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ANNO DEL ROSARIO (29/10/2003)

 

Ascolta il servizio di Amedeo Lomonaco 

“Contemplare con Maria il volto di Cristo”. Queste parole tratte dalla lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae sono il centro vitale dell’Anno del Rosario che si conclude con la fine del mese di ottobre. Lo ha ricordato il Papa, stamani, all’udienza generale a cui gli oltre 16 mila fedeli, a causa del maltempo, hanno assistito in parte nella Basilica di San Pietro ed in parte nell’Aula Paolo VI.   

Il Rosario - ha detto il Papa - costituisce la via mariana privilegiata per aiutare i cristiani a crescere come “contemplatori del volto di Cristo” e le Comunità ecclesiali a diventare “autentiche scuole di preghiera”. 

E’ questa la via di Maria, la via sulla quale Ella ha compiuto il suo esemplare pellegrinaggio di fede come discepola del Verbo incarnato”. 

Durante quest’anno il Papa ha voluto inoltre affidare a Dio due grandi intenzioni di preghiera: la pace e la famiglia. 

“Recitare la corona del Rosario non è un ripiegamento intimistico, bensì una consapevole scelta di fede: contemplando il volto di Cristo, nostra Pace e nostra riconciliazione, vogliamo implorare il dono della pace, per intercessione di Maria Santissima”. 

Sul tema della famiglia il Santo Padre ha rimarcato come proprio “il nucleo familiare dovrebbe essere il primo ambiente in cui la pace di Cristo è accolta, coltivata e custodita”. Al termine dell’udienza generale, nei saluti ai pellegrini italiani, Giovanni Paolo II ha infine ricordato il significato della croce per tutti gli uomini. 

“Tutti vi esorto a fondare la vostra vita sulla Parola di Dio, per essere costruttori della civiltà dell’amore, di cui è simbolo eloquente la croce di Cristo, sorgente di luce, di conforto, e di speranza per gli uomini di tutti i tempi”. 

Sul significato della preghiera del Rosario come strumento capace di rilanciare la dimensione della preghiera in tutto il mondo, ascoltiamo il mariologo Stefano De Fiores. 

R. – E’ una preghiera veramente speciale il Rosario, perché nella spiritualità occidentale non troviamo un altro esercizio di pietà che sia capace di introdurci così profondamente nel mistero di Cristo, in tutta la sua vastità e con una ripetizione, come il Rosario. Dovremmo, però, cercare di tener conto della clausola o conclusione con cui termina l‘Ave Maria che rimanda al Mistero. Se già l’Ave Maria ha un baricentro che è il nome di Gesù, questo carattere Cristocentrico, Cristologico riceve ancora un’accentuazione e noi aggiungiamo, per esempio al primo Mistero: “Gesù che hai concepito per opera dello Spirito Santo” oppure “Gesù, morto per noi, risorto per noi, che ti incoroni di gloria”.

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Per la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco (29/10/2003)

 

 

 

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