RAPPORTO
SULLA CORRUZIONE NEL MONDO
(7/12/2007) |
Ascolta il
servizio di Amedeo Lomonaco
La
corruzione strangola le famiglie più povere: è quanto
emerge dal rapporto annuale della ONG Trasnsparency
International C’è
un fenomeno che continua a minare gli affari politici e le
relazioni sociali di decine di Paesi del mondo, ma a
pagare per primi le conseguenze di tangenti e
malversazioni sono i più poveri. Questa piaga è la
corruzione ed è largamente diffusa: secondo il rapporto
annuale della ONG Transparency International,
pubblicato ieri, una persona su 10 ha dovuto pagare una
tangente nel 2006. Metà della popolazione di 60 Paesi
pensa inoltre che i partiti politici, i parlamenti e il
sistema giudiziario siano corrotti. “Le famiglie
indigenti – sostiene lo studio – sono le più toccate
dalle richieste di tangenti” sia negli Stati ricchi, sia
nei Paesi in via di sviluppo. Dal rapporto emerge poi la
vastità dello spettro nascosto della corruzione, troppo
spesso considerata, a torto, come un’esclusiva delle
relazioni tra imprese e potere politico. In base ai dati
dello studio, è sempre l'Africa che guida, con il 42%,
l'indice di corruzione. Seguono Russia, Ucraina e Moldavia
con circa il 25%, quindi Asia-Pacifico con il 22%,
l'America Latina con il 18%, l’Europa Sud-Orientale con
il 12%, l’UE con il 6% e il Nord America con circa il
3%. I paesi, considerati più "cristalllini" del
mondo sono Finlandia, Islanda e Nuova Zelanda.
Nell’Unione Europea, il settore più colpito è quello
della sanità. Negli Stati Uniti, invece, è soprattutto
la giustizia al centro delle malversazioni. In Italia,
poi, l'indice di corruzione, espresso in un valore da 1 a
5, assegna ai partiti un valore di 4,2, ben al di sopra
della media europea di 3,7. Si nota comunque un regresso
della corruzione in tutti i settori considerati, rispetto
al 2004. In fondo alla classifica troviamo, quasi ovunque
nel mondo, i partiti politici ed il sistema legislativo. (A
cura di Amedeo Lomonaco)
Per la Radio Vaticana, Amedeo
Lomonaco, 7 dicembre 2007

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