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CHI
E'
OSAMA
BIN
LADEN
(DI
MICHEL
CHOSSUDOVSKY) |
di
Michel
Chossudovsky,
Montreal, September 2001
Un guerriero contro
l'Unione sovietica allevato dalla Cia
Ritratto dell'uomo che George W. Bush vuole prendere "vivo
o morto".
Come la biografia del terrorista internazionale è intrecciata
alla storia della politica estera americana durante e dopo la
guerra fredda.
l'amministrazione Bush
ha concluso, senza fornire prove, che "Osama bin Laden e la
sua organizzazione al-Qaeda sono i principali sospettati".
Il direttore della Cia George Tenet ha affermato che bin Laden
ha la capacità di pianificare "attacchi multipli con poco
o nessun allarme".
Il segretario di stato Colin Powell ha definito gli attacchi
"un atto di guerra" e il presidente Bush ha confermato
in un discorso alla nazione trasmesso in tv che non avrebbe
"fatto distinzione tra i terroristi che hanno commesso
quegli atti e coloro che li ospitano".
L'ex direttore della Cia Woolsey ha puntato il dito contro
"la protezione da parte degli stati", dando per
scontata la complicità di uno o più governi stranieri. Secondo
le parole dell'ex consigliere per la sicurezza nazionale Eagleburger, "penso che dimostreremo che quando veniamo
attaccati in questo modo, la nostra forza e la nostra punizione
sono terribili".
Frattanto, parafrasando le dichiarazioni ufficiali, il mantra
dei media occidentali ha approvato il lancio di "azioni
punitive" dirette contro target civili in Medio Oriente.
William Saffire ha scritto sul New York Times: "dopo aver
ragionevolmente identificato le basi e i campi dei nostri
aggressori, dobbiamo polverizzarli - minimizzando ma accettando
il rischio di danni collaterali - e agire in modo scoperto o
occulto per destabilizzare gli stati che ospitano il
terrore".
Questo testo delinea la storia di Osama bin Laden e i
collegamenti esistenti tra la "Jihad" islamica e la
formulazione della politica estera Usa durante e dopo la guerra
fredda.
Sotto l'egida della
Cia
Principale sospettato
negli attacchi terroristici di New York e Washington, bollato dall'Fbi come "terrorista internazionale" per il suo
ruolo nei bombardamenti delle ambasciate statunitensi in
Africa, Saudi nato Osama bin Laden è stato reclutato durante
la guerra in Afghanistan "ironicamente sotto l'egida
della Cia, per combattere gli invasori sovietici".
Nel 1979 è stata lanciata "la più grande operazione
segreta nella storia della Cia" in risposta all'invasione
sovietica dell'Afghanistan a sostegno del governo
filo-comunista di Babrak Kamal:
"Con l'incoraggiamento attivo della Cia e della pakistana
Isi (Inter Services Intelligence), che volevano trasformare la
jihad afghana in una guerra globale mossa da tutti gli stati
musulmani contro l'Unione Sovietica, tra il 1982 e il 1992 si
sono uniti alla lotta dell'Afghanistan circa 35.000 musulmani
integralisti di 40 paesi islamici. Altre decine di migliaia di
loro sono venuti a studiare nei madrasah del Pakistan.
Alla fine, più di 100.000 musulmani integralisti stranieri
sono stati direttamente influenzati dalla jihad afghana".
La jihad islamica è stata sostenuta dagli Stati uniti e
dall'Arabia Saudita con una parte significativa del
finanziamento generato dal traffico del Golden Crescent:
"Nel marzo 1985, il presidente Reagan ha firmato la
direttiva 166 della Decisione sulla Sicurezza Nazionale,...
[che] autorizza[va] un aumento di aiuti militari segreti ai mujahideen, e chiariva che la guerra segreta afghana aveva un
nuovo obiettivo: sconfiggere le truppe sovietiche in
Afghanistan attraverso azioni occulte e incoraggiare il ritiro
sovietico.
La nuova assistenza segreta da parte degli Usa cominciò con
un aumento drammatico delle forniture di armi - una crescita
stabile fino a 65.000 tonnellate all'anno nel 1987, ... così
come un flusso interminabile di specialisti della Cia e del
Pentagono che si recarono nella sede segreta dell'Isi sulla
strada principale presso Rawalpindi, in Pakistan. Lì gli
specialisti della Cia incontravano i funzionari
dell'intelligence pakistana per aiutarli a progettare
operazioni per i ribelli afghani".
Usando l'intelligence militare pakistana (Isi), la Cia ha
giocato un ruolo chiave nell'addestramento dei mujahideen. A
sua volta, l'addestramento alla guerriglia sponsorizzato dalla
Cia è stato integrato con gli insegnamenti dell'Islam:
"I temi predominanti erano che l'Islam era una ideologia
socio-politica completa, che le truppe sovietiche atee stavano
violando il santo Islam, e che il popolo islamico
dell'Afghanistan doveva riaffermare la propria indipendenza
rovesciando il sinistroide regime sostenuto da Mosca".
Per conto dello Zio
Sam
L'Isi pakistano è
stato usato come intermediario. Il sostegno segreto della Cia
alla jihad avveniva indirettamente attraverso l'Isi.
La Cia cioè non faceva arrivare il suo supporto direttamente
ai mujahideen. In altre parole, affinché quelle operazioni
segrete avessero successo, Washington stava ben attenta a non
rivelare l'obiettivo ultimo della "jihad", che
consisteva nel distruggere l'Urss. "Noi non abbiamo
addestrato gli arabi" ha detto Milton Beardman, della Cia.
Tuttavia, secondo Abdel Monam Saidali, dell'Al-aram Center for
Strategic Studies del Cairo, bin Laden e gli "arabi
afghani" avevano ricevuto "tipi di addestramento
molto sofisticati, cosa che era stata loro consentita dalla
Cia".
Beardman ha confermato, a questo proposito, che Osama bin
Laden non era a conoscenza del ruolo che stava giocando per
conto di Washington. Secondo le parole di bin Laden (citate da Beardman): "Né io né i miei fratelli abbiamo visto
qualcosa che dimostrasse l'aiuto americano".
Motivati dal nazionalismo e dal fervore religioso, i guerrieri
islamici erano inconsapevoli di combattere l'esercito
sovietico per conto dello Zio Sam. Vi furono contatti ai
livelli più alti della gerarchia dell'intelligence, ma i
leader dei ribelli islamici sul campo non neebbero con
Washington o con la Cia.
Con l'appoggio della Cia e l'afflusso di massicci quantitativi
di aiuti militari Usa, l'Isi si era trasformata in una
"struttura parallela con un enorme potere su tutti gli
aspetti del governo". L'Isi aveva uno staff composto da ufficiali dell'esercito e
dell'intelligence, burocrati, agenti sotto copertura e
informatori ed era stimata in 150.000 persone.
Nel frattempo, le operazioni della Cia avevano anche
rafforzato il regime militare pakistano guidato dal generale
Zia Ul Haq: "Le relazioni tra la Cia e l'Isi erano andate
rinsaldandosi dopo l'estromissione da parte del [generale] Zia
di Bhutto e l'avvento del regime militare...
Durante quasi tutta la guerra in Afghanistan, il Pakistan è
stato più aggressivamente anti-sovietico persino degli stessi
Stati uniti. Nel 1980, poco dopo che l'esercito sovietico
aveva invaso l'Afghanistan, Zia spedì il capo dell'Isi a
destabilizzare gli stati sovietici dell'Asia centrale. La Cia
aderì a questo piano solo nell'ottobre 1984... la Cia era più
cauta dei pakistani.
Sia il Pakistan che gli Usa adottarono la linea dell'inganno
all'Afghanistan. La loro posizione pubblica era la
negoziazione di un accordo mentre, in privato, decidevano che
il miglior modo di procedere era l'escalation militare".
Il triangolo del
Golden Crescent
La storia del
traffico di droga nell'Asia centrale è intimamente collegata
alle operazioni coperte della Cia. Prima della guerra in
Afghanistan, la produzione di oppio in Afghanistan e Pakistan
era diretta a piccoli mercati regionali. Non vi era produzione
locale di eroina.
A questo proposito,
lo studio di Alfred McCoy conferma che entro due anni dal
furioso attacco dell'operazione della Cia in Afghanistan,
"la zona di confine Pakistan-Afghanistan divenne il
principale produttore di eroina al mondo, fornendo il 60%
della domanda Usa. In Pakistan, la popolazione
tossicodipendente passò da quasi zero nel 1979... a 1.200.000
persone nel 1985 - una crescita molto più rapida che in
qualunque altro paese":
"Ancora una volta, la Cia controllava questo traffico di
eroina. Mentre conquistavano territori all'interno
dell'Afghanistan, i guerriglieri mujahideen ordinavano ai
contadini di piantare oppio come tassa rivoluzionaria. Al di là
del confine, in Pakistan, i leader afghani e i gruppi locali
sotto la protezione dell'Intelligence pakistana gestivano
centinaia di laboratori di eroina. Durante questo decennio di
narcotraffico alla luce del giorno, l'americana Dea (Drug
Enforcement Agency) a Islamabad evitò di pretendere grosse
confische o arresti... I funzionari Usa avevano rifiutato di
indagare su accuse di traffico di eroina da parte dei suoi
alleati afghani "perché la politica sui narcotici Usa in
Afghanistan è subordinata alla guerra contro l'influenza
sovietica nell'area".
Nel 1995 l'ex direttore dell'operazione afghana della Cia,
Charles Cogan, ha ammesso che la Cia aveva effettivamente
sacrificato la guerra alla droga per combattere la guerra
fredda. "La nostra missione principale era arrecare il
maggior danno possibile ai sovietici. Non avevamo le risorse o
il tempo per dedicarci a un'indagine sul narcotraffico"...
"Non penso che dobbiamo scusarci per questo. Ogni
situazione ha la sua ricaduta... Sì, c'è stata una ricaduta
in termini di droga. Ma l'obiettivo principale è stato
realizzato. I sovietici hanno lasciato
l'Afghanistan".
Una chiave per le
operazioni militari e d'intelligence americane nei Balcani e nell'ex-Urss
Dopo l'89. Il fondamentalismo islamico diventa utile agli
interessi strategici di Washington nell'ex Unione sovietica
Finita la guerra
fredda, la regione dell'Asia centrale è strategica non solo per
le sue grandi riserve petrolifere. Essa produce anche tre quarti
dell'oppio mondiale, che rappresentano introiti di molti
miliardi di dollari per i cartelli d'affari, le istituzioni
finanziarie, le agenzie di spionaggio e il crimine organizzato.
Il ricavato annuale del traffico del Golden Crescent (tra 100 e
200 miliardi di dollari) costituisce circa un terzo del mercato
annuale mondiale dei narcotici, che le Nazioni unite stimano
dell'ordine di 500 miliardi di dollari.
Con la disintegrazione dell'Unione sovietica, nella produzione
dell'oppio si è verificata una nuova ondata. Potenti cartelli
d'affari nell'ex Unione sovietica alleati con il crimine
organizzato sono in competizione per il controllo strategico
sulle rotte dell'eroina.
L'estesa rete di intelligence militare dell'Isi non è stata
smantellata dopo la guerra fredda. La Cia ha continuato a
sostenere la jihad islamica fuori del Pakistan. Nuove iniziative
segrete sono state avviate in Asia centrale, nel Caucaso e nei Balcani. L'apparato militare e di intelligence del Pakistan
essenzialmente "è servito come catalizzatore per la
disintegrazione dell'Unione sovietica e l'emergere di sei nuove
repubbliche islamiche in Asia centrale".
Nel frattempo, i missionari islamici della setta Wahhabi
dell'Arabia saudita si erano stabiliti nelle repubbliche
islamiche e all'interno della federazione russa invadendo le
istituzioni dello Stato secolare. Nonostante la sua ideologia
anti-americana, il fondamentalismo islamico serviva largamente
gli interessi strategici di Washington nell'ex-Unione sovietica.
Successivamente al ritiro delle truppe sovietiche nel 1989, la
guerra civile in Afghanistan è continuata inesorabile. I
Taleban erano sostenuti dai Deobandi pakistani e dal loro
partito politico, lo Jamiat-ul-Ulema-e-Islam (Jui). Nel 1993, lo
Jui è entrato nella coalizione di governo della prima ministra
Benazzir Bhutto. Furono istituiti legami fra Jui, esercito e Isi.
Nel 1995, con la caduta del governo Hezb-I-Islami Hektmatyar a
Kabul, i Taleban hanno non solo installato un governo islamico
oltranzista, ma hanno anche "consegnato il controllo dei
campi di addestramento in Afghanistan a fazioni Jui...".
E lo Jui, con il sostegno dei movimenti sauditi Wahhabi, ha
giocato un ruolo chiave nel reclutare volontari che
combattessero nei Balcani e nell'ex Unione sovietica.
Il Jane Defense Weekly conferma a questo proposito che "la
metà degli uomini e dell'equipaggiamento dei Taleban proviene
dal Pakistan mediante l'Isi".
In effetti, sembrerebbe che dopo la ritirata dei sovietici
entrambe le fazioni della guerra civile afghana abbiano
continuato a ricevere sostegno occulto attraverso l'Isi
pakistano.
In altre parole, sostenuto dall'intelligence militare pakistana (Isi) che a sua volta è controllata dalla Cia, lo stato
islamico Talebano è stato largamente funzionale agli interessi
geopolitici americani. Il traffico del Golden Crescent è stato
anch'esso usato per finanziare ed equipaggiare l'Esercito
musulmano bosniaco (a partire dai primi anni '90) e l'esercito
di liberazione del Kosovo (Kla). Esistono prove che, negli
ultimi mesi, i mercenari mujahideen stanno combattendo nei
ranghi dei terroristi Kla-Nla in Macedonia.
Questo spiega perché Washington ha chiuso gli occhi sul regno
del terrore imposto dai Taleban, inclusi i plateali attacchi ai
diritti delle donne, la chiusura delle scuole per le bambine, i
licenziamenti femminili dagli impieghi pubblici e l'imposizione
delle "leggi punitive della Sharia".
Fra la Cia e l'Fbi
Dall'epoca della
guerra fredda, Washington ha appoggiato consapevolmente Osama
bin Laden, inserendolo allo stesso tempo nella lista dei
"most wanted" dell'Fbi come principale terrorista al
mondo.
Mentre i mujahideen sono occupati a combattere la guerra
dell'America nei Balcani e nell'ex Unione Sovietica, l'Fbi -
operando come una forza di polizia con base negli Usa - sta
combattendo una guerra interna contro il terrorismo, agendo
per alcuni aspetti indipendentemente dalla Cia che ha, dalla
guerra in Afghanistan in poi, sostenuto il terrorismo
internazionale attraverso le sue operazioni segrete.
Per una crudele ironia, mentre la jihad islamica - definita
dall'amministrazione Bush come una "minaccia
all'America" - viene criticata per gli attacchi
terroristici sul World Trade Centre e il Pentagono, queste
stesse organizzazioni islamiche costituiscono uno strumento
chiave delle operazioni americane militari-di intelligence nei
Balcani e nella ex Unione Sovietica.
Dopo gli attacchi terroristici a New York e Washington, la
verità deve prevalere per impedire che l'amministrazione Bush,
e i suoi partner della Nato, si imbarchino in una avventura
militare che minaccia il futuro dell'umanità.
Traduzione
di Marina Impallomeni
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