PREDICA
DI QUARESIMA DI PADRE CANTALAMESSA (7/03/2008) |
La
Parola di Dio, come "cammino di santificazione
personale", al centro della terza predica di
Quaresima di padre Raniero Cantalamessa
Ascolta il
servizio di Amedeo Lomonaco
Accogliere
la Parola di Dio, contemplarla e metterla in pratica
significa compiere un “cammino di santificazione
personale”. E’ quanto sottolinea padre Raniero
Cantalamessa, predicatore della Casa pontificia, nella
terza predica di Quaresima pronunciata stamani alla
presenza del Santo Padre nella cappella “Redemptoris
Mater” del Palazzo Apostolico. Il servizio di Amedeo
Lomonaco:
La Parola di Dio è “cammino di santificazione
personale”, “sostanza della nostra anima” e
strumento per un “intimo colloquio” con Dio. Per
completare questo cammino sono necessarie tre operazioni:
la Parola - osserva padre Cantalamessa, riprendendo la
lettera di San Giacomo - deve essere ascoltata, meditata e
messa in pratica. In questo percorso, si devono evitare il
rischio di una “lettura impersonale”, limitandosi solo
a studiare le Sacre Scritture, e quello di una
interpretazione alla lettera, “senza alcuna mediazione
ermeneutica”. Si tratta di due pericoli apparentemente
opposti - fa notare il predicatore della Casa pontificia -
che hanno in realtà in comune il fatto di trascurare lo
Spirito. La seconda tappa suggerita da San Giacomo
consiste nel “fissare lo sguardo” sulla Parola per
crescere in una duplice conoscenza, di sé e di Dio:
“L’anima che si guarda nello specchio della Parola
impara a conoscere ‘com’è’, impara a conoscere se
stessa, scopre la sua difformità dall’immagine di Dio e
dall’immagine di Cristo”.
Più che scrutare la Scrittura, si tratta quindi “di
lasciarsi scrutare dalla Scrittura”: la Parola di Dio -
aggiunge padre Cantalamessa - assicura una
“fondamentale” ed “infallibile” direzione
spirituale. La tappa successiva è quella di mettere in
pratica la Parola:
“Le Parole di Dio, sotto l’azione dello Spirito,
diventano espressione della vivente volontà di Dio per
me, in un dato momento… L’obbedienza alla Parola di
Dio è l’obbedienza che possiamo fare sempre”.
La
predica del religioso francescano si conclude con la
preghiera che Sant’Agostino eleva a Dio nelle sue
Confessioni: “Siano le tue Scritture le mie caste
delizie; che io non m’inganni su di esse, né inganni
gli altri con esse”.

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