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Fonte,
Radio Vaticana, 3 aprile 2008
Ascolta il servizio di Amedeo
Lomonaco
La
misericordia è forza attiva e dinamica nella storia : così
il cardinale Ruini intervenendo al primo Congresso
mondiale sulla Divina Misericordia
“Solo
un’attitudine interiore umile ci permetterà di
essere dei veri servitori della misericordia di
Dio, servitori della gioia nel cuore degli
uomini”. E’ questo uno dei passaggi della
relazione dell’arcivescovo di Lione, cardinale
Philippe Barbarin, intervenuto stamani al primo
Congresso Apostolico mondiale sulla Divina
Misericordia, inaugurato ieri nella Basilica di
San Giovanni in Laterano. Successivamente, il
cardinale Camillo Ruini, vicario del Papa per la
diocesi di Roma, ha sottolineato come la Chiesa
esista per rendere testimonianza a Cristo e per
salvare gli uomini: solo la misericordia - ha
spiegato - mette in moto il cammino della
riconciliazione. Sul significato della
misericordia si è soffermato ieri anche il
cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo di
Vienna. Il servizio di Amedeo Lomonaco:
La misericordia è necessaria per far sì che
“ogni ingiustizia nel mondo trovi il suo termine
nello splendore della verità”. Da questo
fondamento etico e spirituale indicato da Giovanni
Paolo II nel suo ultimo viaggio in Polonia nel
2002, il cardinale Schönborn ricava il mandato
per tutta la Chiesa: quello di essere “testimoni
della misericordia”. Questo seme – osserva il
porporato – può però attecchire solo se
rinvigorito dalla “luce della verità”.
Chiamare per nome i peccati – afferma
l’arcivescovo di Vienna – significa
riconoscere fallimenti ed errori: tra questi, il
cardinale indica l’eutanasia, definita un
“omicidio nascosto sotto il mantello della
misericordia”. Il contrario della misericordia
è distacco da Dio, perdita della propria umanità.
Ma anche i cuori impietriti – sottolinea il
porporato - possono sciogliersi ed è possibile
sperimentare, come il buon ladrone a destra della
croce, l’Amore del Signore. Un Amore che porta
l’uomo alla salvezza, come spiega al microfono
di Giovanni Peduto, il
prefetto della Congregazione per il culto divino e
la disciplina dei sacramenti, il cardinale
Francis Arinze:
"E' l’amore di Dio che ci salva;
l’amore di Dio che scende alla nostra
piccolezza, alla nostra miseria. Dio, che non ha
abbandonato l’umanità dopo la caduta di Adamo
ma ha promesso il Redentore, nella pienezza dei
tempi, manda il suo unico Figlio che prende la
natura umana ... La Croce, il Venerdì Santo:
guardiamo chi c’è sulla Croce! E’ la Divina
Misericordia, manifestata in modo chiaro a tutti.
E poi, risorge il terzo giorno e dà a noi la
Chiesa, per continuare nella Chiesa a metterci in
contatto con l’amore misericordioso di Dio che
ci salva".
Il cardinale Arinze spiega poi come sia
possibile conciliare la dimensione della
misericordia con quella della giustizia:
"Dio è giusto e Dio è misericordioso:
è proprio nella sua giustizia che il Figlio suo dà
la vita e soffre tanto da recitare, sulla Croce,
quel salmo: 'Dio mio, Dio mio, perché mi hai
abbandonato?'. Lui, innocente, prende addosso la
punizione per i nostri peccati; lui soffre per
noi, fa giustizia a Dio perché lui essendo
Persona divina – la seconda Persona nella
Santissima Trinità – tutti i suoi atti hanno
valore infinito. Ma Lui, avendo preso anche la
natura umana, può soffrire come uomo anche se
come Dio non può soffrire. Prendendo la natura
umana, lui può soffrire e così giustizia è
fatta: giustizia al 100 per cento e misericordia
al 100 per cento. Non è un mistero che noi
avremmo potuto inventare: è la bontà di Dio che
non ha misura!"
Apostola della Divina Misericordia è Santa
Faustina Kowalska, attraverso cui il Signore
mostra un esempio di perfezione cristiana basata
sulla fiducia in Dio e sull’atteggiamento
misericordioso verso il prossimo. Ascoltiamo, al
microfono di Jonas Malinauskas,
il cardinale Audrys Juozas Bačkis,
arcivescovo di Vilnius, una delle città dove ha
vissuto Santa Faustina Kowalska:
“Arrivato a Vilnius ho scoperto la Divina
Misericordia. Mi ha accolto la Madre di Dio,
quando sono arrivato. E dopo la beatificazione di
Suor Faustina ho scoperto le tracce di tutta
quella storia legate all’inizio della diffusione
della Divina Misericordia proprio a Vilnius. Mi
sento in dovere, un dovere pastorale, di fare
qualcosa perché questa devozione e soprattutto la
comprensione del mistero della Divina Misericordia
siano sempre percepiti nella Chiesa”.
In Santa Faustina Kowalska – ricorda il
cardinale Schönborn nella sua relazione -
Giovanni Paolo II ha trovato una “fonte
inesauribile di speranza”, una risposta alle
indescrivibili proporzioni assunte dal male del 21.mo
secolo: gli orrori del nazionalsocialismo, le
incredibili sofferenze della popolazione polacca
durante l’occupazione nazista e il successivo
periodo comunista.
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