EUROPA
SENZA FRONTIERE (22/12/2007) |
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servizio di Amedeo Lomonaco
L'Europa
di Schengen abbatte le frontiere: intervista con mons.
Aldo Giordano
Niente
code ai valichi di frontiera per i controlli, minori costi
da sostenere per le imprese e la possibilità di
apprezzare le diverse culture europee. Sono alcuni dei
benefici, dopo l’abolizione nell’Unione Europea in
applicazione del Trattato di Schengen, delle frontiere
interne di altri nove Stati membri. La notte tra giovedì
e venerdì è stata il momento della festa: ai posti di
frontiera, leader politici nazionali ed europei hanno
condiviso le stesse speranze. In diversi Paesi dell’ex
area comunista è stata inoltre posta un’altra pietra su
un passato spesso oppressivo. Ma quale significato assume
adesso per i cristiani questo nuovo assetto europeo?
Risponde, al microfono di Amedeo Lomonaco, il segretario
generale del Consiglio delle Conferenze Episcopali
d’Europa (CCEE), mons. Aldo Giordano:
R. - Per i cristiani è una cosa, diciamo normale,
perché il cristianesimo è cattolico; quindi, il
cristianesimo è universale e guarda alla famiglia
universale dei popoli. Tutti i passi che sono in favore di
questa famiglia universale, di una costruzione dell’unità,
sono visti positivamente.
D. – Quali sono adesso le domande che si pongono dopo un
simile provvedimento?
R. – Qual è il ruolo dell’Europa nelle questioni
cruciali del mondo per la pace, per la salvaguardia del
Creato? Qual è il ruolo dell’Europa davanti la
questione energetica? Qual è il ruolo dell’Europa
davanti allo spostamento dell’asse geopolitico appunto
verso l’Asia, verso la Cina e l’India? Ecco, davanti a
queste domande, un’apertura di frontiere è una cosa
positiva perché è un’Europa che ha meno paure. Questo
non vuol dire che all’interno dei Paesi non ci siano
timori per questo, perché permane la paura
“dell’invasione”, la paura di minori opportunità
nel settore lavorativo. Si teme che la corruzione poi
trionfi sulle frontiere, sui confini. Queste paure
permangono, ma questa è la nostra storia e non possiamo
tornare indietro.
Per la Radio Vaticana, Amedeo
Lomonaco, 3 dicembre 2007

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