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GLOBALIZZAZIONE ECONOMICA

 

Lo spazio dell'organizzazione della produzione e della commercializzazione si è esteso allo spazio del mercato-mondo: questo scenario di globalizzazione economica presenta sia caratteristiche positive legate alle potenzialità del mercato globale, sia caratteristiche negative connesse alle disparità e instabilità finanziarie.

Il nuovo stadio dell'espansione delle imprese a vocazione mondiale fa seguito a quattro stadi. L'impresa dapprima si è accontentata di esportare tramite una rete di distributori e fornitori locali. In seguito ha costruito proprie reti di commercializzazione e successivamente, pur restando fortemente ancorata al paese della casa madre, ha cominciato a installare proprie unità produttive in mercati esteri ritenuti chiave. Infine, l'impresa si è radicata nei vari contesti industriali nazionali, talvolta arrivando perfino a decentrare la funzione di ricerca e sviluppo.

LE PRIME CINQUANTA MULTINAZIONALI IN ORDINE DI FATTURATO (1999)

General Motors USA Matsushita Giappone
DaimlerChrysler Germania Philip Morris USA
Ford USA ING Group Paesi Bassi
Wal-Mart Stores USA Boeing USA
Mitsui Giappone AT&T USA
Itochu Giappone Sony Giappone
Mitsubishi Giappone Metro AG Germania
Exxon USA Nissan Giappone
General Electric USA Fiat Italia
Toyota Giappone Bank Of America USA
 Dutch/Shell R.Unito Nestlé Svizzera
Marubeni Giappone Credit Suisse Svizzera
Sumitomo Giappone Honda Giappone
Inti. Business  USA Generali Italia
AXA Francia Mobil USA
Citigroup, Inc. USA Hewlett-Packard USA
Volkswagen Germania Deutsche Bank Germania
Nippon Tel.  Giappone Unilever R.Unito
BP Amoco R. Unito Farm Insurance USA
Nissho Iwai Giappone Dai-ichi Giappone
Nippon Life Giappone Veba Group Germania
Siemens Germania HSBC Holdings R. Unito
Allianz Germania Fortis Belgio
Hitachi Giappone Toshiba Giappone
 Postal S. USA Renault Francia

 

La storia dell'impresa è tuttavia meno lineare di quanto possa sembrare, perchè i vari stadi sono stati percorsi più o meno rapidamente, se non addirittura saltati, a seconda dei diversi settori dell'industria e dei servizi. Nel corso di questo sviluppo si è costruito l'ordito delle nuove reti planetarie di agenzie, fondamentalmente statunitensi, britanniche, francesi e giapponesi.

Col termine di globalizzazione economica ci riferiamo dunque ad una struttura primaria, ovvero quella di un mercato mondiale, cui sono connessi tutti gli altri processi di globalizzazione. Il mercato mondiale non è omogeneo  e presenta diversi "indici di globalizzazione e di sviluppo umano negli Stati".

Il mondo si arricchisce con una rapidità mai conosciuta prima e i paesi più popolati del pianeta, Cina ed India, registrano ogni anno percentuali di crescita economica del 7%/10%.

  Il vero sconvolgimento economico si è manifestato con la rivoluzione industriale che ha scavato violentemente un notevole divario tra gli Stati. Nel 1870 il reddito pro capite delle nazioni più ricche è già 11 volte più alto di quello dei paesi più poveri e nel 1995  questa cifra deve essere moltiplicata per cinque: le nazioni più ricche lo sono oggi 50 volte più delle povere. Il commercio mondiale è cresciuto assai più velocemente della produzione mondiale e la differenza tra i due tassi di crescita è un indice della globalizzazione. Dal 1945 ad oggi il commercio mondiale si è moltiplicato per quindici in volume mentre la produzione mondiale si è moltiplicata solo di circa sei volte in volume.

Nella mappa settoriale delle grandi imprese, all'importanza del settore finanziario fanno da contrappunto lo scarso rilievo delle attività tradizionali e l'emergere di nuovi settori ai quali il mercato attribuisce una capitalizzazione, e quindi un potere di iniziativa assai superiore a quella del passato. Si ravvisa una forte tendenza alla concentrazione in quanto la capitalizzazione di mercato aumenta; la maggior parte delle fusioni avvengono in maniera amichevole e i tentativi ostili tendono a fallire.

Il fenomeno più evidente è quello della denazionalizzazione dell'economia, e cioè del fatto che anche i marchi di impresa, come le economie nazionali, divengono universalmente "fittizzi".

 

LIBRI CONSIGLIATI

AMIN, S., "Il capitalismo nell'era della globalizzazione. La gestione della società contemporanea" - Edizioni Asterios

ANDREFF W., "Le multinazionali globali" - Asterios, Trieste 1999

AA.VV. Cooperazione allo sviluppo. Nord-Sud e interdipendenza per un futuro possibile - Firenze, Sansoni, 1985

BAIROCH P., "Economia e storia mondiale. Miti e paradossi" - Garzanti, Milano, 1991

EICHENGREEN B., La globalizzazione del capitale. Storia del sistema monetatrio internazionale - Baldini e Castoldi, Milano 1994

FERRO A. - GIOVANNI RAELI, La liberalizzazione del mercato mondiale. Dall'Ito alla Wto passando per il Gatt - Milano, Il sole 24 ore, 1999

GAUTHIER A. "L'economia mondiale dal 1945 ad oggi" - Il Mulino

KAPSTEIN B., "Governare l'economia globale. La finanza internazionale e lo Stato" - Asterios, Trieste 1999

MONTANI G., "L'economia politica e il mercato mondiale", Bari, Laterza, 1996

HIRST P. e THOMPSON G. "La globalizzazione dell'economia" - Ed. riuniti

REVELLI M., "Globalizzazione dell’economia e crisi dello stato - nazione", in Nuvole 1996

SAVONA P., "Geoeconomia" - Franco Angeli, Milano 1995

STRANGE S. "Chi governa l'economia mondiale" - Il Mulino

TIBERI VIPARIO P. "Dal mercantilismo alla globalizzazione" - Il Mulino

 

 

 

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