martedì,
20 gennaio 2004
Nel 1997
l'Alleanza delle Forze Democratiche per la Liberazione (ADFL)
guidata da Kabila ha conquistato Kinshasa e rovesciato la
trentennale dittatura di Mobutu. Ma nel 1998, ribelli
Tutsi, organizzati in gruppi armati come il Raggruppamento
Congolese per la Democrazia (RCD), fiancheggiato dai
soldati ruandesi, e il Movimento di Liberazione del Congo
(MLC), appoggiato invece dalle forze armate ugandesi,
hanno iniziato una dura lotta contro le fazioni fedeli al
presidente Kabila, spalleggiato a sua volta dagli eserciti
di Angola, Namibia e Zimbabwe.
Una "Guerra Mondiale Africana", come è stata
definita, che vede combattersi sul territorio congolese
gli eserciti regolari di ben sei Paesi per una ragione
molto semplice: il controllo dei ricchi giacimenti di
diamanti, oro e coltan del Congo orientale
Il Congo si è così ritrovato diviso in una parte
orientale controllata dai ribelli e una occidentale ancora
in mano alle truppe di Kabila.
Almeno 350mila le vittime dirette di questo conflitto, 2
milioni e mezzo contando anche i morti per carestie e
malattie causate dal conflitto.
Il
processo di pace è stato avviato nel luglio del 1999 con
la firma dell'accordo internazionale di Lusaka, ma sul
campo i combattimenti non sono mai cessati. nemmeno dopo
che le nazioni coinvolte nel conflitto hanno iniziato a
ritirare i propri eserciti regolari nel febbraio 2001 e i
caschi blu del contingente MONUC (Missione ONU in Congo)
sono arrivati per sorvegliare la tregua.
A combattersi ora sono, da una parte, una mutevole schiera
di gruppi ribelli tutsi appoggiati dagli eserciti di
Ruanda e Uganda (MLC e RCD), e dall'altra le milizie
tribali che prima combattevano in appoggio alle truppe
governative congolesi, guerrieri come i Mai Mai, i Donos e
i Kamajors (federati nelle FDD: Forze per la Difesa della
Democrazia) e i miliziani hutu Interahamwe ruandesi,
rifugiatisi nelle foreste del Congo orientale nel 1994
dopo aver compiuto il tremendo genocidio di oltre mezzo
milione (forse 800mila) di tutsi ruandesi..
Cambiamenti di fronte e di alleanze sono la costante: star
dietro al continuo nascere e morire di nuove sigle di
gruppi combattenti è davvero un'impresa.
Soprattutto dalla parte dei ribelli tutsi filo-ruandesi/ugandesi,
che ultimamente si combattono anche tra di loro. La
contrapposizione più forte è ora tra l'MLC (Movimento di
Liberazione del Congo) di Jean Pierre Bemba e l'RCD-K
(Raggruppamento Congolese per la Democrazia-Kisangani) di
Mbusa Nyamwisi, precedentemente alleati nell'FLC (Fronte
di Liberazione del Congo). Alleato di Jean Pierre Bemba è
attualmente Roger Lumbala e il suo RCD-N (Raggruppamento
Congolese per la Democrazia-Nazionale).
Sterttamente collegato alla ribellione congolese è il
conflitto etnico tra gli Hema e i Lendu, che si combattono
(con migliaia i vittime) dal giugno del 1999 nella regione
dell'Ituri, nel nord-est del Paese, territorio affidato al
controllo dell'esercito ugandese. Il Congo accusa
quest'ultimo di fomentare tali scontri etnici al fine di
giustificare la propria permanenza nella regione e di
continuare a sfruttare l'economia locale acquistando
concessioni per l'estrazione dell'oro e per la raccolta
del legno pregiato.
Fonte:
www.warnews.it
