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APPELLO DEI SINDACI DI DIECI CITTA' PER LA PACE (20/02/2003)

“Mentre i venti di guerra cominciano a soffiare sul Medio Oriente, noi sindaci desideriamo fortemente asserire che un nuovo conflitto può e deve essere evitato”. Con questo appello, consegnato ieri a Kofi Annan in occasione del 25° anniversario del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad), i primi cittadini di importanti capitali europee, tra cui Berlino, Londra, Mosca, Parigi, Roma e Sarajevo, ribadiscono la loro posizione sulla questione irachena. “Siamo contrari all’ipotesi di un conflitto - sostengono i sindaci - perché, all'alba di questo ventunesimo secolo, la guerra non può continuare ad essere considerata un normale strumento per la risoluzione delle crisi internazionali”.  

Un intervento militare in Iraq potrebbe aumentare le divisioni del mondo occidentale da quello islamico provocando l’innesco di una destabilizzazione mondiale. La costruzione di una pace duratura in Medio Oriente è la strada da seguire per prevenire le minacce che la questione irachena comporta. “La nostra condanna al terrorismo internazionale - si legge nel comunicato - è irremovibile”.  

L’azione della Comunità internazionale deve essere risoluta perché è necessaria una risposta efficace capace di conciliare la difesa della pace con la complessità dei fattori politici, culturali e religiosi. “La speranza per il nostro futuro - aggiungono i primi cittadini - è affidata alla capacità di disinnescare le pressioni fondamentaliste, agendo sulle cause primarie che le alimentano”.  

La sfida è quella di conferire allo scenario mondiale un equilibrio che preveda uno sviluppo graduale e costante dei Paesi più poveri. “La lotta al regime di Saddam Hussein deve essere condotta - si legge nel documento - dalle Nazioni Unite e dalla comunità internazionale con tutti gli strumenti offerti dal diritto”. L’Europa, che nel ventunesimo secolo ha conosciuto la tragedia della guerra, è chiamata adesso a garantire la pace.  

“Siamo convinti - spiegano i sindaci - che la libertà, la democrazia e la lotta alla povertà e alla fame debbano avere la cornice della pace e della condivisione”. “Le città europee - conclude l’appello - devono giocare un ruolo fondamentale, come centri di sviluppo culturale, economico e sociale perché sono la base stessa della democrazia”.

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Per la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco (20/02/2003)              

 

 

 

 

 

 

 

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