ATTACCATE
TRE CHIESE COPTE AD ALESSANDRIA (15 APRILE 2006) |
Ascolta
l'intervista a Massimo Alberizzi
IN
EGITTO, ARRESTATE TRE PERSONE RESPONSABILI DEGLI ATTACCHI
DI IERI CONTRO TRE CHIESE COPTE DI ALESSANDRIA E COSTATE
LA VITA AD UN CRISTIANO
-
Intervista con Massimo Alberizzi -
In
Egitto sono state rafforzate le misure di sicurezza
all’indomani dei tre attacchi condotti in rapida
successione ad Alessandria da almeno tre uomini armati
contro tre chiese della minoranza cristiana copta.
L’episodio più grave è avvenuto nel quartiere di Hadra
dove è rimasta uccisa una persona, un fedele cristiano di
67 anni. La polizia ha arrestato due persone e
l’assassino, ritenuto dagli inquirenti uno squilibrato.
Ma gli assalti contro le chiese copte non sono solo il
risultato di gesti folli. Ne è convinto l’inviato del
Corriere della Sera, Massimo Alberizzi, intervistato da
Amedeo Lomonaco:
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R.
–
In Egitto c’è un clima di grande tensione. Da
anni, ci sono tensioni tra copti e musulmani. Si è data
la colpa ad uno squilibrato, ma in realtà probabilmente
questi squilibrati, come il giovane che in Turchia ha
ucciso don Santoro, sono il frutto di un clima esasperato.
Sono il risultato di tensioni non tanto religiose ma
economiche. In Egitto la minoranza copta è economicamente
rilevante. E questo può creare invidie. Si utilizzano
quindi differenze razziali e religiose per nascondere, in
realtà, i veri obiettivi di natura economica.
D.
– Quindi questi episodi sono frutto di tensioni
economiche, ma probabilmente anche di mutate condizioni
politiche: l’avanzata politica della formazione dei
Fratelli Musulmani può, ad esempio, ostacolare
in Egitto la libertà religiosa?
R.
– Non credo, perché i Fratelli Musulmani sono stati
sempre molto forti in Egitto. E’ vero che c’è
un’avanzata politica ma sono soprattutto le tensioni,
tra mondo musulmano e Occidente a creare questo clima. Per
esempio, la guerra in Iraq alimenta gravi tensioni.
L’acuirsi di queste tensioni ha favorito il diffondersi
di raggruppamenti islamici. In Egitto e nei Paesi dove
c’è una distribuzione della ricchezza molto
squilibrata, l’Islam offre una promessa di benessere, di
una vita migliore. E’ chiaro che le generazioni che non
hanno assolutamente nulla da perdere, che sono escluse
dalle leve economiche, trovano nell’Islam una “casa”
per poter sperare in un mondo migliore.
D.
– Qual è nello specifico la situazione della minoranza
cristiana-copta in Egitto?
R.
- I copti sono il 10 per cento della popolazione egiziana.
Sono quindi una minoranza abbastanza consistente. Sono
dunque introdotti nella società, non sono ai margini
della società. Sono presi di mira dai fanatici islamici,
ma io credo che siano vittime di attacchi perché
rappresentano qualcosa di economicamente importante. La
religione viene utilizzata e sfruttata quando si eccita il
pazzo dicendo: ‘attacca i cristiani perché sono diversi
da te, hanno un’altra religione, sono infedeli’. Anche
se il responsabile di questi episodi è stato uno
squilibrato, credo che questa follia nasca da una
situazione di propaganda non anticristiana, ma in generale
antioccidentale.
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Amedeo Lomonaco per la Radio Vaticana -
15/04/2006

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