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Fonte,
Radio Vaticana, 9 dicembre 2007
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
All'Angelus,
il Papa invita ad "aprire il cuore e ad accogliere il
Figlio di Dio che viene in mezzo a noi per rendere
manifesto il giudizio divino"
All'Angelus
Benedetto XVI ha invitato a seguire le orme del figlio di
Dio, facendo delle nostre esistenze un dono di amore e
aprendo il cuore a Gesù Cristo. I frutti dell’amore -
sottolinea il Papa - sono quei “degni frutti di
conversione”, ai quali fa riferimento San Giovanni
Battista. Il servizio di Amedeo Lomonaco:
Il Padre celeste ci chiama a seguire le orme del suo
Unigenito Figlio, facendo, come Lui, delle nostre
esistenze “un dono di amore”. Con queste parole,
Benedetto XVI ha rinnovato oggi, seconda domenica di
Avvento, l’invito alla conversione. Dopo la solennità
dell’Immacolata Concezione, che la liturgia dedica a
Maria, “Stella di speranza per ogni uomo”, il Papa ha
invitato a volgere lo sguardo verso San Giovanni Battista.
“La sua missione – ha affermato il Santo Padre – è
stata quella di preparare a spianare la via davanti al
Messia, chiamando il popolo di Israele a pentirsi dei
propri peccati e a correggere ogni iniquità”.
"Ed è oggi, nel presente, che si gioca il
nostro destino futuro; è con il concreto comportamento
che teniamo in questa vita che decidiamo della nostra
sorte eterna. Al tramonto dei nostri giorni sulla terra,
al momento della morte, saremo valutati in base alla
nostra somiglianza o meno con il Bambino che sta per
nascere nella povera grotta di Betlemme, poiché è Lui il
criterio di misura che Dio ha dato all’umanità".
Mentre prosegue il cammino dell’Avvento e mentre ci
prepariamo a celebrare il Natale di Cristo – ha aggiunto
Benedetto XVI – risuona nelle nostre comunità il
richiamo alla conversione di Giovanni Battista che,
tramite il Vangelo, continua a parlare attraverso i
secoli, ad ogni generazione.
"E’ un invito pressante ad aprire il cuore e
ad accogliere il Figlio di Dio che viene in mezzo a noi
per rendere manifesto il giudizio divino".
Giovanni Battista – ha ricordato quindi il Santo
Padre – diceva che “davanti a Dio nessuno ha titoli da
vantare, ma deve portare frutti degni di conversione”.
Le sue parole chiare e dure – ha spiegato il Papa –
risultano quanto mai salutari nel nostro tempo, in cui
anche “il modo di vivere e percepire il Natale risente
purtroppo, assai spesso, di una mentalità
materialistica”.
"La voce del grande profeta ci chiede di
preparare la via al Signore che viene, nei deserti di
oggi, deserti esteriori ed interiori, assetati
dell’acqua viva che è Cristo. Ci guidi la Vergine Maria
ad una vera conversione del cuore, perché possiamo
compiere le scelte necessarie per sintonizzare le nostre
mentalità con il Vangelo".
Dopo la recita della preghiera mariana, il pensiero del
Papa è andato agli universitari degli Atenei romani, che
Benedetto XVI incontrerà il prossimo 13 dicembre al
termine della Santa Messa che sarà presieduta dal
Cardinale Camillo Ruini.
“Vi attendo numerosi, cari giovani, per prepararci
al santo Natale invocando il dono dello Spirito di
sapienza per tutta la comunità universitaria”.
Salutando i pellegrini di lingua tedesca, il Santo
Padre ha esortato infine a preparare la strada al Signore.
“Die Liturgie des Advents lädt uns immer wieder
zur Umkehr ein.
La liturgia dell’Avvento ci invita costantemente
alla conversione. La meditazione, la preghiera personale e
comunitaria e il sacramento della penitenza devono avere
un posto fisso in queste settimane di preparazione al
Natale".
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