FESTA
DEL BATTESIMO DEL SIGNORE (9/01/2005) |
NELL’ODIERNA
FESTA DEL BATTESIMO DEL SIGNORE, IL PAPA OGGI
ALL’ANGELUS IN PIAZZA
SAN PIETRO HA
SOTTOLINEATO L’IMPORTANZA PER LA NUOVA EVANGELIZZAZIONE
DELLA RISCOPERTA DEL BATTESIMO DA PARTE DEI
CRISTIANI ATTRAVERSO
ITINERARI DI CATECHESI IN ETÀ ADULTA.
IL PAPA BENEDICE TUTTI I BAMBINI BATTEZZATI NEL
CORSO DI QUEST’ANNO
-
Il servizio di Sergio Centofanti -
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Numerosi
pellegrini e tanto sole oggi in una Piazza San Pietro,
ancora immersa nel suggestivo scenario creato dal presepe
e dal maestoso albero di Natale giunto dal Trentino.
Oggi
la Chiesa celebra il Battesimo del Signore, festa che
chiude il tempo natalizio. Si tratta di un evento – ha
spiegato il Papa - che gli Evangelisti considerano come
l’inizio del ministero
messianico di Gesù. “La missione di Cristo, così
inaugurata si
compirà nel mistero pasquale, in cui Egli, morendo e
risorgendo, toglierà il peccato del mondo”.
Ma
“anche la missione del cristiano – ha aggiunto il
Pontefice - inizia con il Battesimo”:
“La
riscoperta del Battesimo, mediante opportuni itinerari di
catechesi in età adulta, è pertanto un aspetto rilevante
della nuova evangelizzazione”.
“Rinnovare
in modo più maturo la propria adesione alla fede – ha
detto Giovanni Paolo II - è la condizione per una
partecipazione vera e piena alla Celebrazione eucaristica,
che costituisce il culmine della vita ecclesiale”.
Il
Papa ha invocato l’intercessione della Vergine Maria
perchè “tutti coloro che con il Battesimo sono rinati
dall’acqua e dallo Spirito” facciano “della propria
vita una costante oblazione a Dio nel quotidiano esercizio
del comandamento dell’amore, esercitando così il
sacerdozio comune che è proprio di ogni battezzato”.
Infine
il pensiero
di Giovanni Paolo II è andato a tutti i bambini che sono
stati battezzati nel corso di questo anno:
“Li
abbraccio e li benedico”.
E
con loro ha benedetto “anche i padrini e le madrine e,
in particolare, i genitori dei nuovi battezzati, esortando
tutti a coltivare in essi, con la parola e con
l’esempio, il germe di vita divina scaturito dal
sacramento del Battesimo”.
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Ma
sul significato del Battesimo di Gesù e la differenza col
nostro battesimo ascoltiamo il prefetto della biblioteca
ambrosiana di Milano, mons. Gianfranco Ravasi,
intervistato da Amedeo Lomonaco:
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R.
– Il Battesimo di Gesù è soprattutto la presentazione
del suo mistero. Egli è il Figlio unigenito. Nel
battesimo cristiano invece c’è l’uomo peccatore che
entra in un sepolcro d’acqua, il fonte battesimale, per
rinascere come figlio di Dio, come figlio adottivo.
E’
dunque importante riscoprire
il mistero profondo della rivelazione di Cristo e
ricordare il mistero del credente che attraverso il
battesimo cristiano entra in comunione intima e profonda
col mistero di Cristo.
D.
– A proposito di questa scoperta, dai racconti
evangelici sul battesimo di Gesù emerge anche la
meraviglia di Giovanni...
R.
– Cristo si presenta al Battista nella folla dei
peccatori. Lo stupore è quello dovuto al fatto che la
figura del Messia si immerga quasi, prima ancora che nelle
acque, nella nostra umanità, nella nostra storia fragile,
caduca e spesse volte striata dal sangue e dal male.
D.
– Il battesimo rende tutti i credenti, ciascuno nelle
modalità della propria specifica vocazione,
corresponsabili della missione della Chiesa…
R.
– Il battesimo cristiano non ha solo la funzione di
liberazione dal peccato di origine. E’ anche la via che
rende il fedele partecipe della vita stessa di Dio. Per
questo motivo il battesimo è veramente un patrimonio,
quasi la sorgente di tutto l’itinerario di vita del
credente.
D.
– L’acqua, sorgente di salvezza per i cristiani, ha
rivelato una sconvolgente forza devastatrice in occasione
del maremoto avvenuto in Asia. Come interpretare questa
tragedia attingendo al patrimonio cristiano?
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Mons.
Ravasi |
R.
– L’acqua all’interno della Bibbia stessa è
il principio del diluvio che viene visto come una
sorta di giudizio divino. In realtà noi dobbiamo
comprendere meglio la funzione dell’acqua nel
presentarsi come un monito rivolto all’umanità.
Scoprire che siamo limitati e impotenti,
nonostante il nostro orgoglio di trionfatori sulla
materia ed il limite stesso della creatura, ci fa
comprendere che al di sopra c’è il Creatore.
Dio non abbandona le sue creature a se stesse ed
è per questo motivo che da questa vicenda non
emergono solo dati negativi: infatti, vediamo che
tutti gli uomini si sentono più fratelli tra
loro. |
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Il
limite ci fa scoprire di appartenere a
quell’unica famiglia che è la famiglia dei
figli di Dio. Proprio questa grande esplosione di
generosità, che si segnala in questi giorni, ci
dimostra ancora una volta come l’umanità
guidata da Dio, anche nel dolore, possa scoprire
la grandezza di amore e di trascendenza che la può
portare verso l’infinito di Dio. |
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Per
la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco (9/12/2005)

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