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DISCORSO DEL PAPA ALL'ACCADEMIA PRO VITA (21/02/2004)

 

L’alta responsabilità nella bioetica e l’impegno nel contrastare condotte aberranti e leggi ingiuste per la dignità della persona. E’ questo il duplice ruolo indicato dal Papa nel messaggio di ieri e ribadito stamani nel discorso rivolto all’Assemblea generale della Pontificia Accademia per la Vita, in occasione del suo decennale di fondazione.     

 

Sul fondamentale tema della vita, Giovanni Paolo II sottolinea “i valori essenziali non solo per il fedele cristiano ma anche per l’essere umano come tale”. 

 Sempre di più emerge l’imprescindibile legame della procreazione di una nuova creatura con l'unione sponsale”.  

“Questo disegno del Creatore – spiega il Santo Padre - è inscritto nella natura stessa fisica e spirituale dell’uomo e della donna e, come tale, ha valore universale”. “L’atto in cui lo sposo e la sposa diventano padre e madre attraverso il reciproco dono totale – dice il Papa - li rende cooperatori del Creatore nel mettere al mondo un nuovo essere umano”.  

“Un gesto così ricco che trascende la stessa vita dei genitori, non può essere sostituito da un mero intervento tecnologico”.  

“Compito dello scienziato – ricorda Giovanni Paolo II - è piuttosto quello di investigare sulle cause della infertilità maschile e femminile”.  

“Proprio per questo desidero incoraggiare le ricerche scientifiche volte al superamento naturale della sterilità nei coniugi”.  

Il Papa esprime infine l’auspicio che la comunità scientifica possa ottenere confortanti progressi sulla strada della vera prevenzione e dell’autentica terapia.

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Per la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco (21/02/2004)

 

 

 

 

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