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VISITA DEL CARDINALE SEPE IN AZERBAIGIAN (12/09/2005)

Ascolta il servizio di Amedeo Lomonaco  

SI CONCLUDE OGGI LA VISITA DEL CARDINALE CRESCENZIO SEPE IN AZERBAIGIAN. DURANTE LA VISITA, IL PORPORATO HA SOTTOLINEATO LO STRAORDINARIO VALOREDEL DIALOGO INTERRELIGIOSO E HA PARTECIPATO ALLA POSA DELLA PRIMA PIETRA DELLA NUOVA CHIESA DI BAKU, LA PRIMA NELLA CAPITALE DOPO IL REGIME COMUNISTA

- A cura di Amedeo Lomonaco - 

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BAKU. = La Santa Messa nella cappella della comunità cattolica azera, la benedizione del cantiere di una casa per i senza tetto e la cerimonia per la posa della prima pietra della nuova chiesa di Baku. Sono alcune delle tappe della visita in Azerbaigian del prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, il cardinale Crescenzio Sepe. Durante la visita, che si conclude oggi, il porporato ha sottolineato lo straordinario valore del dialogo interreligioso in Azerbaigian, un dialogo fondato sulla realizzazione di opere per le quali ognuno offre il proprio contributo.

Cardinale Crescenzio Sepe

 Nell’omelia, pronunciata durante la celebrazione eucaristica nella cappella della comunità cattolica a Baku, il cardinale Sepe ha rimarcato, inoltre, il significato del perdono ricordando i torti arrecati al popolo azero dall’ideologia totalitaria del comunismo. Partecipando ieri alla cerimonia per l’inizio dei lavori di una casa per i bisognosi e per i poveri, il porporato ha poi ringraziato il presidente azero Ilham Aliev, le autorità civili e religiose e ha ricordato il più grande insegnamento di Gesù Cristo: “Amare Dio e il prossimo”. Cercando di rendere fruttuoso tale comandamento – ha spiegato il cardinale – è nato il desiderio di costruire questa casa che sarà affidata alle suore della Carità, figlie di Madre Teresa di Calcutta. Sempre ieri, il prefetto di Propaganda Fide ha partecipato a Baku alla cerimonia per la posa della prima pietra, benedetta da Giovanni Paolo II, della nuova chiesa. In questa occasione, il cardinale ha parlato della comunità cattolica azera: una comunità piccola – ha spiegato – ma la presenza cristiana in Azerbaigian è molto antica e risale al I secolo dopo Cristo. Il porporato ha anche ricordato le tristi vicende del secolo scorso ed il dramma della persecuzione dopo l’avvento del comunismo. Durante il regime comunista, sono state distrutte tutte le chiese cattoliche. Il cardinale Sepe ha quindi sottolineato che partecipare alla benedizione per la costruzione della nuova chiesa, la prima della capitale dopo 70 anni di sofferenze, “è un provvidenziale segno di Dio”. Un vero credente – ha concluso – non si lascia trascinare dall’odio e dal fanatismo, ma guarda l’altro con il cuore pieno di amore e di misericordia. In Azerbaigian, dove vivono circa 8 milioni di persone, i cristiani sono quasi 350.000. La comunità cattolica è composta da 150 azeri e da 120 stranieri.

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Per la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco, 12 settembre 2005

 

 

 

 

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