EUROPA
E FAMIGLIA: DOCUMENTO DEL SEGRETARIATO DELLA COMECE (5/11/2007) |
Intervista con
Alessandro Calcagno, consulente giuridico della COMECE
Presentato
il documento del segretariato della COMECE per una strategia dell'Unione
Europea a favore delle coppie e della famiglie Il
segretariato della Commissione degli Episcopati della Comunità Europea (COMECE)
ha presentato stamani, a Bruxelles, il documento dal
titolo “Proposta per una strategia dell’Unione Europea
a favore delle coppie e delle famiglie”. Gli obiettivi
indicati sono quindi quelli di “aiutare le coppie
sposate” e “sostenere i genitori nei loro compiti
educativi”. Vengono caldeggiate “iniziative
politiche”, tra cui quelle volte a prevenire i divorzi,
a conciliare la vita professionale e familiare e a
combattere la violenza domestica. Nel testo si analizzano
anche le difficoltà per le coppie in Europa: tra queste,
“l’implosione demografica” e il tasso di divorzio in
costante ascesa presentano “alti costi, sociali e
finanziari, per la società europea”. Tra i vari dati,
si sottolinea che dal 1980 al 2005 il numero di divorzi è
aumentato di oltre il 50 per cento”. Si tratta di costi
legati, direttamente o indirettamente, “alle difficoltà
delle coppie di mantenere rapporti stabili” e di
promuovere il matrimonio come migliore forma di unione. La
questione, diventata sempre più urgente, è su come
aiutare le coppie quando affrontano crisi serie. E’
quindi interesse dell’Europa sostenere e rinforzare –
si legge nel documento - “il rapporto stabile e
responsabile tra uomo e donna, di cui il matrimonio è
l’espressione ideale”. La crisi della famiglia – si
sottolinea nel testo - è una crisi della società moderna
che presenta aspetti e dinamiche nuove.
“L’emancipazione delle donne, che è uno sviluppo
benvenuto”, ha comportato ad esempio nuove sfide: uomini
e donne – si osserva nel documento - si confrontano per
tradurre la nuova dimensione paritaria “in un rapporto
stabile che possa rispondere alla sfida multipla di
gestire carriere professionali paritarie allevando figli
in contesti a volte difficili e avendo anche cura, in
diversi casi, di membri anziani della famiglia”. Il
risultato è molto spesso, la rottura della coppia e della
famiglia, che può avere conseguenze psicologiche molto
negative, soprattutto per i bambini. Anche la violenza
domestica è causa di destabilizzazione dei legami
familiari: da questo deriva, secondo la COMECE, la
necessità “di individuare contromisure a livello
europeo”, anche al fine di prevenire “la delinquenza
giovanile”, spesso conseguenza di “modelli di
comportamento familiari”. Il testo si sofferma quindi
sull’importanza di eliminare le discriminazioni “in
materia di trattamento fiscale o diritti pensionistici”
nei confronti di chi decide di rimanere a casa per
occuparsi dei figli, almeno fino al terno anno di età. Si
ricorda poi che le politiche regionali europee non
dovrebbero escludere “l’utilizzo di fondi per
iniziative volte a migliorare le condizioni generali di
alloggio per le coppie a basso reddito”. La COMECE
propone anche una riduzione delle aliquote IVA per
“prodotti essenziali per la cura e la crescita dei
bambini”. Per scongiurare i rischi cui sono esposti,
occorre anche “bandire i videogiochi più brutali”
attraverso “specifici strumenti legislativi” e aiutare
i genitori a controllare l’uso, da parte dei figli, di
Internet e cellulari. Per salvaguardare la salute dei
bambini in Europa, dove un piccolo su quattro è in
soprappeso, diventa inoltre prioritario strutturare
correttamente i comportamenti alimentari. Un ruolo
essenziale è anche quello della “prevenzione
dell’abuso di alcol e droghe”. Si auspicano, poi,
agevolazioni per i ricongiungimenti delle famiglie di
immigrati da considerarsi una sfida chiave per
l'integrazione e un maggiore sostegno alle persone con
figli affetti da patologie mentali. (Amedeo Lomonaco) Per la Radio Vaticana, Amedeo
Lomonaco, 5 novembre 2007
Il
segretariato della COMECE presenta in un documento proposte
all'Unione Europea per rispondere in modo più adeguato
alle esigenze delle famiglie
Il
segretariato della Commissione degli episcopati della Comunità Europea (COMECE)
ha presentato ieri, a Bruxelles, il documento dal titolo
“Proposta per una strategia dell’Unione Europea a
favore delle coppie e delle famiglie”. Il testo non
intende mettere in discussione l’attuale accordo,
nell’Unione Europea, sulle competenze degli Stati membri
in materia di diritto di famiglia e politiche familiari.
Si vuole invece promuovere il dibattito su quanto le
istituzioni comunitarie “possono fare nell’ambito
delle proprie competenze”. Sulle proposte e indicazioni
contenute nel documento per “aiutare le coppie
sposate” e “sostenere i genitori nei loro compiti
educativi”, ascoltiamo al microfono di Amedeo
Lomonaco, Alessandro Calcagno, consulente
giuridico della COMECE:
R. - Abbiamo tenuto conto del fatto che l’Unione
Europea non gode di una vera e propria competenza in
materia di famiglia e, pertanto, abbiamo proposto una
serie di suggerimenti, come il sostegno ai genitori
rispetto ai rischi legati all’utilizzo di Internet o dei
telefoni cellulari da parte dei minori. Abbiamo formulato
proposte riguardo all’utilizzo di videogames brutali e
violenti, rispetto ai quali riteniamo che la politica
dell’Unione Europea non abbia fatto abbastanza. Ma
caldeggiamo anche maggiore sostegno della lotta alla
povertà minorile, che è un altro aspetto sul quale ci
siamo concentrati. Nel documento, ci siamo soffermati sul
problema dell’integrazione delle famiglie migranti con
specifico riferimento ai ricongiungimenti familiari, che
è un tema molto caro anche al Santo Padre. Un altro
aspetto che abbiamo sottolineato riguarda la strategia in
materia di sicurezza. Un‘iniziativa, questa, della
Commissione Europea di fine giugno che prenderà in
considerazione anche la possibilità di contribuire ad una
migliore conciliazione della vita lavorativa e della vita
familiare. Abbiamo sottolineato, peraltro, che il
principio di sussidiarietà richiede che venga lasciato
alla competenza degli Stati membri la possibilità di
regolare le conseguenze legali di eventuali unioni
registrate o unioni di fatto.
D. - Quindi, l’obiettivo è quello di cercare delle
soluzioni e delle proposte, partendo dalla politica
attuale dell’Unione Europea sulla famiglia, dalle
competenze attuali. Ci sono anche delle sollecitazioni dei
vescovi europei in tema di famiglia?
R. - Abbiamo cercato di tener conto di questo aspetto,
sottolineando principalmente il fatto che la Chiesa
considera il matrimonio tra un uomo ed una donna come un
Sacramento di amore e, quindi, supporta, incoraggia e
promuove la famiglia fondata sul matrimonio come soluzione
ideale per assicurare la stabilità della famiglia stessa
e garantire quindi, anche ai figli, un fondamento
solidissimo per la costruzione del loro futuro. Di
conseguenza, per la costruzione stessa del futuro
dell’Europa, che dipende chiaramente dalle nuove
generazioni.
Per la Radio Vaticana, Amedeo
Lomonaco, 6 novembre 2007

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