AFRICA
HUNGER ALERT (22/12/2002) |
Ascolta l'intervista di Amedeo Lomonaco a Francesco Luna
|

|
Il 16
dicembre l'agenzia World Food Program ha dato inizio alla
"Africa Hunger Alert, una campagna che confida di
reperire nei prossimi mesi i fondi necessari per far
fronte alla tragica diffusione alla fame in Africa. La
dimensione dell'attuale crisi non può infatti prescindere
dall'intervento dei Paesi più ricchi ad impegnarsi in una
attività che risponda in modo adeguato a questa terribile
situazione. |
Secondo gli ultimi dati forniti dall'agenzia,
38 milioni di africani rischiano la morte per fame nei
prossimi mesi, mentre in alcuni Paesi - come Zambia e
Malawi - i morti, soprattutto bambini, si contano già a
migliaia.
A
questo tragico scenario reso ancor più drammatico dal
diffondersi dell'Aids, si aggiungono purtroppo anche
disordini politici, economie allo sbando e guerre civili
che minano gli equilibri già molto precari del Continente
nero. Su come è nata la campagna "Africa Hunger
Alert" ascoltiamo il responsabile per l'Italia della
World Food Program, Francesco Luna, al microfono di Amedeo
Lomonaco.
***********
R. -
Nasce proprio spontaneamente in varie parti del mondo,
soprattutto in scuole, università, centri di aggregazione
vari, in risposta alla situazione sempre più drammatica
di molti Paesi africani, la cui condizione negli ultimi
mesi è peggiorata drasticamente e rischia di precipitare
nei primi mesi del 2003.
D. -
Due flagelli stanno corrodendo il futuro dell'Africa in
questo inizio di millennio: la fame e l'Aids. QUali sono
le strategie della campagna Africa Hunger Alert, lanciata
dal PAm, per fronteggiare queste gravi crisi?
R. -
Trattandosi di due emergenze drammatiche e gravi, la
risposta che bisogna dare è quella di produrre
cibo, salvando dalla fame queste persone. Naturalmente
questo non basta, ma può servire a tamponare la
situazione gravissima di questo momento. Per il futuro
dell'Africa è necessario portare avanti delle politiche
che tendano a rendere le popolazioni africane sempre più
autosufficienti.
D. -
Come si può spiegare la relazione tra fame e Aids?
R. -
L'Aids è una conseguenza anche della povertà e molto
spesso anche della scarsa consapevolezza da parte delle
persone di come il virus si trasmetta. Il cibo in questi
casi è un aiuto molto importante soprattutto per le
famiglie di chi è ammalato di Aids. Ci sono milioni di
orfani in Africa a causa di questo terribile male che ha
decimato le famiglie ed in particolare i capi famiglia,
coloro che sono tradizionalmente deputati a reperire le
risorse necessarie per il sostentamento dei familiari.
D.
Quali progetti si devono assolutamente realizzare per
migliorare le condizioni economiche e politiche del
Continente africano?
R. - E'
necessario realizzare investimenti profondi
nell'agricoltura proprio per far si che i Paesi africani
riescano a fronteggiare i periodi di siccità. Bisogna
liberalizzare il settore agricolo e fare in modo che per
le piccole imprese sia più facile entrare nel mercato.
Bisogna infine sviluppare le attività di formazione,
soprattutto delle donne.
Per
la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco (22/12/2002)

|