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CONFERENZA INTERNAZIONALE SU AIDS (2/08/2008)

 

Ascolta il servizio di Amedeo Lomonaco 

Radio Vaticana, 2 agosto 2008

Domani a Città del Messico la 17.ma Conferenza internazionale sull'AIDS

Si apre domani a Città del Messico la 17.ma Conferenza internazionale sull’AIDS. Le prossime sfide – ha detto il direttore dell'Istituto statunitense per la ricerca sulle malattie infettive, Anthony Fauci, sono tre: assicurare farmaci a tutti, rendere i sistemi sanitari dei Paesi in via di sviluppo in grado di promuovere programmi efficaci di prevenzione e mettere a punto il vaccino. Tra quanti sono impegnati nell’assistenza ai malati di AIDS, la Chiesa cattolica si conferma in prima linea. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

Nella lotta contro l’AIDS la Chiesa è una fonte di speranza alla quale possono attingere malati di tutto il mondo. La rete è capillare: sono cattoliche il 27% delle istituzioni impegnate a contrastare questo flagello. La missione della Chiesa è di informare e fornire assistenza promuovendo valori con i quali far leva per arginare la diffusione dell’AIDS. Tra le vie indicate, la Chiesa esorta alla fedeltà reciproca ed invita a non stigmatizzare chi è stato colpito dal virus dell’HIV. Strumenti di contrasto sono poi l’organizzazione e la predisposizione dell’assistenza sanitaria: vengono forniti terapie e medicinali, servizi sociali, sostegno psicologico.
 
La sfida alla quale la Chiesa ed anche governi ed organizzazioni non governative sono chiamati è ardua e lo scenario a livello mondiale resta drammatico. Dopo 27 anni, l’epidemia dell’AIDS sembra essersi stabilizzata, anche se le persone infette continuano ad aumentare. Nel 2007 sono stati 33 milioni coloro che hanno convissuto con l’HIV. Ci sono, comunque, anche dati confortanti: per il secondo anno consecutivo è sceso il tasso di mortalità dei malati. Nel 2007 sono stati quasi 200 mila in meno rispetto al 2005. La diffusione dell’AIDS, secondo dati dell’ONU, è preoccupante in Paesi come Cina, Indonesia, Kenya, Russia e Vietnam. Lo scorso anno sono stati spesi circa 10 miliardi di dollari per la lotta all’AIDS. Solo per mantenere l’attuale livello di accesso ai farmaci che rallentano l’infezione, ci sarà bisogno di un aumento dei fondi del 50% da oggi al 2010.
 
La Conferenza internazionale sull’AIDS, che si aprirà domani a Città del Messico, si prospetta come una ulteriore occasione per analisi e proposte: saranno cinque giorni dedicati alle strategie da mettere in campo per assicurare l’accesso alle cure e sostenere le persone affette da HIV. L’auspicio è che si possa raggiungere l’Obiettivo del millennio, sancito dalle Nazioni Unite, di estendere a tutti i servizi sanitari e di arrestare la diffusione dell’AIDS.

Ascolta l'intervista con mons. Robert Vitillo 

Radio Vaticana, 3 agosto 2008

Garantire cure a tutti i malati di AIDS: è l'obiettivo al centro di analisi, studi e proposte della Conferenza internazionale sull'AIDS, che si apre oggi a Città del Messico

Ogni giorno nel mondo 6.500 persone si infettano con l’HIV. Nel 2007 sono stati circa 33 milioni i sieropositivi e i malati di AIDS. Di fronte a questa piaga, le finalità che la comunità internazionale si è posta sono quelli di garantire cure a tutti e di arrestare la diffusione dell’epidemia. Proprio sull’analisi di questi obiettivi è incentrata la 17.ma Conferenza internazionale sull’AIDS, che si apre oggi a Città del Messico. All’incontro partecipano, oltre ad esperti e studiosi, anche delegazioni cattoliche. Ascoltiamo al microfono di Amedeo Lomonaco, mons. Robert Vitillo, consigliere speciale per l’AIDS presso la Caritas Internationalis, raggiunto telefonicamente a Città del Messico:
 
R. – Come Caritas Internationalis abbiamo una grande delegazione che partecipa a questa Conferenza. Ci sono soprattutto persone che fanno parte delle Caritas di Paesi dell’America Latina. Per noi è un’opportunità per imparare di più, per avere accesso ai dati medici, scientifici e sociali. E' un'occasione per accedere agli studi compiuti in materia. La malattia dell’AIDS è ancora un problema molto grave nel mondo. Abbiamo fatto progressi nel fornire medicinali antiretrovirali a molte persone: quasi il 30 per cento delle persone che hanno bisogno di medicinali ora li ricevono. C’’è però ancora molto da fare. Dobbiamo sensibilizzare ed educare la gente.
 
D. – Quindi un’arma importante è anche quella dell’informazione: si devono trasmettere i valori su cui poi poter far leva per prevenire questo flagello ...
 
R. – Non basta solamente dare informazioni, bisogna formare la gente: è necessario trasmettere i valori del rispetto del proprio corpo e del corpo altrui.
 
D. – La Chiesa è impegnata in prima linea nel formare ma anche nell’assistere. E’ un impegno che non sempre viene doverosamente riconosciuto…
 
R. – La Chiesa è sempre accanto alle persone malate di AIDS: i nostri ospedali, i nostri servizi sociali hanno sempre accompagnato queste persone. Adesso si deve fare di più, perché l’impatto dell’AIDS è molto forte non solo a livello della salute, ma anche a livello delle strutture sociali.
 
D. – Ci sono proposte concrete che avanzerete durante i lavori della Conferenza?
 
R. – Abbiamo promosso una campagna d’informazione per quanto riguarda i problemi particolari che hanno i bambini malati di AIDS: dobbiamo trovare i mezzi per fornire medicinali adatti ai bambini. Si devono trovare i dosaggi adeguati da somministrare ai bambini.

 

 

 

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