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QUINDICINA DELL'ASSUNTA E PARACLISIS (1/08/2005)

 

LE CHIESE D’ORIENTE INIZIANO L’UFFICIO MARIANO DELLA PARACLISIS, RITO ANTICO DI SUPPLICE INVOCAZIONE ALLA MADRE DI DIO: A ROMA  CELEBRAZIONI CON  CANTI BIZANTINI DA OGGI AL 14 AGOSTO, NELLA BASILICA DI SANTA MARIA IN VIA LATA

- Intervista con padre Ermanno Toniolo - 

Inizia oggi il periodo di preghiere e di digiuno delle Chiese orientali, cattoliche e ortodosse in vista della festa della Dormizione di Maria. A Roma, alle 21:30 di ogni giorno fino al 14 agosto  si svolgeranno a celebrazioni nella Basilica di Santa Maria in Via Lata, con preghiere e canti bizantini tradotti in lingua italiana. Sono ormai trent’anni che la Quindicina dell’Assunta e la Paraclisis, il rito di supplice invocazione alla Madonna al quale Giovanni Paolo II ha concesso l’indulgenza plenaria, si celebrano a Roma. Sulle iniziative in preparazione alla festa della Dormizione di Maria ascoltiamo, al microfono di Amedeo Lomonaco, padre Ermanno Toniolo, dell’Ordine dei Servi di Maria:

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R. – Sono molte le iniziative, soprattutto in Oriente. Ma anche a Roma è giusto che ci sia almeno un posto dove, in comunione con l’Oriente e quasi respirando con due polmoni, ci si possa preparare alla festa della Dormizione e dell’Assunzione della Vergine Maria. Perciò abbiamo preparato la quindicina dell’Assunta con testi orientali, nel cuore di Roma, accanto a Piazza Venezia. 

D. – L’evento della Dormizione di Maria è considerato dalla Chiesa bizantina la Pasqua della Madre di Dio… 

R. – I 14 giorni che precedono l’Assunta si chiamano “la piccola Quaresima”, in sintonia con la grande Quaresima che precede la Pasqua di Cristo. Quindi, agosto, il mese mariano per antonomasia della Chiesa bizantina e delle Chiese orientali, è diventato anche un periodo di preparazione pasquale alla ‘Pasqua’ della Madre di Dio che ricorre il 15 di agosto, quando si celebra congiuntamente la sua Dormizione e la sua Glorificazione celeste.  

D. – Nell’anno dell’Eucaristia, Maria Assunta in Cielo diventa la memoria realizzata di quelle meraviglie di Dio che la Chiesa fa presente quotidianamente nel sacrificio eucaristico… 

R. – Si può dire che l’immagine di Maria come donna eucaristica, che ha tracciato Papa Giovanni Paolo II, è un’immagine che insieme prende tutto l’evento mariano, dall’Annunciazione alla Croce all’ultima escatologia. L’Eucaristia porta il germe dell’immortalità, dell’incorruttibilità che abbiamo dentro di noi. Siamo, dunque, davanti non soltanto all’oggi, ma anche al grande domani che tutti sogniamo. Siamo davanti ad un domani che Dio sogna per noi, perché lo ha preparato. Maria ne è l’anticipo. 

D. – La Vergine è in particolare segno e realizzazione compiuta di quei cieli nuovi e di quella terra nuova di cui l’Eucaristia è sorgente… 

R. – Perché innanzitutto lei è la realizzazione completa, cioè è la creatura fatta ad immagine e somiglianza di Dio, portata alla sua perfezione ultima che nessuno potrà mai raggiungere. Dio si è vestito delle sue carni e del suo sangue e quindi, splende come segno, insieme di speranza e di consolazione. Vorrei soltanto dire: partecipate, fate una celebrazione di preparazione, perché veramente la Pasqua di Maria diventi un segno distintivo di fede. Del resto, se questi testi orientali possono essere utilizzati è anche perché il nostro Papa Benedetto XVI sogna l’unità delle Chiese d’Oriente.

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Per la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco, 1 agosto 2005

 

 

 

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