CRISTIANI
NEL MIRINO (13/06/2007) |
Ascolta
l'intervista con Fuad
Allam
E'
guerra tra Hamas e Fatah. Cristiani nel mirino in Medio
Oriente
Sempre
più incandescente la situazione nei Territori
Palestinesi: miliziani di Hamas hanno fatto esplodere una
forte carica in un tunnel sotto una base delle forze di
sicurezza fedeli al presidente Abu Mazen a Khan Yunis, nel
sud della Striscia di Gaza. Secondo alcune fonti ci
sarebebro più di dieci morti. Il braccio armato di Hamas
ha lanciato, poi, un nuovo ultimatum intimando ai
miliziani di Al Fatah di deporre le armi entro questa
sera. Nelle strade di Gaza, intanto, proseguono gli
scontri tra i miliziani dei due partiti. Il servizio di Amedeo
Lomonaco:
Nella Striscia di Gaza si continua dunque a combattere:
otto miliziani di Al Fatah sono rimasti uccisi, questa
mattina, durante scontri con militanti di Hamas. Il
bilancio dei combattimenti di questi ultimi giorni è di
almeno 55 morti. E’ inoltre caduto nel vuoto l’appello
ad una tregua lanciato ieri dal primo ministro, Ismail
Haniyeh, e molti uffici delle forze di sicurezza sono ora
sotto il controllo di miliziani del gruppo radicale. Il
presidente palestinese, Abu Mazen, ha avvertito che se le
violenze non cesseranno, la situazione arriverà
inevitabilmente al collasso. L'ONU e la Caritas hanno
lanciato un nuovo appello manifestando preoccupazione,
soprattutto, per i palestinesi che dipendono dagli aiuti
umanitari. Ma il quadro, anche sul piano politico, è
sempre più intricato. Fatah e Hamas hanno dato vita, lo
scorso mese di marzo, ad un governo di unità nazionale
con lo scopo di porre fine alle violenze nei Territori. Ma
le armi non hanno taciuto e le tregue, finora concordate
dalle parti, sono state regolarmente infrante. La frattura
tra i due partiti è alimentata da divergenze sulle misure
da applicare per riportare l'ordine. In particolare, il
controllo delle forze di sicurezza costituisce la
principale fonte di conflitto da quando Hamas, nel gennaio
del 2006, ha vinto le elezioni politiche. Per contrastare
il predominio di Al Fatah sulle forze di sicurezza
dell’Autorità Nazionale Palestinese, Hamas ha creato
una sua forza paramilitare ritenuta illegittima dal
presidente Abu Mazen. Ieri Al Fatah ha accusato inoltre
Hamas di preparare un colpo di Stato per far degenerare la
situazione fino alla guerra civile. Il gruppo radicale ha
minacciato di uscire dal governo. In questo scenario
segnato da scontri armati e da un duro confronto politico,
la popolazione civile continua a chiedere, infine,
immediati sforzi per la pace. Diverse centinaia di
palestinesi sono scesi in strada, questa mattina, nel
centro di Gaza per chiedere la fine delle violenze.
E nell'area mediorientale i cristiani continuano ad avere
vita difficile per la loro fede e spesso sono costretti
alla fuga. La situazione più grave è certamente quella
in Iraq. In molti altri Paesi islamici, i cristiani sono
vittime di vessazioni e discriminazioni. Per denunciare
questa situazione, il vicedirettore del quotidiano “Il
Corriere della Sera”, Magdi Allam, musulmano, ha
lanciato un appello rivolto alla società civile e ai
cattolici affinché aderiscano ad una manifestazione a
Roma il prossimo 30 giugno, in concomitanza con la festa
liturgica dei Protomartiri Romani. Ma quali sono state le
molle che hanno alimentato, negli ultimi anni, questa
campagna contro i cristiani? Amedeo Lomonaco lo ha
chiesto proprio a Magdi Allam:
R. - Il dilagare di un’ideologia dell’odio, della
violenza e della morte che gradualmente ha avvelenato il
cuore e le menti degli arabi e dei musulmani. Ed è in
questo contesto che i cristiani oggi sono il bersaglio
principale di estremisti e terroristi islamici e i fatti
indicano, in modo inequivocabile, che stiamo assistendo ad
una graduale scomparsa dei cristiani dal Medio Oriente.
D. – Come invertire questa tendenza e come bloccare,
se possibile, l’esodo dei cristiani?
R. – Dobbiamo promuovere una forte iniziativa a
livello internazionale che affermi la libertà religiosa
nei Paesi musulmani; è necessaria una forte mobilitazione
internazionale per contrastare l’estremismo e il
terrorismo islamico e far sì che la classe politica e
tutti coloro che hanno la responsabilità di tutelare il
bene e l’interesse della collettività, assumano delle
azioni coerenti con il loro mandato.
D. – E far capire anche ai governi dei Paesi arabi
che queste barbarie sono gravissime anche per le
popolazioni musulmane...
R. – Infatti la persecuzione dei cristiani è una
tragedia non solo per i cristiani ma anche per quei
musulmani che saranno costretti a sopravvivere in regimi
totalitari, all’insegna di ideologie della morte, della
violenza, dell’odio; sono i musulmani quelli che alla
fine pagheranno il prezzo più alto perché saranno quelli
che non avranno alternativa che soccombere all’arbitrio
di questi estremisti e di questi tiranni.
Per la Radio Vaticana, Amedeo
Lomonaco, 13 giugno 2007

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