|
Fonte,
Radio Vaticana, 28 ottobre 2008
Emozione
e gioia in Africa per il prossimo viaggio di
Benedetto XVI in Camerun e Angola. Interviste con
i nunzi apostolici dei due Paesi, mons. Ariotti e
mons. Becciu
In
Africa, è stato accolto con entusiasmo
l’annuncio del viaggio apostolico in Camerun e
in Angola, per il marzo 2009, dato da Benedetto
XVI domenica scorsa durante la Messa conclusiva
del Sinodo dei Vescovi, nella Basilica di San
Pietro. Il servizio di Amedeo Lomonaco:
Il primo viaggio del Papa in Africa è un
messaggio di speranza dato ad un continente per il
quale il Pontefice ha più volte auspicato “la
promozione di uno sviluppo duraturo”. In
Camerun, l’occasione della visita è la consegna
del documento preparatorio del Sinodo dei vescovi
sull’Africa, in programma ad ottobre 2009 in
Vaticano. L’annuncio è stato accolto con grande
entusiasmo nel Paese, come spiega il nunzio
apostolico in Camerun, mons. Eliseo
Antonio Ariotti:
“Questa visita del Santo Padre, la prima di
Benedetto XVI in Africa, è un segno di continuità:
nel 1995, Giovanni Paolo II aveva portato
l’Esortazione apostolica ‘Ecclesia in
Africa’. La notizia di Benedetto XVI che viene
in Camerun per dare alle Conferenze episcopali
dell’Africa il nuovo strumento di lavoro per il
prossimo Sinodo è stata accolta veramente con
grande gioia e con grande entusiasmo”.
Domenica scorsa, il Papa ha anche affermato che
essere discepoli di Cristo significa mettere in
pratica il “comandamento dell’amore”, un
amore concretamente “testimoniato nei rapporti
tra le persone”. Il prossimo da amare - ha
spiegato il Santo Padre - “è anche il
forestiero, l’orfano, la vedova e l’indigente,
quei cittadini cioé che non hanno nessun
difensore”. Parole che, se riferite in
particolare all’Africa, indicano l’urgenza di
volgere ancor di più lo sguardo missionario della
Chiesa e quello solidale dei governi verso questo
continente. Mons. Ariotti:
“Tutti i Paesi dell’Africa stanno vivendo
questo momento difficile. Tanta gente vuole
abbandonare il continente, ma bisogna incoraggiare
le popolazioni a dare il meglio per il proprio
sviluppo sociale. Credo che il Camerun, come Paese
dell’Africa centrale relativamente in pace che
cerca di risolvere i propri problemi, possa essere
anche un esempio di amore fraterno. La speranza è
che questo amore fraterno, al quale il Santo Padre
si è ispirato, possa essere - annunciato qui dal
Camerun - un valore che incoraggerà tutti i Paesi
dell’Africa”.
Dopo il Camerun, il viaggio apostolico in
Africa proseguirà in Angola. Nel Paese affacciato
sull'Atlantico, l’annuncio è stato accolto con
sorpresa ed emozione dalla popolazione, duramente
colpita dalla drammatica esperienza di una guerra
civile terminata solo pochi anni fa. La speranza
è che il viaggio del Papa nello Stato africano,
il primo Paese subsahariano a ricevere
l’annuncio evangelico, possa consolidare il
processo di pace iniziato nel 2002 e promuovere un
autentico sviluppo. E’ quanto sottolinea il
nunzio apostolico in Angola, mons.
Giovanni Angelo Becciu:
“La visita del Papa è vista come un momento
per consolidare anche lo sviluppo socioeconomico
che il Paese sta conoscendo. Si spera che la voce
del Papa possa dare nuove strade da percorrere per
un maggior rispetto della giustizia sociale. In
tutti c’è la sensazione che la scelta del Santo
Padre di venire in Angola sia stata una risposta
al loro impegnarsi per far uscire il Paese dai
periodi bui”.
Il viaggio del Papa in Angola è legato al 500.mo
anniversario dell’evangelizzazione nel Paese.
Nello Stato subsahariano, la Chiesa può fare
affidamento sulla ricchezza delle vocazioni e
della fede. Mons. Becciu:
“La
realtà della Chiesa oggi in Angola conosce
momenti anche di difficoltà, ma c'è una
fioritura continua di comunità nuove, di
vocazioni: c’è grande fervore ed entusiasmo
nella gente, nella fedeltà alla Chiesa e al
Vangelo. Ci sono tante altre realtà consolanti e
confortatrici”.
|