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Fonte,
Radio Vaticana, 10 dicembre 2007
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Valorizzazione,
culto ed evangelizzazione: sono le priorità indicate dal
nuovo segretario della Pontificia Commissione per i Beni
Culturali della Chiesa, Francesco Buranelli
Nel
voltare pagina dopo 25 anni nei Musei Vaticani,
ringrazio Benedetto XVI per avermi concesso
“questa grande e inaspettata fiducia”. Con
queste parole si è presentato questa mattina, nel
Palazzo della Cancelleria, il nuovo segretario
della Pontificia Commissione per i Beni Culturali
della Chiesa, Francesco Buranelli, già direttore
dei Musei Vaticani. Con la sua nomina – ha poi
detto il presidente del Pontificio Consiglio della
Cultura, l’arcivescovo Gianfranco Ravasi – si
completa “un mosaico dalle tessere colorate
molto differenti, ma omogenee, che si inquadrano
all’interno di un unico disegno”.
All’incontro per la presentazione del neo
segretario, c’era per noi Amedeo Lomonaco:
Prosegue il servizio alla Santa Sede di
Francesco Buranelli con un nuovo incarico dal
respiro universale, perché concerne tutti i beni
culturali della Chiesa, in tutti i Continenti.
Pensando a questo ruolo, il nuovo segretario della
Pontificia Commissione per i Beni Culturali ha
tratto spunto dalle meditazioni di Papa Giovanni
XXIII. Ascoltiamo Francesco Buranelli:
“Il Beato Papa Giovanni XXIII confrontava la
Chiesa non a un museo da conservare bensì a un
giardino da coltivare. Io vengo da un’esperienza
museale ormai più che decennale, e queste frasi
mi sono rimbombate nelle orecchie, per dire: ecco
la chiave di volta. Sempre per conservazione,
valorizzazione, ma anche per una valenza in più:
quella del culto e quella
dell’evangelizzazione”.
Buranelli ha anche tracciato il bilancio,
definito molto positivo, di 25 anni di lavoro, tra
cui 11 come direttore generale, nei Musei
Vaticani. Quindi il nuovo segretario ha messo in
evidenza che i beni culturali della Chiesa
riguardano l’arte in tutte le sue manifestazioni
e sono raccolti in chiese, musei, biblioteche e
archivi ecclesiastici. Si tratta di un patrimonio
straordinario che richiede attività di tutela,
promozione e valorizzazione. Ancora Francesco
Buranelli:
“La migliore valorizzazione è riuscire a
cogliere il linguaggio del bene culturale, far
parlare il bene culturale, questo è il segreto.
Tutti hanno la loro storia, bisogna comprenderla e
bisogna trasmetterla alle nuove generazioni.
Sull’arte uno non ha contrapposizioni
ideologiche, di pensiero, di fede religiosa;
sull’arte veramente c’è una convergenza di
sentimenti, di emozioni, e questo è il punto di
contatto da valorizzare e non di separazione”.
L’arte e la cultura continuano dunque ad
essere al servizio della liturgia e della Chiesa.
E’ quanto sottolinea l’arcivescovo
Gianfranco Ravasi:
“Un grande pittore come Marc Chagall diceva
che per secoli la Bibbia è stata l’alfabeto
colorato della speranza, in cui i pittori hanno
intinto il loro pennello. Per questo motivo, noi
dobbiamo riconoscere che anche i beni culturali,
come loro origine e come loro fine, sono delle
vere e proprie testimonianze di fede. San Giovanni
Damasceno diceva: ‘Se viene uno a te, un pagano,
e ti chiede com’è la tua fede, tu portalo nella
Chiesa e mostragli le icone e i quadri sacri'.
Ecco, è un modo quasi per rendere le verità
della fede visibili, nella loro bellezza e non
soltanto nella loro verità".
La Commissione per i Beni Culturali della
Chiesa è stata creata da Giovanni Paolo II con la
Costituzione apostolica Pastor Bonus per
presiedere “alla tutela del patrimonio storico e
artistico della Chiesa”.
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