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ABU MAZEN ELETTO PRESIDENTE PALESTINESE (10/10/2005)

10 gennaio 2005

ELEZIONI PALESTINESI NEL SEGNO DI ARAFAT. ALLE CONSULTAZIONI DI IERI PER LA SCELTA DEL PRESIDENTE DELL’AUTORITÀ NAZIONALE PALESTINESE, NETTA AFFERMAZIONE DEL LEADER DELL’OLP E CANDIDATO DI AL FATAH, MAHMUD ABBAS, DETTO ABU MAZEN 

Mahmud Abbas, detto Abu Mazen, è il successore di Yasser Arafat. Nelle elezioni presidenziali palestinesi di ieri, il candidato di Al Fatah ha vinto con il 62,3 per cento dei consensi. Il rivale più vicino ad Abu Mazen, il democratico indipendente Mustafa Barguti, ha ottenuto invece il 19,8 per cento delle preferenze. Il giuramento del vincitore è previsto mercoledì prossimo. 

Abu Mazen

L’affluenza è stata del 66 per cento e le operazioni di voto si sono svolte regolarmente nonostante l’invito a boicottare le elezioni diffuso da militanti islamici. La chiusura dei seggi è stata rinviata di due ore per consentire agli elettori, trattenuti ai posti di blocco israeliani per i controlli, di recarsi alle urne. Sulla consultazione, ascoltiamo Amedeo Lomonaco: 

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Abu Mazen ha dedicato la vittoria al suo predecessore. “Offriamo questo successo - ha dichiarato l’ex premier a Ramallah - all’anima del nostro fratello Yasser Arafat e a tutti i palestinesi”. Abu Mazen si è detto pronto ad incontrare il premier israeliano Ariel Sharon in qualsiasi momento. Il riferimento al “nemico sionista”, pronunciato  martedì scorso dopo l’uccisione di sette palestinesi, viene ora considerato da molti editorialisti israeliani, come un moto di rabbia. Il neo presidente dell’Autorità nazionale palestinese (ANP) ha sottolineato la necessità di trovare una soluzione al conflitto illustrando i punti fondamentali del suo programma. “La nostra linea politica – ha spiegato Abu Mazen - è quella ratificata dal Consiglio nazionale palestinese nel 1998. Non possiamo accettare un accordo che ci dia meno di uno Stato palestinese sovrano entro i confini del 1967 e con capitale Gerusalemme est”. Sulla Road Map, il piano di pace fissato da ONU, Russia, Unione Europea e Stati Uniti, l’ex premier ha ribadito l’impegno per la sua realizzazione: “La Road Map – ha detto – esiste ancora, nonostante sia stata spinta in un angolo dalla decisione del disimpegno unilaterale da Gaza”. I movimenti di Hamas e Jihad islamica hanno manifestato, inoltre, la loro disponibilità a collaborare e ad aprire un dialogo con il nuovo leader palestinese. Commentando le elezioni, il presidente americano, George Bush, ha parlato di un giorno storico per il popolo palestinese e ha chiesto ad Israele di “migliorare la situazione umanitaria ed economica in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza”. Nello Stato ebraico, intanto, è previsto oggi il voto di approvazione sul nuovo governo formato dal partito di centrodestra di Sharon, il ‘Likud’, dai laburisti di Shimon Peres, designato come vice premier, e dalla formazione ortodossa del ‘Fronte della Torah’. Sul terreno si registrano, infine, nuove tensioni al confine tra Israele e Libano: un casco blu francese è rimasto ucciso in un agguato rivendicato dalle milizie sciite filo iraniane degli Hezbollah.

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“Lavorerò per mettere fine alle sofferenze del popolo palestinese, un popolo che merita stima, rispetto e fedeltà”. Lo ha dichiarato Abu Mazen subito dopo la vittoria elettorale. Ecco la nostra scheda: 

Abu Mazen è nato nel 1935 a Safed nella Palestina, allora sotto mandato britannico, e nel 1948, anno della creazione dello Stato di Israele, si è trasferito a Damasco dove si è laureato in legge. A Mosca ha poi conseguito un dottorato di ricerca con una tesi sul sionismo. Abu Mazen è stato uno degli architetti degli accordi di Oslo del 1993 sull’autonomia palestinese ed uno dei firmatari della Dichiarazione di principi israelo-palestinese. Dal 1980 fa parte del comitato esecutivo dell’OLP, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina della quale è stato anche nominato presidente. Nel dicembre del 2000, pochi giorni dopo lo scoppio della seconda Intifada, ha esortato i palestinesi a cessare la lotta armata. Gradito ad Europa e Stati Uniti, Abu Mazen è stato designato primo ministro nel marzo del 2003, carica che ha ricoperto per quattro mesi. Si è presentato alle elezioni come candidato di Al Fatah, partito fondato nel 1957 dal defunto leader dell’Autorità nazionale palestinese Yasser Arafat.

 

14 gennaio 2005

L’ESTREMISMO PALESTINESE RISPONDE CON LA VIOLENZA AI PROGRAMMI DI PACE DI ABU MAZEN: 6 ISRAELIANI SONO MORTI AL VALICO DI KARNI PER UN ATTENTATO COMPIUTO DA DUE KAMIKAZE RIMASTI UCCISI NELL’ESPLOSIONE

Il Medio Oriente è stato scosso dal primo grave attentato condotto da fondamentalisti palestinesi dopo l’elezione di Abu Mazen: l’attacco, avvenuto nella Striscia di Gaza e costato la vita a sei israeliani, è stato condannato dal nuovo presidente palestinese. Il servizio di Amedeo Lomonaco: 

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In Medio Oriente non si ricompone la frattura tra i miliziani dei gruppi estremisti ed il nuovo presidente dell’Autorità nazionale palestinese che durante la campagna elettorale aveva chiesto, senza ricevere risposte confortanti, la fine della violenza per rilanciare il processo di pace con Israele. Quattro giorni dopo l’elezione di Abu Mazen, un attacco condotto la scorsa notte da un commando palestinese al valico di Karni ha causato infatti la morte di 6 civili israeliani. Nell’esplosione hanno perso la vita anche due attentatori ed un altro integralista è stato ucciso durante una successiva sparatoria ingaggiata con i soldati dello Stato ebraico. L’azione terroristica è stata rivendicata dalle ‘Brigate dei martiri di Al Aqsa’ e da Hamas. Il ministro della Difesa israeliano, Mofaz, ha duramente condannato l’attacco: “i palestinesi - ha dichiarato - fanno tutto il possibile per distruggere ogni speranza di creare una nuova realtà”. Subito dopo questo ennesimo episodio di violenza, è scattata la reazione dell’aviazione israeliana: un elicottero ha lanciato due missili contro il campo profughi di Deir el Balah, nella Striscia di Gaza. Al momento non si hanno notizie di vittime. Il governo di Tel Aviv ha anche chiuso i principali valichi di transito con la striscia di Gaza: si tratta dei varchi di Erez, Rafah e Karni.

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