CONFERITA LA CITTADINANZA ROMANA A CIAMPI (27/09/2005) |
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CONFERITA AL PRESIDENTE ITALIANO CIAMPI LA CITTADINANZA ONORARIA DI
ROMA. AL TERMINE DELLA CERIMONIA, CIAMPI HA RICORDATO LE FRASI IN DIALETTO ROMANESCO PRONUNCIATE DA GIOVANNI PAOLO II NEL 2004 NELL’INCONTRO CON IL CLERO ROMANO
- A cura di Amedeo Lomonaco -
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ROMA. = “Damose da fa'! Volemose bene! Semo romani”. Così il presidente italiano, Carlo Azeglio
Ciampi, è intervenuto al termine della cerimonia in Campidoglio dove ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Roma. Avevo pensato ad una conclusione aulica, tipo civis romanus sum – ha spiegato Ciampi con voce commossa – ma poi ho ricordato le parole pronunciate il 26 febbraio del 2004 da Papa Giovanni Paolo II nell’incontro con i parroci e con il clero di Roma. In quell’occasione, Giovanni Paolo II pronunciò queste frasi in dialetto romanesco rispondendo ad un invito di un parroco romano durante il tradizionale incontro di inizio
Quaresima. Poco prima, il sindaco di Roma, Walter Weltroni, gli aveva consegnato la pergamena che riporta la seguente motivazione: viene riconosciuta la cittadinanza ad honorem per il costante, “prestigioso contributo offerto, nell’esercizio delle sue altissime funzioni, alla vita della città nel suo ruolo di capitale della Repubblica, simbolo della storia e dell’unità d’Italia”. Il presidente Ciampi ha sottolineato con forza proprio l’importanza di Roma e del suo ruolo di capitale dell’Italia unita. “Essere nati e vivere in Italia ha detto - è un dono; a Roma, è un privilegio”. Durante la cerimonia, il sindaco Veltroni ha ripercorso la vita del
presidente italiano dall’impegno nella resistenza al suo lavoro alla Banca d’Italia fino al suo ruolo di Capo di Stato.
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Per la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco, 27 settembre 2005

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