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Grande
tensione a Genova dove da martedì è in corso
"TeBio", la prima grande mostra -
convegno italiana sulle biotecnologie. Il tema
del rapporto tra i processi di globalizzazione e
l'ecologia interessa soprattutto i Paesi in via di
sviluppo perchè
in questi Paesi le multinazionali riescono a
realizzare politiche nocive per l'ambiente
offrendo posti di lavoro. |
Alla
manifestazione colorata e pacifica dei 10.000 (fonti degli
organizzatori) ambientalisti ed ecologisti che stamattina
hanno sfilato per le vie di Genova si è accodato un
gruppo di esponenti dei Centri Sociali che hanno preso di
mira, lungo la strada, un locale della Mc Donald's e
imbrattato e lanciato pietre contro le vetrine di alcuni
negozi.
I giovani
hanno poi tentato di entrare con la forza all'interno
della Fiera, ma sono stati bloccati dalla polizia. I
manifestanti dei centri sociali, al grido di
"assassini, assassini", protetti da caschi e da
elmetti da minatore, hanno tentato di sfondare il cordone
di poliziotti. Nella colluttazione ci sono stati spintoni
e manganellate: alcuni partecipanti hanno riportato
contusioni, ma non c'è stato nessun ferito.
Il corteo
di Mobiltebio, la sigla che riunisce oltre 400
associazioni che si oppongono alla diffusione senza
garanzie delle biotecnologie, era partito alle 10.30
dietro allo striscione con lo slogan "Quando il mondo
è in vendita, ribellarsi è naturale"; in prima
fila, insieme con i responsabili delle associazioni che
compongono il coordinamento, c'erano il segretario di
Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti, la presidente
dei Verdi Grazia Francescato ed il presidente del wwf
Fulco Pratesi.
Seguivano
la delegazione dei 36 comuni antitransgenici. Il corteo
era accompagnato da una sorta di 'Dna rotolante', composto
da due copertoni di ruote, attorno al quale hanno sfilato
le tute bianche degli uomini invisibili, e i militanti
delle associazioni riuniti nella rete Lilliput
(ambientalisti, ecologici, pacifisti ecc.), gli studenti,
i rappresentanti di Lav, wwf, Legambiente e Geenpeace.
In coda i due soli partiti che hanno aderito alla
manifestazione: Verdi e Rifondazione Comunista.
In fondo
si sono aggiunti nel corso della manifestazione i giovani
dei Centri sociali riuniti nella sigla 'Controtebio', che
hanno poi fatto salire la tensione di fronte alla fiera.
Gli incidenti hanno provocato anche la momentanea
sospensione dei lavori del convegno: studiosi,
ricercatori, osservatori e giornalisti sono rimasti chiusi
dentro i padiglioni del centro congressi e sono stati
invitati dalle forze dell'ordine a non uscire per il
timore di incidenti. In un'atmosfera di preoccupazione e
incredulità, i delegati hanno lasciato le sale delle
commissioni di lavoro sui diversi temi della rassegna che
operavano in parallelo ed hanno invaso i corridoi del
centro congressi.
Il
presidente dell'Ente Fiera Luisi Montarsolo ha poi fatto
interrompere per dieci minuti i valori di Tebio come segno
di apertura nei confronti della protesta dei manifestanti.
La tensione all'esterno della Fiera è quindi scemata e la
situazione è essere tornata abbastanza tranquilla
"Se
Santi e gli altri organizzatori avessero accolto subito le
nostre richieste - ha commentato Daniela Farina del centro
sociale milanese del Leoncavallo - ci saremmo risparmiati
un po' di manganellate. Noi non siamo qui per provocare,
siamo qui per parlare: meno industria e più società, non
mi sembra una eresia". Farina ha quindi annunciato al
megafono la sospensione (temporanea) dei lavori e ha
invitato i manifestanti a disperdersi.
A cura
della Cnn