ETICA,
ECONOMIA E GLOBALIZZAZIONE (6/03/2007)
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Il
rapporto tra etica ed economia nei processi di
globalizzazione
al
centro del recente incontro tra i vescovi latinoamericani
delegati del CELAM
- Intervista con
mons. Ramazzini -
“Globalizzazione,
superamento della povertà e iniquità”. E’ il tema al
centro dell’incontro, conclusosi sabato scorso, tra
vescovi latinoamericani delegati del CELAM ed un gruppo di
economisti, tra cui Michel Camdessus, ex direttore del Fondo
monetario internazionale. Si è discusso, in particolare,
del rapporto tra etica ed economia alla luce della centralità
della persona umana nei processi di sviluppo. I presuli
hanno sottolineato come la Chiesa metta l’accento su
un’economia che non sia slegata dall’etica. Ma come
viene accolto questo impegno in America Latina in vista
della quinta Assemblea generale delle Conferenze episcopali
di America Latina e Caribe, che si terrà a maggio ad
Aparecida, in Brasile, e sarà aperta da Benedetto XVI? Amedeo
Lomonaco lo ha chiesto a mons. Álvaro Ramazzini
Imeri, vescovo di San Marcos e presidente della
Conferenza episcopale del Guatemala:
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R.
– Credo che adesso la sfida sia come riuscire a far sì
che venga accolto questo legame tra etica ed economia. E
credo che dovremmo discutere, noi tutti che parteciperemo
alla V Conferenza di Aparecida, per riuscire a trovare le
strade più pratiche, affinché questo si avveri.
D.
– Come si rapporta la Chiesa al fenomeno della
globalizzazione nel contesto latinoamericano?
R.
– Noi vediamo che il processo della globalizzazione in
America Latina ha delle conseguenze piuttosto negative e
poco positive: i processi di impoverimento delle grandi
popolazioni aumentano. Noi, che vediamo la realtà delle
comunità nei villaggi, nei paesini, constatiamo come quelli
che potrebbero essere gli effetti positivi della
globalizzazione vadano in favore soltanto di determinati
gruppi che diventano più ricchi. Ecco perché una delle
conclusioni alle quali siamo giunti in questo incontro è
stata quella di verificare l'aumento del divario tra ricchi
e poveri. Per questo, dobbiamo cercare di far cambiare
questi effetti negativi, anche perché la grande domanda è
questa: chi è responsabile dei processi di globalizzazione?
Alla fine, si può rispondere: quelli che si arricchiscono
di più. Il fenomeno della globalizzazione, in questo
momento in America Latina, rende i poveri ancora più
poveri.
D.
– Quali sono i problemi che preoccupano la Chiesa in
America Latina e, in particolare, in Guatemala?
R.
– La mancanza di rispetto per la vita umana. Poi, ci
preoccupa la violenza, che è frutto anche della povertà,
ci preoccupa la disintegrazione delle famiglie, anche perché
spesso il lavoro obbliga i genitori a stare fuori casa tutto
il giorno. Ma ci preoccupa molto anche la delusione della
maggioranza dei giovani, che non vedono per loro un futuro
migliore. Ci preoccupa l’emigrazione, in aumento
soprattutto verso gli Stati Uniti. Ci preoccupano molto
anche l’aumento del narcotraffico, il divario tra fede e
vita di tanti cristiani, cui fa seguito l’incapacità di
considerarsi davvero discepoli, di non vivere il loro
battesimo. Ci preoccupa infine il proselitismo aggressivo
delle sette fondamentaliste non cattoliche, che offrono una
proposta di vita che – in molti casi – non ha nulla a
che vedere con il vero Vangelo del Signore Gesù. Tutte
queste sono cose che ci preoccupano.
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Amedeo Lomonaco per la Radio
Vaticana, 6/03/2007

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