Per
il
Social
Forum
di
Porto
Alegre,
giunto
al
terzo
appuntamento,
i
temi
trattati
sono
stati
quelli
legati
alla
globalizzazione.
Si
è
parlato
di:
sviluppo,
diritti,
mass-media,
politica
e
ordine
democratico.
Centomila
persone
hanno
partecipato
al
Forum
di
Porto
Alegre,
secondo
la
stima
fornita
dagli
organizzatori
del
grande
evento
antiglobalizzazione.
Dopo
i
brasiliani
il
Paese
che
ha
mandato
il
numero
più
alto
di
giornalisti
è
stata
l'Italia
(153)
seguita
dall'Argentina
(141).
Sono
stati
realizzati
quasi
1.300
tra
seminari,
dibattiti
e
conferenze.
Il
campeggio
internazionale
della
gioventù
ha
ospitato
25.000
persone,
gran
parte
delle
quali
brasiliani
e
degli
altri
Paesi
dell'America
Latina.
Il
costo
totale
dell'iniziativa
è
stata
di
3,4
milioni
di
dollari,
mentre
l'indotto
totale
si
aggira
intorno
ai
20
milioni
di
dollari.
A
Porto
Algre
è
intervenuto
il
presidente
brasiliano
Lula,
un
messaggero
delle
richieste
no-global,
ma
anche
uno
dei
"Grandi
della
Terra"
che
intende
conciliare
la
governabilità
con
lo
sviluppo
sostenibile.
"Tra
il
World
Economic
Forum
di
Davos
e
il
Forum
di
Porto
Alegre
c'è
un
parallelismo
alla
rovescia".
Lo
ha
sostenuto
il
linguista
e
pensatore
americano
Noam
Chomsky,
anche
quest'anno
una
delle
star
del
grande
evento
antiglobalizzazione.
"Rispetto
all'anno
scorso
-
ha
detto
Chomsky
-
a
Porto
Alegre
è
cresciuto
l'entusiasmo
e
la
fiducia.
Vedo
un
movimento
maturo
che
punta
a
cambiare
le
ingiustizie
del
mondo
moderno".
"Davos
invece
-
ha
continuato
il
linguista
americano
-
è
stato
dominato
da
un
clima
di
confusione
per
la
perdita
di
consenso
dei
leader
dei
principali
Paesi
occidentali".
"Il
mondo
intero
-
ha
concluso
Chomsky
-
sta
vivendo
un
momento
difficile.
Rabbrividisco
quando
vedo
l'ostinazione
di
Bush
e
del
suo
cane
da
guardia
Tony
Blair
nel
voler
iniziare
una
guerra
senza
avere
il
consenso
da
parte
della
popolazione
dei
loro
stessi
Paesi
e
degli
altri
tradizionali
alleati
occidentali".
Prima
di
pronunciare
la
sua
conferenza
sulle
"Forme
di
resistenza
all'Impero",
Chomsky
è
andato
a
visitare
una
fattoria
del
Movimento
dei
Senza
Terra
dove
è
stata
lanciata
una
campagna
internazionale
contro
gli
alimenti
transgenici
modificati.
Due
delegazioni
di
pacifisti
israeliani
e
palestinesi
hanno
letto
una
dichiarazione
congiunta
con
la
quale
hanno
chiesto
in
particolare
che
"Gerusalemme
sia
la
capitale
indipendente
di
due
Stati".
Davanti
a
circa
18
mila
militanti
ammassati
sulle
gradinate
dello
stadio
Gigantinho,
tre
israeliani
e
tre
palestinesi
hanno
affermato
che
"(noi)
pacifisti
israeliani
e
palestinesi
siamo
determinati
a
cercare
la
pace,
la
giustizia
e
la
sovranità
per
i
nostri
popoli
e
una
fine
all'occupazione
israeliana
dei
territori
occupati
nel
1967".
Nella
dichiarazione
fatta
nell'ultimo
giorno
dei
dibattiti
e
nell'ambito
di
un
dialogo
per
la
pace,
patrocinato
dall'Unesco,
hanno
poi
rivendicato
"la
creazione
di
uno
Stato
palestinese
indipendente,
a
fianco
di
Israele",
e
"Gerusalemme
città
aperta,
capitale
indipendente
per
i
due
Stati".
Hanno
inoltre
sollecitato
"una
soluzione
negoziata
ed
equa
per
i
profughi
palestinesi,
in
conformità
alla
risoluzione
194
dell'Onu".
I
pacifisti
hanno
poi
esortato
"la
comunità
internazionale
e
le
Nazioni
Unite
a
intervenire
con
urgenza
per
porre
fine
a
questa
situazione
tragica,
alla
violenza
delle
due
parti
e
per
la
ripresa
immediata
dei
negoziati
per
rendere
possibile
una
pace
giusta
e
durevole".
Dopo
aver
letto
il
testo,
le
due
delegazioni
si
sono
abbracciate
fra
gli
scroscianti
applausi
del
pubblico,
mentre
risuonava
la
canzone
"Imagine"
di
John
Lennon,
cantata
in
inglese,
ebraico
e
arabo.
In
una
sala
piena
di
bandiere
cubane,
brasiliane,
argentine
e,
naturalmente
venezuelane,
il
presidente
venezuelano
Chavez
ha
ripercorso
il
suo
impegno
contro
il
neoliberalismo
e
contro
l'opposizione
definita
"golpista"
nel
suo
Paese.
Fra
le
numerose
idee
di
un
Chavez
mostratosi
in
una
versione
"no
global"
vi
è
stata
anche
quella
dell'introduzione
di
una
tassa
sugli
investimenti
speculativi,
conosciuta
da
partecipanti
del
Forum
come
"Tobin
Tax".
"Non
so
dove
stiamo
andando,
vedo
soltanto
che
il
mondo
ha
preso
la
direzione
sbagliata".
Lo
ha
affermato
a
"La
Repubblica"
il
fotografo
Sebastiano
Salgado,
uno
dei
maggiori
protagonisti
del
Forum
sociale.
"Il
forum
sociale
-
ha
aggiunto
Salgado
-
è
un
luogo
magnifico
dove
si
mettono
a
raffronto
le
esperienze,
i
nuovi
saperi.
Sapete
come
si
chiama
questo
processo?
Partecipazione
politica
della
società,
ovvero
democrazia".
Jean
Ziegler,
relatore
speciale
dell'Onu
per
il
diritto
all'alimentazione,
ha
sferrato
al
Forum
sociale
di
Porto
Alegre
un
duro
attacco
contro
gli
Stati
Uniti,
il
Fondo
monetario
internazionale,
la
Banca
mondiale
l'Organizzazione
mondiale
del
commercio.
Un
gruppo
di
oligarchici,
ha
detto
l'ex
consigliere
socialista
svizzero
nel
corso
di
un
seminario
cui
hanno
partecipato
15.000
persone,
tratta
il
mondo
tirannico
ed
egoistico
e
distrugge
senza
batter
ciglio
l'intera
economia
mondiale.
Ziegler
ha
definito
il
presidente
americano
George
Bush
"il
Pinochet
della
Casa
Bianca",
che
viola
il
diritto
internazionale,
invia
truppe
nel
Golfo
e
difende
gli
atti
terroristici
israeliani
e
russi
commessi
rispettivamente
a
danno
dei
palestinesi
e
del
popolo
ceceno.
L'attore
di
colore
statunitense
Danny
Glover,
famoso
per
la
serie
"Arma
letale",
ha
accusato
durante
il
3°
Forum
mondiale
l'industria
cinematografica
statunitense
di
vivere
un
processo
di
integrazione
nel
sistema
di
globalizzazione.
"Non
c'è
dubbio
-
ha
detto
-
che
parte
di
Hollywood
è
immerso
in
questo
processo
che
potremmo
far
risalire
storicamente
nelle
Americhe
a
500
anni
fa,
con
la
negazione
della
partecipazione
degli
indios
e
delle
persone
di
colore".
"Il
cinema
-
ha
detto
il
regista
italiano
Citto
Maselli
-
è
un
mezzo
di
comunicazione
che
può
contribuire
alla
liberazione
e
alla
resistenza
contro
la
globalizzazione
neoliberista".
Intervenendo
in
una
conferenza
sul
tema
"Cinema
e
politica:
contro
l'omogeneizzazione
dell'immaginario",
il
regista
italiano
si
è
detto
convinto
che
il
cinema
trasformato
in
industria
"restringe
il
pensiero
e
la
capacità
di
elaborazione"
Circa
20.000
persone
si
sono
riunite
nel
centro
di
Porto
Alegre
per
partecipare
alla
marcia
"contro
l'Alca
e
per
la
pace"
che
ha
chiuso
di
fatto
il
3°
Forum
sociale
mondiale.
I
manifestanti,
che
hanno
gridato
contro
l'Alca
(l'Area
di
libero
commercio
delle
Americhe),
si
sono
diretti
verso
il
largo
Epatur
dove
un
breve
discorso
ha
concluso
la
manifestazione.
Il
tema
dell'Alca,
che
dovrebbe
entrare
in
vigore
nel
2005,
ha
concentrato
l'attenzione
di
molti
seminari
del
Forum.
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