STRAGE
DI CANA (30 LUGLIO 2006) |
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servizio di Amedeo Lomonaco
Per la Radio Vaticana, Amedeo
Lomonaco, 30 luglio 2006
NUOVA
STRAGE DI INNOCENTI IN LIBANO: UN RAID ISRAELIANO SUL
VILLAGGIO DI CANA PROVOCA LA MORTE DI 57 CIVILI, DI CUI
ALMENO 27 BAMBINI. ANNULLATO L’INCONTRO TRA IL
SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, RICE, E
IL PREMIER LIBANESE, SINIORA.
HAMAS
E HEZBOLLAH MINACCIANO RITORSIONI CONTRO ISRAELE.
Una
strage di innocenti, tra cui donne, bambini e anziani, ha
scosso il Libano: l’aviazione israeliana ha bombardato,
nella notte, il villaggio libanese di Cana
provocando la morte di 57 persone, tra cui almeno 27 sono
bambini. In un altro bombardamento sono morte altre sei
persone. Questa mattina, 8 soldati israeliani sono morti,
inoltre, durante scontri con guerriglieri Hezbollah, nel
sud del Paese dei cedri. In Israele, intanto, il
segretario di Stato americano, Condoleezza
Rice, ha lanciato un nuovo
appello per porre fine al conflitto. Il premier libanese, Fuad
Siniora, ha chiesto, nuovamente, una tregua immediata. Il
primo ministro israeliano, Ehud
Olmert, ha affermato, invece,
che lo Stato ebraico non intende sospendere le operazioni
militari e non ha alcuna fretta a proclamare il cessate-il-fuoco,
neanche dopo la strage di Cana,
definita “orripilante” dalla Commissione europea.
Sulla situazione in Medio Oriente, il servizio di Amedeo
Lomonaco:
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La
sequenza delle fasi del bombardamento israeliano, condotto
nella notte sul piccolo villaggio sciita di Cana,
è drammatica: dopo una serie di attacchi contro presunti
covi di guerriglieri Hezbollah, una bomba ha centrato un
palazzo abitato da almeno 100 persone, in gran parte
civili. L’edificio è crollato e decine di persone sono
improvvisamente state ricoperte dalle macerie. Ma alle
grida e alla disperazione dei sopravvissuti, i
soccorritori hanno potuto rispondere solo questa mattina,
dopo la fine dei bombardamenti notturni. Fonti locali
hanno riferito, poi, che gli attacchi sono ripresi durante
le operazioni di soccorso. Poco dopo, una televisione
libanese ha anche trasmesso angoscianti immagini del
villaggio e del palazzo bombardato mostrando corpi senza
vita di donne, bambini e anziani. Dopo questa tragedia, il
bilancio è sempre più pesante: secondo il ministro della
Salute di Beirut, le vittime libanesi dall’inizio
dell’offensiva israeliana, sono almeno 750.
Sul versante politico, intanto, il segretario di Stato
americano, Condoleezza Rice,
ha dichiarato che non si recherà a Beirut, dove era
previsto per oggi un incontro con il premier libanese, e
ha espresso “profondo dolore” per la strage di Cana.
La Rice, in questi giorni in
missione in Medio Oriente, ha precisato che rimarrà in
Israele per cercare di arrivare a un accordo che ponga
fine al conflitto. Il presidente libanese, il filo siriano
Emile Lahoud,
ha detto che una visita del segretario di Stato americano
in Libano, sarebbe stata “inopportuna”. E a Bruxelles,
l’Alto rappresentante della Politica estera e di
Sicurezza dell’UE, Javier Solana,
ha definito “ingiustificato” l’attacco. Nello Stato
ebraico e nel Paese dei cedri, si sono alternate, poi, le
motivazioni israeliane dell’attacco con le prese di
posizione libanesi. Secondo l’esercito israeliano, che
ha annunciato una nuova incursione di terra nel sud del
Libano, l’edificio colpito era stato utilizzato, nei
giorni scorsi, da combattenti Hezbollah per lanciare razzi
contro alcune località della Galilea. La radio militare
dello Stato ebraico ha anche aggiunto che nel palazzo si
erano rifugiati guerriglieri, denunciando che gli
Hezbollah “usano i civili come scudi umani”.
Il
premier israeliano, Ehud Olmert,
ha dichiarato, inoltre, che lo Stato ebraico “non ha
alcuna fretta” di proclamare un cessate-il-fuoco
in Libano, precisando che gli abitanti di Cana
erano stati avvertiti di lasciare la zona prima che i raid
avessero inizio. Olmert ha nache
detto di aver dato direttive per far arrivare gli aiuti
umanitari a Cana. Sull’altro
fronte, il premier libanese, Fuad
Siniora, ha chiesto una tregua immediata e una riunione di
emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Siniora
ha aggiunto che il Libano non parteciperà a nessun
negoziato se non ci sarà subito un cessate-il-fuoco.
Il movimento politico militare libanese degli Hezbollah e
quello palestinese di Hamas
hanno annunciato, inoltre, attacchi e rappresaglie in
Israele in risposta alla strage
di Cana. Il premier
palestinese di Hamas, Ismail
Haniyeh, ha detto che, dopo il
massacro nel villaggio sciita, Israele “non potrà più
raggiungere i propri obiettivi” in Libano. A Beirut sono
state organizzate, infine, dure manifestazioni di
protesta: centinaia di persone si sono radunate per
manifestare contro gli Stati Uniti ed Israele e sono
entrate nella sede locale delle Nazioni Unite, dove hanno
danneggiato diversi uffici.
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Per la Radio Vaticana, Amedeo
Lomonaco, 30 luglio 2006

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