IN
RICORDO DI PADRE, XAVIER LEON DUFOUR, ESEGETA E
BIBLISTA (17/11/2007) |
Ascolta il
servizio di Amedeo Lomonaco
17
novembre 2007
Ieri
in Francia i funerali del padre gesuita Xavier Léon-Dufour:
dedicò la sua vita all'esegesi delle Sacre Scritture
Si sono
svolti ieri a Pau, in Francia i funerali di padre Xavier Léon-Dufour,
deceduto lo scorso 13 novembre. Sacerdote, esegeta e
professore di Sacra Scrittura, padre Léon-Dufour è stato
autore di una ventina di volumi, quasi tutti tradotti in
italiano. Tra questi, “Francesco Saverio, itinerario
mistico dell’apostolo”, “Un biblista cerca Dio” e
il “Dizionario di teologia Biblica”, tradotto in 22
lingue. Quando parlava di se stesso, diceva di essere
“un biblista in continua ricerca di Dio e
dell’uomo”. Il servizio di Amedeo Lomonaco:
La vita di padre Léon-Dufour si snoda attraverso
il Novecento: tra riflessioni, studi ed esegesi sulla
Sacra Scrittura emerge sempre l’amore per Dio. Nella
lettera scritta ai genitori il giorno dopo la pronuncia
dei suoi voti, nel 1931, il giovane gesuita chiaramente
illustra il proprio progetto di vita: “Voglio vivere –
scriveva - per la Sua gloria, non più per me”. Come
esegeta e professore, ha riflettuto e indagato suscitando
sempre grande interesse. Ne sono scaturiti ricchi
dibattiti in cui l’uomo di studi, che non ha mai cessato
di lasciarsi stimolare dal dubbio, appare in completa
sintonia con l’uomo di fede. Questa concordanza appare
chiaramente nel libro “Dio si lascia cercare”: padre Léon-Dufour
ripercorre l’itinerario che lo portò da studente di un
collegio di Bordeaux a scegliere la Compagnia di Gesù; il
suo racconto si presenta come una riflessione sui momenti
salienti della sua vita, in cui la frequentazione dei
testi biblici non lo ha mai distolto dall’attenzione nei
confronti del mondo. Di questo mondo, segnato nel
Novecento da drammatiche pagine di storia, conosce anche
l’orrore del nazismo che definisce “una dottrina
tortuosa, demagogica, in cui si incrociavano le speranze
popolari e un sordo rancore”. La sua vita è scandita
invece da speranze riposte nel Signore e dallo studio
delle Sacre Scritture: nel libro “Il pane della vita”
spiega in che cosa consiste la presenza di Cristo
nell’Eucaristia ripercorrendo le origini del
cristianesimo. Nell’opera “Lettura dell’evangelo
secondo Giovanni”, il teologo rivela la ricchezza
nascosta sotto l’apparente semplicità del testo
evangelico: la espone in un linguaggio che offre una
prospettiva quasi familiare senza rinunciare al rigore
scientifico e trasmettendo la sua esperienza di Dio. Ed
era proprio questa – ricorda l’Osservatore Romano –
“una parte importante del suo impegno di esegeta”, che
non è più solo l’uomo di ricerca ma è colui che,
“vivendo la Scrittura”, fa conoscere la Parola al
pubblico. Alcuni “hanno lasciato ardere in loro la
fiamma di un Altro che li supera infinitamente, sapendo
che quest’Altro, li animava nell’intimo. Questa – si
legge in uno scritto di padre Dufour – è stata la mia
storia”.
Per la Radio Vaticana, Amedeo
Lomonaco, 17 novembre 2007

|
|