ESERCIZI
SPIRITUALI DELLA CURIA ROMANA (1/03/2004) |
In
questa pagina ci sono i servizi sugli esercizi spirituali
del primo, secondo e terzo giorno. Per leggere i testi dei
servizi sulle predicazioni di mons. Bruno Forte nel
quarto, quinto e sesto giorno, clicca qui
Ascolta il servizio di Amedeo Lomonaco sul primo giorno
Ascolta il servizio di Amedeo Lomonaco sul secondo giorno
Ascolta il servizio di Amedeo Lomonaco sul terzo giorno
Ascolta i servizi di Amedeo Lomonaco su tutte le predicazioni
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Mons.
Bruno forte |
PRIMO
GIORNO - Nella
luminosa cappella “Redemptoris Mater”, alla
quale si accede dalla seconda Loggia del palazzo Vaticano,
sono iniziati ieri, sul tema “Seguendo te, luce della
vita”, gli esercizi spirituali della Curia Romana alla
presenza del Papa. L’incarico è stato affidato
quest’anno al teologo Bruno Forte, docente di teologia
dogmatica alla Pontificia facoltà teologica dell’Italia
meridionale. Sui temi affrontati nella predicazione di
questa mattina, ci riferisce Amedeo Lomonaco:
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Mons.
Bruno Forte ha sviluppato oggi il tema della meditazione
“Chiamati a libertà. Gesù, una storia di libertà”.
“Nella
vita di Gesù, come in ogni vicenda veramente umana, c’è
anzitutto la libertà esercitata e le scelte che orientano
in maniera decisiva tutta la vita. E’ quella che si
chiama l’opzione fondamentale, il senso della vita. E
poi, ci sono il livello della libertà situata: la scelta
dell’istante. Ma l’insieme delle scelte della libertà
situata produce lo stile di vita di una persona”.
Ma
c’è stata, nella vita di Gesù, una opzione
fondamentale e quale è stato lo stile di vita di Gesù?
Ascoltiamo ancora il teologo:
“L’opzione
fondamentale di Gesù si lascia cogliere in tutto il suo
agire. Gesù ci fa capire che nessuno è così libero come
chi è libero dalla propria libertà. La causa della vita
di Gesù è Dio, il Suo Regno. E questo ci fa capire anche
qual è lo stile di vita di Gesù. Lo stile di vita di Gesù
è stato quello della sua povertà e la libertà radicale,
la fiducia incondizionata nel Padre, segno di un amore
intenso per la vita e di un fidarsi completamente,
perdutamente di Dio”.
Il
Papa assiste alle prediche non visto dai partecipanti, per
un uso di discrezione reciproca, dall’oratorio di San
Lorenzo, che si apre sul lato destro della cappella Redemptoris
Mater. L’istituzione degli esercizi spirituali
dell’Avvento e della Quaresima si deve, nel 1929, a Papa
Pio XI, convinto ammiratore e seguace spirituale di
Sant’Ignazio di Loyola. Tra una predica e l’altra i
prelati si aggirano con semplicità, in meditazione e
preghiera, alcuni nelle contigue sale dell’appartamento
delle udienze, altri lungo i bracci della Loggia, che
appare nell’occasione quasi un mistico chiostro.
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Nato
nel 1949 a Napoli, ordinato sacerdote nel 1973, dottore in
teologia nel 1973 e in filosofia nel 1977, mons. Bruno
Forte ha trascorso lunghi periodi di ricerca a Tübingen e
a Parigi. E’ stato il primo relatore al convegno della
Chiesa Italiana a Loreto (1985) e all’assemblea delle
Chiese Europee a Erfurt (1988). E’ inoltre consultore
del Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani.
Per
la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco (1/03/2004)
SECONDO
GIORNO
- “In cammino verso la Croce. Il Vangelo
delle sofferenze. La Croce come storia trinitaria”. E’
questo il tema degli odierni esercizi spirituali predicati
in Vaticano dal teologo mons. Bruno Forte. Il servizio di
Amedeo Lomonaco:
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Il
cammino nella sequela di Gesù è proseguito, oggi,
approfondendo l’itinerario verso la croce che mons.
Bruno Forte ha così descritto:
“Il
luogo in cui Dio parla nel silenzio, rischiarando le
tenebre del nostro cuore, assetato di lui”.
Tutta
la vita di Gesù – ha aggiunto il predicatore – è
stata orientata dalla Croce: le stesse narrazioni del
Vangelo sono come storie della passione con una
introduzione particolareggiata:
“La
Croce è la narrazione della Trinità, la Trinità è il
concetto della Croce. Se vogliamo sapere chi è Dio,
dobbiamo inginocchiarci ai piedi della Croce”.
Nel
pomeriggio di ieri mons. Bruno Forte ha approfondito,
inoltre, il tema della libertà, già sviluppato nelle
predicazioni della mattina:
“Gesù
non è soltanto l’uomo libero, l’esempio e il modello
della nostra libertà: Gesù è il nostro liberatore, e lo
è perché è lui che ci ha rivelato il Padre, il Dio di
misericordia”.
Il
teologo ha quindi esaminato il prezioso patrimonio
dell’ebraico biblico: con solo 5750 parole questa lingua
– ha ricordato - ci dice tutto del cuore dell’uomo
perché usa le metafore. Analizzando la parabola del
figliol prodigo, il teologo ha sottolineato come il padre
descritto nel passo del Vangelo sia in realtà Dio, umile,
coraggioso, materno e Signore della speranza, della gioia
e della sofferenza. Mons. Forte ha quindi proseguito
nell’interpretazione delle metafore presenti nella
parabola:
“Davanti
a questo Dio, chi siamo noi? Il figlio più giovane,
quello che si è preso tutto e se n’è andato di casa,
in una terra dove ha dissipato tutto”.
“Il
ritorno a casa del figliol prodigo – ha detto il
predicatore – rappresenta lo straordinario momento della
conversione”. Il cammino della conversione - ha
sottolineato - prevede la percezione dell’alienazione a
cui il peccato ha condotto, il riconoscimento dell’amore
di Dio, la consapevolezza del dramma per l’essersi
allontanato dal messaggio di Gesù, e infine - ultimo atto
di questo itinerario di fede - l’incontro con il
Signore. Il teologo ha infine dedicato la lectio divina
alla scena dell’Annunciazione a Maria, Vergine
dell’ascolto e icona della libertà.
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A
motivo dello svolgimento in Vaticano degli esercizi
spirituali in preparazione della Pasqua domani, mercoledì
3 marzo, non si svolgerà la consueta udienza generale del
Santo Padre.
Per
la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco (2/03/2004)
TERZO
GIORNO
- “Nella luce di Pasqua. L’incontro che
cambia la vita; la Risurrezione come storia trinitaria”.
E’ il tema degli Esercizi spirituali predicati stamani,
in Vaticano, dal teologo, mons. Bruno Forte. Il servizio
di Amedeo Lomonaco:
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Il
cammino degli esercizi spirituali ha preso in esame, oggi,
il giorno della Risurrezione di Gesù e della piena
Rivelazione dell’amore di Dio compiutasi in essa
mediante l’effusione dello Spirito. Ascoltiamo il
teologo:
“All’inizio
vi fu l’esperienza di un incontro: ai pavidi fuggiaschi
del Venerdì Santo, Gesù si mostrò vivente; tutto
comincia con questo incontro”.
“Alla
paura – ha proseguito il predicatore – si sostituì il
coraggio e i fuggitivi divennero i testimoni per esserlo
ormai fino alla fine in una vita donata senza riserve a
Colui che pure avevano tradito nell’ora delle
tenebre”.
“Dunque
uno iato sta tra il tramonto del Venerdì Santo e l’alba
di Pasqua, uno spazio vuoto in cui è accaduto qualcosa di
talmente importante da dare origine al Cristianesimo nella
storia: l’annuncio registrato nei testi del Nuovo
Testamento confessa l’incontro con il Risorto come
esperienza di grazia”.
“La
Risurrezione – ha detto mons. Bruno Forte – è un
evento trinitario nel quale il Padre effonde lo spirito
sul crocifisso e lo risuscita alla vita”. Nel pomeriggio
di ieri il teologo ha inoltre incentrato la propria
meditazione sulla figura di Abramo, “colui che ha
introdotto la fede nel mondo e che è considerato, da
ebrei, musulmani e cristiani il padre dei credenti”:
“Abramo
conosce veramente Dio quando Dio gli chiede il sacrificio
dell’amato, l’Isacco del suo cuore. Abramo si fida di
Dio anche nel tempo del silenzio di Dio. Questa è la
fede, questa è la grandezza di Abramo”.
Successivamente
sono stati illustrati due passi del Vangelo di Giovanni -
le nozze di Cana e la scena della Vergine ai piedi della
Croce - con protagonista Maria, che come Abramo ha offerto
il suo Isacco, Gesù.
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Per
la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco (3/03/2004)
CONTINUA...

Sottofondo: Benedicta es tu
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