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MORTE DI DON BENZI. IL RICORDO DI UNA RAGAZZA E DI UN EX TOSSICODIPENDENTE

Ascolta l'intervista con una giovane romena aiutata da don Benzi 

Ascolta l'intervista con un giovane ex tossicodipendente  

 

IN RICORDO DI DON ORESTE BENZI

3 novembre 2007

Senza sosta, a Rimini, la processione per l'ultimo saluto a don Benzi. La testimonianza di una giovane romena liberata dalla schiavitù della prostituzione

Continua, senza sosta, la commossa processione di centinaia di persone alla camera ardente, allestita nella parrocchia della Resurrezione di Rimini, per dare l’estremo saluto a don Oreste Benzi, scomparso ieri in seguito ad un attacco cardiaco. Tra quanti hanno voluto rendere l’ultimo omaggio al sacerdote, i cui funerali si terranno lunedì, ci sono anche donne segnate dal dramma della prostituzione, senza fissa dimora ed ex tossicodipendenti. Persone che il presidente e fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII ha aiutato ad uscire da situazioni tragiche come quella di Veronica, giovane romena intervistata da Amedeo Lomonaco:

R. – Mi hanno portato via dalla Romania alcune persone che non conoscevo: mi hanno drogato e portato in Italia, dove mi hanno messo sulla strada e costretto a prostituirmi. Avevo 16 anni, quindi ero minorenne, e i miei genitori non sapevano più niente di me; non sapevano assolutamente dove fossi, perché non c’era nessuna traccia. Ero sulla strada giorno e notte, perché dovevo dare i soldi al mio protettore.

 
D. – Ad un certo punto, però, la tua storia di sofferenza e di dolore ha incontrato una luce, una speranza. Parliamo ovviamente dell’incontro con don Oreste. Dopo quell’incontro come è cambiata la tua vita?

 
R. – La mia vita è cambiata completamente, perché ho conosciuto il grande e vero amore gratuito che mi ha trasmesso don Oreste, che mi ha scaldato il cuore e l’anima, che mi ha fatto vedere la luce ed un mondo colorato; un amore che mi ha fatto comprendere che non è tutto così triste come io pensavo. Avevo dei pensieri tristi e, a volte, mi è capitato di salutare il sole, perché non sapevo se sarebbe stato l’ultimo giorno; non sapevo se sarei rimasta sempre sulla strada e se mai avrei potuto rivedere i miei familiari. Don Oreste mi ha fatto invece vedere che il Signore c’è e che ci sono anche molte persone buone che ci possono aiutare. Mi ha fatto sentire amata, mi ha fatto cambiare vita e, così facendo, mi ha fatto riacquistare la mia dignità, che credevo ormai di aver perso.
 
D. – Veronica, chi è stato aiutato dopo indicibili sofferenze può, a sua volta, meglio aiutare il prossimo, riversando negli altri quell’amore vero e gratuito ricevuto. Tu sei impegnata nell’offrire una così grande ricchezza a persone che si trovano in drammatiche situazioni, simili a quelle purtroppo da te vissute...
 
R. – Dopo aver conosciuto don Oreste, sono entrata in comunità; ho anche io iniziato a dare, a trasmettere quell’amore che ho ricevuto da lui. Sono rimasta, quindi, in comunità proprio per aiutare gli altri e per trasmettere quell’amore gratuito, per fare capire loro che c’è veramente qualcosa nel mondo di buono.
 
D. – Un qualcosa di buono, che deriva anche da una grande fede, che matura e ad un certo punto sboccia, grazie anche a persone come don Oreste Benzi…

 
R. – Certamente, perché don Oreste mi ha fatto conoscere la fede. Spero che ci saranno altre persone così grandi, che danno veramente la vita per gli altri e non vivono per se stessi. Don Oreste era una di queste: una persona che ha dato la sua vita agli altri fino all’ultimo giorno, una persona che è andato avanti in questa grande battaglia fra il bene e il male, riuscendo a far vincere sempre il bene. Don Oreste Benzi rimarrà sempre un grande esempio ed un grande padre per tutti noi. Sarà sempre nel nostro cuore.

 

4 novembre 2007

Domani al Palacongresso di Rimini, i funerali di Don Oreste Benzi. La testimonianza di un ragazzo liberato dalla schiavitù della droga

Migliaia di persone renderanno domani l’ultimo commosso saluto a don Oreste Benzi, scomparso venerdì in seguito ad un attacco cardiaco. I funerali si terranno alle 10.30, al Palacongressi di Rimini, e ci saranno anche donne costrette a prostituirsi, senza fissa dimora e persone segnate dalla piaga della tossicodipendenza che hanno trovato, ad un certo punto della loro vita, un grande aiuto: quello dato amorevolmente e gratuitamente da don Oreste e dai volontari della comunità Papa Giovanni XXIII, fondata dal sacerdote romagnolo. Ascoltiamo al microfono di Amedeo Lomonaco la testimonianza di Gianluca, ex tossicodipente, che ricorda l’incontro con don Oreste:

R. – Praticamente io lo ho vissuto come un miracolo, soprattutto rileggendo la storia della mia vita e imparando a leggere i segni che il Signore mi metteva davanti. Io ho incontrato don Oreste in stazione, da solo; mi sono sentito chiamare e lui mi ha portato via. Ero sulla strada e invece adesso faccio parte dello staff delle persone che vanno a raccogliere i disperati sulle strade; sono l’unico, fra gli operatori, che è passato per quell’esperienza.
 
D. – Quindi, tu che ti sei affidato completamente a don Oreste Benzi, cerchi ora altre persone che si affidino completamente all’amore vero e gratuito…
 
R. – Si, ma cerco anche di dare una possibilità alle persone di vivere in un altro modo. Adesso il vivere sulla strada è cambiato: le persone che vivono sulla strada sono portate alla disperazione da quello che la società gli mette davanti e che gli toglie...
 
D. – Oggi si vive infatti, oltre al dramma della droga, anche quello di una società “drogata”, troppo lontana dai veri valori…
 
R. – Si, è una società che ti porta lontano dai veri valori: questo io lo ho vissuto personalmente. Questa è una cosa che cerchiamo di far capire: è da qui che comincia il momento di rinascita di una persona. Si devono inquadrare bene i valori giusti, i valori per i quali è importante vivere.
 
D. – Cosa ti senti di dire oggi ad un ragazzo che sta vivendo la stessa esperienza drammatica che tu hai vissuto?
 
R. – Di cercare di non stare da solo e di guardarsi intorno, perché c’è sempre qualcuno che ti allunga la mano. Anche se non può sembrare così, c’è sempre qualcuno.

Per la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco

 

 

 

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