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CONTRO VERTICE DI PORTO ALEGRE (23/01 - 28/12/2003)

Per il Social Forum di Porto Alegre, giunto al terzo appuntamento, i temi trattati sono stati quelli legati alla globalizzazione. Si è parlato di: sviluppo, diritti, mass-media, politica e ordine democratico. Centomila persone hanno partecipato al Forum di Porto Alegre, secondo la stima fornita dagli organizzatori del grande evento antiglobalizzazione. Dopo i brasiliani il Paese che ha mandato il numero più alto di giornalisti è stata l'Italia (153) seguita dall'Argentina (141). Sono stati realizzati quasi 1.300 tra seminari, dibattiti e conferenze. Il campeggio internazionale della gioventù ha ospitato 25.000 persone, gran parte delle quali brasiliani e degli altri Paesi dell'America Latina. Il costo totale dell'iniziativa è stata di 3,4 milioni di dollari, mentre l'indotto totale si aggira intorno ai 20 milioni di dollari. A Porto Algre è intervenuto il presidente brasiliano Lula, un messaggero delle richieste no-global, ma anche uno dei "Grandi della Terra" che intende conciliare la governabilità con lo sviluppo sostenibile.

 "Tra il World Economic Forum di Davos e il Forum di Porto Alegre c'è un parallelismo alla rovescia". Lo ha sostenuto il linguista e pensatore americano Noam Chomsky, anche quest'anno una delle star del grande evento antiglobalizzazione. "Rispetto all'anno scorso - ha detto Chomsky - a Porto Alegre è cresciuto l'entusiasmo e la fiducia. Vedo un movimento maturo che punta a cambiare le ingiustizie del mondo moderno". "Davos invece - ha continuato il linguista americano -  è stato dominato da un clima di confusione per la perdita di consenso dei leader dei principali Paesi occidentali". "Il mondo intero - ha concluso Chomsky - sta vivendo un momento difficile. Rabbrividisco quando vedo l'ostinazione di Bush e del suo cane da guardia Tony Blair nel voler iniziare una guerra senza avere il consenso da parte della popolazione dei loro stessi Paesi e degli altri tradizionali alleati occidentali". Prima di pronunciare la sua conferenza sulle "Forme di resistenza all'Impero", Chomsky è andato a visitare una fattoria del Movimento dei Senza Terra dove è stata lanciata una campagna internazionale contro gli alimenti transgenici modificati.

Due delegazioni di pacifisti israeliani e palestinesi hanno letto una dichiarazione congiunta con la quale hanno chiesto in particolare che "Gerusalemme sia la capitale indipendente di due Stati". Davanti a circa 18 mila militanti ammassati sulle gradinate dello stadio Gigantinho, tre israeliani e tre palestinesi hanno affermato che "(noi) pacifisti israeliani e palestinesi siamo determinati a cercare la pace, la giustizia e la sovranità per i nostri popoli e una fine all'occupazione israeliana dei territori occupati nel 1967". Nella dichiarazione fatta nell'ultimo giorno dei dibattiti e nell'ambito di un dialogo per la pace, patrocinato dall'Unesco, hanno poi rivendicato "la creazione di uno Stato palestinese indipendente, a fianco di Israele", e "Gerusalemme città aperta, capitale indipendente per i due Stati". Hanno inoltre sollecitato "una soluzione negoziata ed equa per i profughi palestinesi, in conformità alla risoluzione 194 dell'Onu". I pacifisti hanno poi esortato "la comunità internazionale e le Nazioni Unite a intervenire con urgenza per porre fine a questa situazione tragica, alla violenza delle due parti e per la ripresa immediata dei negoziati per rendere possibile una pace giusta e durevole". Dopo aver letto il testo, le due delegazioni si sono abbracciate fra gli scroscianti applausi del pubblico, mentre risuonava la canzone "Imagine" di John Lennon, cantata in inglese, ebraico e arabo.

In una sala piena di bandiere cubane, brasiliane, argentine e, naturalmente venezuelane, il presidente venezuelano Chavez ha ripercorso il suo impegno contro il neoliberalismo e contro l'opposizione definita "golpista" nel suo Paese. Fra le numerose idee di un Chavez mostratosi in una versione "no global" vi è stata anche quella dell'introduzione di una tassa sugli investimenti speculativi, conosciuta da partecipanti del Forum come "Tobin Tax".

"Non so dove stiamo andando, vedo soltanto che il mondo ha preso la direzione sbagliata". Lo ha affermato a "La Repubblica" il fotografo Sebastiano Salgado, uno dei maggiori protagonisti del Forum sociale. "Il forum sociale - ha aggiunto Salgado - è un luogo magnifico dove si mettono a raffronto le esperienze, i nuovi saperi. Sapete come si chiama questo processo? Partecipazione politica della società, ovvero democrazia".

Jean Ziegler, relatore speciale dell'Onu per il diritto all'alimentazione, ha sferrato al Forum sociale di Porto Alegre un duro attacco contro gli Stati Uniti, il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale l'Organizzazione mondiale del commercio. Un gruppo di oligarchici, ha detto l'ex consigliere socialista svizzero nel corso di un seminario cui hanno partecipato 15.000 persone, tratta il mondo tirannico ed egoistico e distrugge senza batter ciglio l'intera economia mondiale. Ziegler ha definito il presidente americano George Bush "il Pinochet della Casa Bianca", che viola il diritto internazionale, invia truppe nel Golfo e difende gli atti terroristici israeliani e russi commessi rispettivamente a danno dei palestinesi e del popolo ceceno.

L'attore di colore statunitense Danny Glover, famoso per la serie "Arma letale", ha accusato durante il 3° Forum mondiale l'industria cinematografica statunitense di vivere un processo di integrazione nel sistema di globalizzazione. "Non c'è dubbio - ha detto - che parte di Hollywood è immerso in questo processo che potremmo far risalire storicamente nelle Americhe a 500 anni fa, con la negazione della partecipazione degli indios e delle persone di colore". "Il cinema - ha detto il regista italiano Citto Maselli - è un mezzo di comunicazione che può contribuire alla liberazione e alla resistenza contro la globalizzazione neoliberista". Intervenendo in una conferenza sul tema "Cinema e politica: contro l'omogeneizzazione dell'immaginario", il regista italiano si è detto convinto che il cinema trasformato in industria "restringe il pensiero e la capacità di elaborazione"

Circa 20.000 persone si sono riunite nel centro di Porto Alegre per partecipare alla marcia "contro l'Alca e per la pace" che ha chiuso di fatto il 3° Forum sociale mondiale. I manifestanti, che hanno gridato contro l'Alca (l'Area di libero commercio delle Americhe), si sono diretti verso il largo Epatur dove un breve discorso ha concluso la manifestazione. Il tema dell'Alca, che dovrebbe entrare in vigore nel 2005, ha concentrato l'attenzione di molti seminari del Forum.

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