LE CIFRE
DELLA FAME IN AFRICA (marzo
2003)
"In
tutto il continente rischiano la morte per fame
38 milioni di persone" (World Food Program,
www.wfp.org).
Africa Orientale e corno d'Africa.
Eritrea
In Eritrea la mancanza di cibo potrebbe essere
la peggiore da quando è divenuta uno Stato
indipendente, nel 1993. L'emergenza riguarda
almeno 1,5 milioni di persone, su una
popolazione totale di 3,3 milioni. In
particolare, la siccità rende critiche le
condizioni delle regioni a Nord e Sud del Mar
Rosso e dell'Anseba. Con un raccolto di cereali
di 74.000 tonnellate (quattro volte meno di
quanto era riuscita in genere a produrre
nell'ultimo decennio) l'Eritrea dispone solo del
15% delle risorse alimentari necessarie. Alla
comunità internazionale richiede 350,000
tonnellate di cereali per assistere le 900.000
persone più direttamente colpite
dall'emergenza.
Va sottolineato che la guerra con l'Etiopia ha
reso inutilizzabili in Eritrea 12.000 ettari di
terreno prima coltivabile, ha costretto a
fuggire oltre un milione di persone delle
regioni produttrici di grano Gash Barka e Debub
(disseminate oggi di mine inesplose) e vede oggi
in condizioni di estrema indigenza le
popolazioni eritree che ritornano dopo essersi
rifugiate in Sudan.
Etiopia
Sono già stimati in 11,3 milioni le persone che
hanno bisogno di aiuti alimentari nel paese
colpito dalla recente guerra e dalla siccità;
una stima che il WFP calcola potrebbe aumentare
a 14,3, un quinto della popolazione totale. La
crisi sta accelerando i fenomeni di inurbamento,
con allevatori e contadini che si vedono
costretti a camminare anche dieci chilometri per
poter accedere all'acqua e sempre più numerosi
decidono quindi di emigrare nei centri urbani.
L'emergenza richiede un contributo esterno per
almeno 1,44 milioni di tonnellate di cereali,
alimenti vari e oli vegetali.
Sudan
Due decenni di conflitti armati hanno fatto
salire a quasi 3 milioni di persone la
popolazione che deve purtroppo ricorrere agli
aiuti alimentari per poter sopravvivere. Inoltre
la siccità si è ripetuta per tre anni
consecutivi nelle regioni del Mar Rosso, Darfur
e Kordofan
Somalia
La Somalia ha vissuto dieci anni di conflitti
interni e di condizioni climatiche avverse, con
periodi di siccità seguiti da inondazioni. Ne
risulta oggi una capacità di produzione
alimentare fortemente compromessa che va dalla
mancanza di sementi al diffondersi di epidemie
che decimano le colture, alla difficoltà di
riattivare scambi inter-regionali. Si stimano in
750.000 le persone colpite dall'emergenza
alimentare, 120.000 nella sola Mogadiscio, la
capitale, 514.000 nella regione
centro-meridionale, 50.000 nella regione
nord-orientale e 67.000 nella regione
nord-occidentale. L'area di Bakool al sud è
quella più gravemente colpita, con metà della
popolazione minacciata dalla malnutrizione.
Uganda
Il WFP stima in centinaia di migliaia (forse un
milione) le persone colpite dalla crisi
alimentare in Uganda soprattutto a causa dei
combattimenti che imperversano nel nord del
paese e colpiscono anche i campi dei rifugiati.
I combattimenti di agosto hanno significato la
distruzione o l'abbandono di molti raccolti e
l'impossibilità di seminare a settembre.
Particolarmente colpite sono le regioni di
Adjumani, Gulu, Kitgum e Pader.
Africa Occidentale
791.000 persone nella regione soffrono
l'emergenza alimentare, per la maggior parte
rifugiati a causa dei conflitti che investono
Guinea, Liberia, Sierra Leone e, dopo
l'ammutinamento militare del 19 settembre, anche
la Costa d'Avorio. Si stima che solo da
quest'ultimo paese 120.000 siano scappate alla
volta di Burkina Faso, Ghana, Guinea Conakry e
Liberia.
Sahel Occidentale
In cinque paesi, mezzo milione di persone sta
lottando con la siccità. Si tratta di ampie
regioni di Mauritania, Senegal, Gambia, Capo
Verde e Mali. Mauritania e Gambia hanno
dichiarato lo scorso anno lo stato di disastro e
fatto appello agli aiuti internazionali. In
Mauritania dove si stima che 420.000 (su una
popolazione di 2,7 milioni) siano colpite
dall'emergenza alimentare. Ciò significa anche
una sensibile diminuzione dei capi di bestiame,
uccisi a decine di migliaia per far fronte alla
crisi. Anche il governo di Capo Verde, per la
prima volta in vent'anni, dopo un raccolto
inferiore di un quarto a quello degli anni
precedenti, ha fatto appello alla comunità
internazionale per far fronte alle esigenze
alimentari.
Repubblica democratica del Congo (RDC)
L'emergenza alimentare riguarda quasi un milione
e mezzo di persone, con 342.000 persone in
condizioni critiche. È una delle eredità delle
recenti guerre civili e con i paesi limitrofi,
senza che gli accordi siglati con Ruanda e
Uganda, e quelli in corso fra le fazioni
all'interno del paese (che dovrebbero facilitare
la consegna delle armi alla missione ONU MONUC)
abbiano ancora generato un efficace cambio di
clima.
Africa Australe. Angola
Per la prima volta, dopo tre decenni di guerra
civile, ci sono più cittadini dell'Angola che
ritornano di quanti lascino il paese. È
l'effetto dell'accordo di pace firmato un anno
fa. L'attuale situazione comporta, però, gravi
rischi di malnutrizione e morte per fame per
quasi due milioni di persone. In alcuni casi le
associazioni umanitarie hanno potuto finalmente
raggiungere gruppi che si erano dovuti
nascondere nel territorio per evitare gli aspri
conflitti, in particolare degli ultimi quattro
anni.
Lesotho
Il Lesotho è stato colpito soprattutto da un
eccesso di acqua, con nubifragi e tornado che
hanno compromesso i raccolti di cereali, 60% in
meno degli anni precedenti. L'emergenza riguarda
650,000 persone. Fu decretato lo stato di
carestia nelle aree di Qacha's Nek, Quthing e
Mohale's Hoek.
Malawi
Sono 3,3 milioni le persone compite quest'anno
dall'emergenza alimentare. Anche se il paese ha
cercato di far fronte al deficit di cereali con
una maggiore produzione di tuberi e radici, il
WFP calcola almeno 277.000 tonnellate di cereali
e 208.000 tonnellate di alimenti generici per
arginare la crisi. P.e., il prezzo del mais è
aumentato del 500%. In questo quadro precario si
inserisce il dilagare dell'infezione HIV/AIDS
che colpisce oggi il 19,5% della popolazione.
Mozambico
Nei mesi scorsi un terzo delle regioni del paese
ha prodotto meno cibo rispetto alle medie
annuali e quelle centro-meridionali del paese
vedono 590.000 persone in condizioni di
emergenza alimentare. Il paese è stato vittima
di una combinazione di periodi di siccità
seguiti da inondazioni devastanti.
Swaziland
Condizioni climatiche particolarmente incerte e
siccità nella stagione della fioritura hanno
severamente ridotto i raccolti nelle aree di
Middleveld, Lowveld e nell'altopiano Lubombo. In
un paese che registra un livello di
disoccupazione del 40% e di infezioni da
HIV/AIDS del 25% della popolazione, almeno
270.000 persone si trovano in emergenza
alimentare.
Zambia
È stimato dal WFP in 174.383 tonnellate il
fabbisogno di alimenti necessario a far fronte
alla crisi acuta che interessa 2,9 milioni di
persone in Zambia, dove la siccità ha colpito
la cintura di coltura tradizionale del mais, le
condizioni impongono oggi ai contadini viaggi
spesso di dieci chilometri a piedi per potersi
recare ai mercati che distribuiscono generi
alimentari, mentre diminuisce chi lavora nei
campi anche a causa del virus HIV/AIDS che ha già
colpito un quinto della popolazione.
Zimbabwe
Lo Zimbabwe era considerato un paese esportatore
di prodotti alimentari, ma è stato colpito
nell'ultimo decennio da precipitazioni saltuarie
e inondazioni, un aumento del conflitto sociale
(CEM ne ha parlato nel numero di Global Express
dell'Aprile 2002, dedicato alle elezioni in Z.)
abbinato ad un generale deterioramento delle
condizioni economiche e ad un drastico aumento
dei prezzi dei prodotti alimentari. Oggi
affronta la peggiore siccità degli ultimi
vent'anni con un deficit di cereali stimato in
1,5 milioni di tonnellate e 6,7 milioni di
persone colpite dall'emergenza alimentare, sia
in ambito urbano, sia rurale.
Accanto a questi casi acuti, altre aree di crisi
interessano Burundi, Kenya, Madagascar e
Tanzania.