BLACKOUT
ELETTRICO NEGLI STATI UNITI (15/08/2003) |
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“Il
più grave blackout elettrico della storia degli Stati
Uniti che, la scorsa notte, ha interessato l’area
orientale del Paese ma anche gran parte del Canada, non è
stato causato da un atto di terrorismo”. Con questo
annuncio il presidente americano, George Bush, ha escluso
la matrice terroristica dietro l’interruzione di
corrente che ha paralizzato diverse città statunitensi
tra le quali New York, Detroit
e Pittsburgh. |
Il
capo della Casa Bianca, che ha disposto ogni assistenza
agli Stati colpiti, non ha comunque minimizzato
l’accaduto: “Si è trattato di un colossale problema
nazionale - ha dichiarato - che ha reso evidente la
necessità di ammodernare, nel Paese, le rete di
distribuzione dell’elettricità”. Anche
il sindaco di New York,
Michael Bloomberg, ha escluso, in una conferenza stampa,
l’ipotesi terrorismo: “Non
trasformate un incidente in una tragedia” ha
detto. Bloomberg ha anche affermato che il ripristino
della corrente elettrica è questione di ore, ed ha
assicurato che “le operazioni di
soccorso procedono con calma e ordine”.
Il
blackout, scattato alle 16.11 locali (le 22.11 italiane)
ha interrotto l’attività delle centrali nucleari
generando tra l’altro folle di cittadini che dagli
uffici si sono riversati nelle strade per tornare a casa e
bloccando diverse migliaia di persone nelle metropolitane.
Sono piombati nel buio gli Stati del Nord-Est fino
all’Ohio, al Michigan e il Sud del Canada. L’emergenza
ha avuto ripercussioni anche sul mercato
valutario: il dollaro è immediatamente crollato rispetto
all’euro, salvo poi risalire quando da più parti è
arrivata l’assicurazione che non si trattava di un
attentato.
Il
Governatore dello Stato di New York, George Pataki, ha
intanto dichiarato lo stato di emergenza e ha ammesso di
ignorare al momento le cause esatte all’origine
dell’interruzione di corrente. Si fanno diverse ipotesi
sulle cause del gigantesco blackout: quella di un fulmine,
abbattutosi sulla centrale
delle cascate del Niagara e
dai successivi
sovraccarichi di energia che avrebbero intasato e bloccato
la rete della East Coast americana interconnessa a
quella canadese, è stata smentita da un portavoce
dell’agenzia dell’Energia di New York, Jack Murphy.
Tra le ipotesi al vaglio dell’Fbi c’è anche quella di
un virus informatico che potrebbe aver infettato i
computer delle centrali elettriche e causato la catena che
ha provocato l’emergenza.
L’elettricità
sta gradualmente tornando nelle principali città del
Nord-Est del continente americano ed è stata ripristinata
anche in alcuni quartieri di Toronto, la principale città
canadese con quattro milioni di abitanti.
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Per
la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco (15/08/2003)

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