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DE MAURO: OGNI LINGUA E' GLOBALE

 

Tullio De Mauro, Ministro della Pubblica Istruzione nel governo Amato ed uno dei maggiori linguisti italiani, considera la portata della globalizzazione dal punto di vista linguistico.

   La globalizzazione è prima di tutto - dice De Mauro - una parola e in varie lingue europee è il derivato di un verbo, globalizzare in italiano, globaliser in francese, to globalize in inglese.

   Ma globalizzare e i verbi fratelli hanno due accezioni ben distinte : “considerare in modo globale” e “rendere globale”. Anche il termine globalizzazione è una parola carica di entrambe le accezioni. La prima, in ordine di tempo, è stata la “considerazione globale di qualcosa”. 

E’ nata questa accezione verso la metà del secolo in Francia ed è nata tra i pedagogisti e gli psicologi con riferimento al metodo globale di apprendimento della lettura: il bambino è esposto alla percezione di intere parole collegate a immagini e impara prima blocchi di lettere con il loro suono e significato e solo in un secondo momento impara a decomporre i blocchi nelle lettere che li costituiscono. 

Dalla Francia la parola ha cominciato il suo cammino, è arrivata subito in Italia, nel 1956.

   Ma già negli stessi anni Mc Luhan lanciava l’idea che le nuove tecnologie stavano creando una nuova cultura antropologica: la “Classroom without Walls”  e il “Global Village”. Era un annuncio forte: il lontano e il vicino, il passato e il presente erano chiamati a coesistere nell’immediato in qualunque punto del globo.

   Con il Villaggio globale di Mc Luhan tutto il mondo diventa un solo paese, e si comincia a parlare di globalizzazione come ne parliamo oggi.

   Le seimila diverse lingue del mondo, anche le più consolidate ed egemoni, hanno conosciuto fenomeni di interscambio e globalizzazione.

   La imponente sanscritizzazione del cinese e quindi del giapponese attraverso l’espansione del buddismo; la grecizzazione dell’etrusco e del latino; l’arabizzazione del persiano; la latinizzazione e francolatinizzazione di molte lingue germaniche e soprattutto dell’inglese (oltre il 70 % del suo vocabolario è latino o francolatino e ha sostituito l’antico vocabolario germanico): ecco alcuni episodi storici che mostrano quanto largamente abbia operato e operi l’interscambio globalizzante tra le lingue.

   D’altra parte, l’importanza delle correnti di scambio non ha cancellato né cancella le differenze. 

Le tendenze unificanti si rifrangono diversamente nelle diverse lingue e parti del mondo e, a un occhio attento, si aprono agenti di ulteriore e nuova differenziazione.

   I linguaggi sono sempre stati nello stesso tempo unificanti e differenti e per questo possono considerarsi una metafora del fenomeno della globalizzazione che presenta sia processi di omogeneizzazione sia processi di differenziazione.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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