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Fonte,
Radio Vaticana, 13 agosto 2008
Ascolta l'intervista con il
direttore della Caritas Russia
Il
direttore della Caritas russa: è dramma per i
profughi
Si
è messa in moto la macchina della Caritas per
aiutare migliaia di profughi in fuga dall’area
devastata dal conflitto. Amedeo Lomonaco ha
raggiunto telefonicamente a Beslan, in Ossezia del
Nord - dove sono moltissime le persone giunte
dalle zone teatro di guerra - il direttore
della Caritas Russia, padre Alexander Pethsik:
R. – I profughi sono fuggiti dalle case,
tante volte senza documenti, tante volte soltanto
con gli abiti che indossavano, una giacca, il
pigiama ... Hanno la necessità di comprare
qualcosa non solo da mangiare, ma anche vestiti
...
D. – Oltre alle necessità di base, è
importante anche dare un sostegno morale, essere
vicini, essere presenti ...
R. – Io penso che il sostegno morale sia
quello che ha dato Papa Benedetto XVI durante
l’Angelus, pregando per i due Paesi, per le
vittime, per tutti coloro che vivono in questa
zona. Io penso che questo appoggio morale nella
preghiera, di vicinanza alle vittime, alla gente
che soffre è più importante: dimostra la
solidarietà, dimostra che tutti siamo figli di
Dio.
D. – Cosa vi dicono i profughi quando vi
incontrano? Vi ringraziano per il vostro impegno?
R. – Ho incontrato bambini, donne, anziani
... Gli anziani sono contenti di essere vivi ...
Nella loro voce si sente la preoccupazione.
‘Grazie, padre, che sei con noi, grazie, che sei
venuto’. Si percepisce l’inquietudine
soprattutto negli occhi dei bambini: sono
bellissimi come tutti i bambini del mondo, ma
portano una ferita interiore. Prima di concedere
un sorriso, si tengono distanti. Oggi ho
incontrato anche il primo ministro della
Repubblica dell’Ossezia del Nord: ha ringraziato
la Chiesa cattolica per l’aiuto, per il sostengo
morale, per le proposte concrete della Caritas.
D. – Lei adesso si trova a Beslan, nota
purtroppo per la strage della scuola ..
R. – Esattamente! Io mi trovo adesso vicino
al cimitero nel quale sono seppellite tante, tante
vittime: i bambini e anche alcuni dei genitori che
erano nella scuola ...
D. – Questa terra, purtroppo nota per la
strage nella scuola di Beslan, oggi diventa una
terra che accoglie i profughi…
R. – Esattamente: questo è molto, molto
significativo. E’ significativo come questa
terra di Beslan, che anche la Chiesa cattolica di
tutto il mondo ha aiutato tantissimo, adesso
diventi terra d’accoglienza ...
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