LIBRO
DEI VATICANISTI 'ANDATE IN TUTTO IL MONDO' (29/06/2004) |
Ascolta il servizio di Amedeo Lomonaco

“E’
da un quarto di secolo che la scena politica
internazionale si misura con un soggetto religioso
universale come Giovanni Paolo II. La sua elezione, il 16
ottobre 1978, chiamava alla Sede di Pietro il primo Papa
italiano dopo cinque secoli”… Sono le prime frasi del
libro “Andate in tutto il mondo”, curato dal
giornalista Piero Schiavazzi ed edito dalle Edizioni Dehoniane, che offre una lettura corale e differenziata
del pontificato di Karol Wojtyla. Nel libro sono
riproposti i temi affrontati dai giornalisti nelle
conferenze tenutesi negli Istituti italiani di cultura di
40 città del mondo nell’ambito dell’iniziativa “La
mia seconda Patria”, organizzata dal ministero italiano
degli Affari Esteri in occasione del XXV di pontificato di
Giovanni Paolo II. Su questo volume presentato ieri nella
sede dell’ambasciata italiana presso la Santa Sede dal
presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale
Camillo Ruini, ascoltiamo proprio il porporato,
intervistato da Amedeo Lomonaco:
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R.
– E’ un modo simpatico, non usuale, che permetterà a
tanta gente di cogliere aspetti della personalità del
Papa, che sono conosciuti non in maniera specifica. I
vaticanisti stessi hanno avuto molte occasioni di essere
vicini al Papa e così anche di cogliere meglio quello che
possiamo chiamare il segreto delle sue scelte di vita.
D.
– La pluralità di voci e di contributi presente in
questa iniziativa è rimarcata anche dal giornalista di Telepace, Piero Schiavazzi, curatore dell’intero ciclo
di manifestazioni e della pubblicazione conclusiva
“Andate in tutto il mondo”:
R.
– I giornalisti in questo caso hanno viaggiato per il
Papa, andando a raccontare Giovanni Paolo II, con un
duplice beneficio. Da una parte narrativo: hanno
raccontato la storia con la freschezza della cronaca,
vista e vissuta da vicino; e dall’altra, professionale:
con il loro rigore professionale hanno assicurato il
carattere pluralista, culturale dell’iniziativa.
D.
– Nell’opera convergono, dunque, testimonianze ed
esperienze di vaticanisti italiani di diverse testate, per
la prima volta insieme, per affrontare molteplici aspetti
legati al Papa. Tra questi, Giorgio Acquaviva, del
quotidiano “Il Giorno”, ha sviluppato il tema della
sofferenza fisica di Giovanni Paolo II:
R.
– Ho puntato l’attenzione sulla sofferenza degli
ultimi tempi del Papa e di come questa sofferenza, al di là
delle limitazioni fisiche, di fatto sia diventata una
nuova forma di comunicazione nei confronti delle potenze
del mondo.
D.
– Sul ruolo svolto da Giovanni Paolo II come ponte di
dialogo tra Islam e Cristianesimo, si è soffermato,
inoltre, Giuseppe De Carli del Tg1:
R.
– E’ il Papa che credo abbia fatto più passi in
avanti nei confronti della religione di Maometto; é
grazie a lui che la Guerra del Golfo e la Guerra contro
l’Iraq non si siano tradotte in uno scontro tra civiltà.
Questo è il grande contributo dato alla pace da Papa Wojtyla.
D.
– “Giovanni Paolo II: cifre, gesti e parole di un
grande pontificato”: è questo il tema scelto da Orazio
Petrosillo del “Messaggero”:
R.
– E’ il secondo Papa per “durata” tra i successori
di Pietro; ha percorso un milione e 242 mila chilometri;
è stato il Papa che ha avuto un Magistero di oltre 80
mila pagine, con il più alto numero di santi e beati.
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Per
la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco (28/06/2004)

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