RAPPORTO
DI ESPERTI SU CAMBIAMENTO CLIMATICO (2/02/2007) |
Ascolta
l'intervista con Giampiero Maracchi
LIVELLI
DEL MARE E DELLE TEMPERATURE SALIRANNO, I GHIACCI SI
SCIOGLIERANNO ED IL SURRISCALDAMENTO DURERÀ OLTRE UN
MILLENNIO: QUESTE LE PREVISIONI DEGLI ESPERTI DEL GRUPPO
INTERGOVERNATIVO SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO, RIUNITI
A PARIGI
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Intervista con Giampiero Maracchi
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Un
grave allarme climatico giunge da Parigi, dov’è stato
diffuso questa mattina il documento redatto dai 500
esperti del Gruppo intergovernativo sul cambiamento
climatico, costituito nel 1998 dalle Nazioni Unite. I
dati di sintesi emersi dal lavoro del gruppo di esperti
intergovernativo delle Nazioni Unite sono preoccupanti. La
temperatura del pianeta da oggi alla fine del secolo
potrebbe salire tra 1,8 e
4 gradi centigradi
, mentre il livello degli oceani potrebbe aumentare fino a
58 centimetri
, cancellando - di fatto - decine di migliaia di
chilometri di coste. Alla base di questa drammatica
previsione - gli scienziati non hanno dubbi - c’è
l'immissione dei gas serra nell’atmosfera; immissioni
causate dalle attività umane.
Dagli esperti del gruppo intergovernativo sul cambiamento
climatico, riuniti a Parigi, arriva dunque un inquietante
allarme. Ascoltiamo, al microfono di Amedeo Lomonaco, climatologo
e direttore dell’Istituto di Biometeorologia del CNR di
Firenze, Giampiero Maracchi:
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R.
- E’ il risultato di quello che è stato fatto negli
ultimi quattro anni. Il riscaldamento complessivo del
pianeta mette a rischio la macchina del clima, la sta cioè
modificando, causando quei fenomeni che vediamo già da 16
anni. I primi segnali si sono avuti negli anni Novanta e
in questi anni abbiamo già pagato molto per questi
fenomeni che sono tre volte più
intensi e più frequenti del passato.
D.
- Ma i conflitti tra uomo e ambiente sono inevitabili?
R.
- Secondo me no, ma questo richiederebbe una riflessione a
tutto tondo, centrato su due quesiti. Il primo quesito
fondamentale: partendo dall’inizio della scienza
sperimentale, da Galileo in poi, abbiamo ottenuto di
liberare l’uomo occidentale dalla fame, da una parte di
malattie, dalla fatica fisica. Abbiamo quindi ottenuto dei
benefici. Si potevano ottenere gli stessi benefici
attraverso una strada diversa? Il secondo quesito è
ancora più importante, poiché riguarda il futuro: ci
sono cinque miliardi e 200 milioni di persone che anelano
a questi stessi risultati, è possibile ottenerli con una
strada diversa? Questo rimette allora in discussione una
serie di temi fondamentali: è possibile un’economia che
non sia guidata dai temi del mercato e del profitto? E’
necessario discutere di questo, se vogliamo veramente
risolvere i problemi ambientali.
D.
– Dunque, i principali responsabili di questi attacchi
contro l’ambiente restano i modelli economici adottati
dall’uomo…
R.
– Io sono di origine liberale dal punto di vista
economico. Mi rendo conto però che così come è caduto
il Muro di Berlino dal punto di vista politico, sta ora
cadendo un altro muro: il pianeta con questo modello
economico non regge.
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Per la Radio Vaticana, Amedeo
Lomonaco, 2 febbraio 2007

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