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Il
massimo studioso italiano di sociologia del lavoro
Domenico de Masi spiega il senso della
globalizzazione partendo dall'analisi delle sue
forme. Quella di cui si parla oggi - dice Domenico
De Masi - è solo l'esito più elaborato di una
perenne tendenza umana ad esplorare e poi
colonizzare tutto il territorio che si ritiene
esistente, fino a farne un unico villaggio, il
'villaggio globale'. I processi di ellenizzazione
e romanizzazione sono solo alcuni degli esempi più
emblematici della presenza della globalizzazione
nella storia. La traduzione pratica di questa
tendenza è avvenuta nelle varie forme connesse
alla creatività di un popolo, alla sua
intrapendenza e alla sua disponibilità di
tecnologie più o meno avanzate. |
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Domenico
De Masi |
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Una prima forma di globalizzazione
consiste nella progressiva scoperta del pianeta e
dell'universo per conoscerlo, cartografarlo e sfruttarne
le risorse. I grandi esploratori e le grandi esplorazioni
- Ulisse, Magellano, Colombo,
Gagarin, Armstrong, ecc. - hanno spostato man mano i
confini del mondo ed hanno modificato l'immaginario
collettivo, che ha identificato la terra prima con un
continente assolutamente piatto, poi con un globo immenso
e sconosciuto ed ora con un pianeta tra i pianeti.
Una seconda forma di globalizzazione
consiste nello scambio di merci entro un raggio sempre più
esteso, fino a comprendere l'intero mondo conosciuto. Marx
ed Engels ricordano nel 1848 con il Manifesto del partito
comunista che "la scoperta dell'America, la
circumnavigazione dell'Africa, il mercato delle Indie
orientali e della Cina, la colonizzazione dell'America,
gli scambi con le colonie, e l'aumento dei mezzi di
scambio e delle merci diedero al commercio, alla
navigazione e all'industria uno slancio fino allora mai
conosciuto". Esempio perverso di questa forma di
globalizzazione è stata per secoli la tratta degli
schiavi mentre un esempio nobile è costituito dallo
scambio di informazioni scientifiche tra i laboratori di
tutto il mondo.
Una terza forma di globalizzazione
consiste nel tentativo di assoggettare militarmente i
popoli limitrofi e poi i popoli sempre più lontani fino a
comprendere l'intero pianeta. L'impero persiano fondato da
Ciro II il Grande o l'invincibile armata di Carlo V, sulle
cui terre non tramontava mai il sole, forniscono due
esempi di questo tipo di globalizzazione, così come gli
eserciti di Carlo Magno quasi due millenni prima, poi
quelli di Napoleone ed Hitler e, da ultime le flotte
americane che solcano tutti gli oceani "non per
portare la guerra ma per mantenere la pace", come
disse enfaticamente John Fitzgerald Kennedy davanti al
muro di Berlino.
Una quarta forma di globalizzazione
consiste nell'inavadere tutti i mercati con le proprie
merci. I petrolieri americani, i tessitori olandesi, gli
stilisti italiani, la Ford, la Coca Cola, la Sony e la
Microsoft costituiscono solo alcuni esempi di questo tipo
di globalizzazione.
Una quinta forma di globalizzazione
consiste nell'espandere il raggio di azione e di influenza
dei propri capitali e della propria moneta. La rete
finanziaria dei banchieri fiorentini, il Commonwealth
britannico, i trattati di Bretton Woods, il dollaro come
moneta di riferimento e l'euro come moneta unificante sono
altrettanti esiti di ordine politico, economico derivati
da questo impulso.
Una sesta forma di globalizzazione
consiste nello spostare parte delle proprie strutture
produttive in regioni sempre più lontane, creando
multinazionali che scavalcano le frontiere e i poteri dei
singoli Stati.
Una settima forma di globalizzazione
consiste nell'invadere tutto il mondo conosciuto con le
proprie idee. La Chiesa con i suoi missionari,
l'illuminismo con la sua enciclopedia e l'America con i
propri modelli culturali costituiscono alcuni tra gli
esempi di questo tipo di globalizzazione.
Una ottava forma di globalizzazione
consiste nel creare organismi internazionali per regolare
super partes le politiche dei singoli paesi, i loro
commerci, i loro conflitti, le ricerche, la difesa
dell'ambiente, dell'arte, dell'infanzia, le polizie, i
servizi segreti, gli apparati economici, sindacali,
religiosi scolastici, militari.
La nona forma di globalizzazione
consiste nella predisposizione, da parte delle grandi
imprese, di apparati multinazionali con cui mitigare,
attraverso accordi e scambi internazionali, la pericolosa
fluidità della competizione globale.
Vi sono, infine, alcune novità che
sommandosi connotano un decimo tipo di globalizzazione:
quello che la maggioranza delle persone oggi intende
quando ascolta o pronuncia la parola globalizzazione.
In definitiva il fenomeno della globalizzazione presenta
le seguenti caratteristiche:
-
per
la prima volta un paese potentissimo - gli Usa -
governa su tutto il pianeta e si avvia a colonizzarne
altri;
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per
la prima volta le nove forme di globalizzazione
descritte prima sono tutte compresenti;
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per
la prima volta la strada dell'unificazione politica e
materiale è stata spianata da due guerre mondiali e
da quaranta anni di guerra fredda;
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per
la prima volta il trasferimento di merci e persone è
reso possibile dai moderni mezzi di trasporto e il
trasferimento di dati è reso ancora più veloci dalle
reti telematiche;
-
per
la prima volta l'umanità avverte simultaneamente le
medesime paure: della guerra nucleare,
dell'inquinamento atmosferico, dell'Aids, ecc.
Il consumo diventa rivelatore e
collettore di questa nuova, vistosa forma di
globalizzazione, che da una parte trasforma il globo in un
grande aeroporto, unificato negli odori, nei rumori, nei
riti dei suoi negozi; dall'altra la globalizzazione
alimenta una forte soggettività, che rifiuta la
massificazione, il consumismo e le mode per privilegiare
forme di vita sempre più discrete.