BIN LADEN UN NEMICO VOLUTO (LAMBROSO) |
da
"Il
Manifesto" del 12 Settembre 2001
Un'intervista
allo storico Gabriel Kolko che ricorda come O-Bin-Laden sia, in
origine, una delle invenzioni della Cia.
"Il problema in
queste ore a Washington, probabilmente, sarà quello di
ristabilire la credibilità nel mondo intero della grande
Potenza americana. Staranno pianificando una rappresaglia con
missili Cruise contro Kabul, in Afganistan, contro O-Bin Laden,
anche come gesto simbolico. Ma sarà questa una operazione
fallimentare dal punto di vista militare, strategico, politico.
Le soluzioni vengono inventate sul momento, senza una
riflessione convincente. Non esistono più i comunisti da
sconfiggere al mondo; non esiste più il 'nemico'. Gli americani
se lo devono inventare. Sono rimasti soli, ma hanno ancora la
capacità di far esplodere le 'bombe'. Oltre tutto hanno creato
dei mostri; dei Frankenstein del fanatismo islamico che sono
stati addestrati; hanno appreso la lezione molto bene, sanno
manovrare a livello operativo, anche in situazioni complesse e
difficili e maneggiano bene le 'bombe'. La storia, quasi in una
nemesi, sta ritorcendosi contro l'America. Sono questi i limiti
della potenza americanaGrande, con un immenso arsenale militare
in cerca di 'un buon nemico'. Ma che non riesce a trovare. E la
situazione è destinata a peggiorare con maggiore instabilità e
credibilità per gli Stati uniti". E' questo il primo
commento dello storico Gabriele Kolko, nell'intervista a il
manifesto, mentre passano sullo schermo le immagini
apocalittiche del peggiore attacco terroristico sferrato
all'America, trasmesse in tutto il mondo dalla Cnn. Kolko è
autore di "I limiti della potenza americana dal 1945 ad
oggi" tradotto da Einaudi, e di "Anatomia di una
guerra in Vietnam", nonché di "Anatomia di una pace
in Vietnam" del 1998; e infine di "Un secolo di
guerre", pubblicato nel 1999 dalla "New Press".
E' Professor Emeritus alla York University di Toronto, in
Canada; nonché cofondatore della prestigiosa rivista marxista:
"The Monthly Review".
Quali le motivazioni
della conduzione della politica estera americana che hanno
portato a questo atto, terroristico e apocalittico?
E' questo il risultato
di una politica perseguita dagli Stati uniti da Reagan, George
Bush Senior, Clinton. Il contesto cambia, ma di poco. Gli
americani, in Afganistan, in Algeria, in Arabia saudita, Egitto
hanno negli ultimi dieci o quindici anni reclutato, addestrato e
finanziato le persone sbagliate: la Cia, in Afganistan, ha
condotto una operazione in funzione antisovietica, finanziando i
Mujahiddin con 6 milioni di dollari. Venne considerata dai
servizi segreti un vero successo. Mezze figure del fanatismo
islamico vennero incoraggiate e 'appaltate'. Sono questi oggi i
principali responsabili della stragrande maggioranza degli
assetti strutturali del fondamentalismo islamico. Sono tutti
veterani dell'operazione della Cia in Afganistan; provengono
dall'Algeria, dall'Arabia saudita, dall'Egitto, dalla Palestina;
sono tutti reduci, ben armati e addestrati. O-Bin-Laden è uno
dei tanti, il nome più noto. Dietro ai Talebani, in Afganistan
appoggiati dagli Usa stanno i Pakistani. Il Pakistan costituisce
un elemento dell'assetto geopolitico, molto importante, perché
appoggia i Talebani afgani e fa parte della coalizione dei paesi
dell'Est asiatico (Seato) fra gli alleati degli Stati uniti. Ne
risulta una spirale infernale da cui gli americani nonriescono a
uscire. Essi hanno lavorato con tutti i fanatici islamici in
varie parti del mondo. Li hanno mandati a combattere in
Afganistan ed in funzione antisovietica. Ma ora che il nemico
sovietico non c'è più, che fare? E' il quesito a cui in queste
ore gli strateghi attorno al tavolo della Casa Bianca non sanno
cosa rispondere...
La rete televisiva
Fox News, ora riporta che l'attacco al Pentagono viene
considerato dal Presidente Bush un atto di guerra, cui si
risponderà subito in difesa...
E' certo possibile che
Washington conduca una rappresaglia contro Kabul, in Afganistan.
Anzi, non ci sono dubbi che la rappresaglia militare con i
Cruise avverrà subito. E'un gesto anche simbolico, ma anche
questa volta gli Stati uniti verranno sconfitti, come avvenuto
in Vietnam.
Perché? Quali
possono essere i vantaggi di un attacco missilistico per la
credibilità degli Stati uniti rispetto al mondo?
Mi sono recato in
Afganistan e le assicuro che non è davvero un territorio nel
quale la potente e tecnologica macchina da guerra del Pentagono,
altamente sofisticata, possa prevalere. Non saranno certo
sufficienti missili Cruise per eliminare dalla faccia della
terra i 'mostri' creati proprio dagli Stati uniti. La storia
della conduzione della politica estera americana degli ultimi cinquant'anni ci ha dimostrato che l'impiego della forza bruta
militare, ha prodotto, come risultato, soltanto fallimenti, a
livello strategico e militare. Fallimento che si è verificato
anche quando gli Stati uniti sono stati costretti a confrontarsi
con superpotenze al loro stesso livello di armamento, come
l'Unione sovietica oppure la Cina. Di fatto, gli strateghi
americani, non riusciranno mai ad arrivare a chi comanda queste
schegge impazzite del fondamentalismo islamico. I missili sono
inutili
E'dunque un
fallimento della strategia a livello militare e geopolitico?
Voglio includere anche
uno dei più grandi fallimenti dei servizi segreti dell'America.
Tanto la Cia che il Nsa (National Security Agency) hanno
ignorato quanto era già stato annunciato da O-Bin-Laden, tre
settimane fa in un settimanale londinese. In un'intervista ha
ipotizzato un drammatico e spettacolare attacco contro
l'America. Perché i servizi non ne hanno tenuto conto,
lanciando un segnale di allarme? Quanto all'arsenale militare
americano, esso è strutturato per colpire centri urbani
mediante l'impiego di altissima tecnologia avanzata. Non è
questo il contesto ambientale dell'Afganistan. Tale contesto non
esiste in Afganistan né tantomeno in tutti i paesi del Terzo
Mondo presi di mira dal Pentagono: i cosiddetti stati-canaglia
come sono etichettati questi paesi. Dalla guerra del Vietnam in
poi, esiste una coazione a ripetere da parte del gigante
americano, quale che sia il contesto. Solo che non esistono più
comunisti da sconfiggere. Il nemico se lo devono inventare. Per
le soluzioni, applicano le stesse del passato. Sono questi i
limiti della grande Potenza americana.
La conduzione della
politica americana nel mondo è in continuità con la storia
degli ultimi cinquant'anni?
Molto peggiore nella
fase odierna, perché questo attacco costituisce una svolta
politica della storia del mondo. Di fatto è emerso il più
grosso fallimento dell'America, a livello di pianificazione
strategica: gli Stati uniti saranno sempre più costretti a
doversi confrontare con i Paesi del Terzo Mondo. E non sono
preparati. Il Pentagono ha - lo ribadisco - dai tempi del
Vietnam in poi una struttura altamente focalizzata per colpire
centri urbani, ma si trova dinanzi, sempre più frequentemente,
paesaggi con deserti e cammelli. Gli Usa sono grandi, potenti,
ma tutta la loro forza non sanno come impiegarla. Hanno bisogno
di un 'buon nemico', ma non riescono a trovarlo. O-Bin-Laden
stesso è un nemico inventato. Il problema dell'America oggi è
quello di sempre; una politica senza una coerenza, una
riflessione, un disegno politico. E' il problema che non sono
riusciti a risolvere in America latina, in Centro America. Ora
hanno di nuovo un problema con il nemico da trovare o piuttosto
da inventare. Il programma dello scudo spaziale, abbracciato da Bush, non è che rappresentazione di questo fatto.
PATRICIA LOMBROSO
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