ATTACCO
CONTRO UNA COMUNITA' DI CRISTIANI NELLE FILIPPINE (3/02/2006) |
Ascolta
l'intervista a padre Bernardo Cervellera
Drammatico
attacco contro una comunità cristiana nelle Filippine:
almeno sei civili cristiani, tra cui un neonato, sono
rimasti uccisi in un assalto sferrato da uomini armati
nella cittadina di Patikul,
nel Sud del Paese. Su questo attacco ascoltiamo, al
microfono di Amedeo Lomonaco, il direttore di AsiaNews Bernardo
Cervellera:
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R.
– Secondo le notizie che abbiamo
ricevuto, sembra che ci siano stati degli attacchi
mirati contro dei cristiani. Sconosciuti si sono diretti
nei villaggi è hanno chiesto chi fosse
cristiano. Dopo, sono tornati con le armi. Hanno sparato e
ucciso diverse persone, tra le quali un neonato. Sembra,
però, che questa nuova ondata di fondamentalismo provenga
più dall’esterno. Da diversi mesi, infatti, il governo
stava cercando di dialogare con il mondo islamico fondamentalista
di Mindanao e Jolo.
Questo attacco costituisce, quindi, un colpo molto duro
alla speranza di pace della popolazione locale.
D.
– Secondo molti osservatori, questo nuovo attacco è
stato sferrato proprio per fomentare le tensioni tra
cristiani e musulmani …
R.
– Tutto il Sud-Est asiatico, secondo le nostre fonti, è
in preda all’influenza di al
Qaeda e di movimenti estremisti. I gruppi fondamentalisti
cercano di far scoppiare le contraddizioni, di ostacolare
la convivenza tra cristiani e musulmani. Questo avviene in
Indonesia, in Malesia, nelle Filippine e in tantissime
altre parti. A Mindanao ci
sono delle influenze di predicatori stranieri che stanno
gonfiando ancora di più l’odio confessionale.
D.
– Ma cosa vogliono questi gruppi fondamentalisti, che
agiscono nel Sud delle Filippine?
R. – Questi movimenti radicali vogliono a tutti i costi
radiare i cristiani da questa zona. In alcune città, da
15 mila cristiani adesso ne sono rimasti 2 – 3 mila.
D.
– Padre, come vivono questi momenti i cristiani di
questa regione?
R.
– C’è molto timore, c’è molta preoccupazione e
quindi, naturalmente, adesso c’è molta discrezione.
Tutte le nostre fonti vogliono rimanere anonime…
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Amedeo Lomonaco per la Radio Vaticana -
3/02/2006

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