ELEZIONI
IN SAN SALVADOR (20/03/2004) |
Anche
il Salvador, il piccolo Stato dell’America centrale
abitato da oltre 6 milioni di persone, è chiamato
all’appuntamento con le elezioni presidenziali. Su
questa consultazione, che si terrà domani in un clima di
forte tensione, ascoltiamo il servizio di Amedeo Lomonaco:
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L’incerto
scontro politico, da cui uscirà il prossimo presidente
del Salvador, riguarda il candidato di destra
dell’Alleanza repubblicana nazionalista (Arena),
l’imprenditore e cronista sportivo Elias Antonio Saca, e
quello di sinistra del Fronte Farabundo Martì (Fmln),
l’ex leader guerrigliero Schaiik Handal. Queste elezioni
seguono quelle legislative ed amministrative, tenutesi lo
scorso anno, che hanno consolidato la posizione del Fronte
Farabundo Martì, diventato partito di maggioranza. Da
ieri oltre 17.000 poliziotti sono stati mobilitati per
evitare possibili incidenti tra i simpatizzanti dei
partiti in lizza e la polizia investigativa ha reso noto
che è stato messo in stato di allerta il Gruppo speciale
antiterrorismo. Il Salvador, dove il 30 per cento degli
abitanti vive in condizioni di povertà, è stato colpito
nel 2001 da un terribile terremoto che ha causato oltre
1200 morti. La
storia del Paese, che ha ottenuto l’indipendenza dalla
Spagna nel 1821, è stata segnata dagli orrori della
guerra civile combattuta dal 1980 al 1992 e costata la
vita ad oltre 75 mila persone. In questo clima di violenza
si devono inoltre registrare il 24 marzo 1980 il brutale
assassinio dell’arcivescovo di San Salvador, Oscar
Romero e l’uccisione, nel 1989 di sei gesuiti e di due
donne che lavoravano per i religiosi.
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