piedi per potersi recare ai mercati che distribuiscono generi alimentari, mentre diminuisce chi lavora nei campi anche a causa del virus HIV/AIDS che ha già colpito un quinto della popolazione.

Zimbabwe
Lo Zimbabwe era considerato un paese esportatore di prodotti alimentari, ma è stato colpito nell'ultimo decennio da precipitazioni saltuarie e inondazioni, un aumento del conflitto sociale (CEM ne ha parlato nel numero di Global Express dell'Aprile 2002, dedicato alle elezioni in Z.) abbinato ad un generale deterioramento delle condizioni economiche e ad un drastico aumento dei prezzi dei prodotti alimentari. Oggi affronta la peggiore siccità degli ultimi vent'anni con un deficit di cereali stimato in 1,5 milioni di tonnellate e 6,7 milioni di persone colpite dall'emergenza alimentare, sia in ambito urbano, sia rurale.

Accanto a questi casi acuti, altre aree di crisi interessano Burundi, Kenya, Madagascar e Tanzania.

 

 

 

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